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Windsurfabile: nel Lazio due giornate per tutti, anche per chi non vede

Torna l'iniziativa dell'associazione Avrò Surf & sail: a Bracciano il 23 e il 30 giugno due giornate gratuite di scuola e navigazione, dedicate rispettivamente a chi ha un'amputazione e a chi ha una disabilità visiva. L'idea di un fisioterapista con la passione per la vela

20 giugno 2019

ROMA – Sport estremo? Niente affatto: sport per tutti, emozione assicurata. Nasce da questa convinzione e dalla professionalità di un fisioterapista con la passione per la vela il progetto “Windsurfabile”, che offrirà tra pochi giorni la possibilità di provare gratuitamente questo sport, sul lago di Bracciano, a persone con diverse disabilità. Precisamente, domenica 23 toccherà a chi ha un avuto un'amputazione – con o senza protesi – mentre il 30 solcheranno le onde le persone ipovedenti e non vedenti. “Dopo il successo dell'anno scorso, abbiamo deciso di tornare a offrire questa possibilità, estendendola anche a chi ha una disabilità visiva. E abbiamo ricevuto anche il patrocinio del Cip”, ci spiega Giorgio Peresempio, vicepresidente Avl Surf & Sail e organizzatore di “Windsurfabile”. Fisioterapista di professione, specializzato nella riabilitazione in acqua, ma anche appassionato e istruttore di windsurf e vela, Per esempio da circa un anno segue per la Fispic (Federazione italiana sport paralimpici ciechi e ipovedenti) la squadra italiana di Calcio A5.
 
“I ragazzi saranno prima formati sui principali rudimenti teorici della disciplina spiega Per esempio - Successivamente verrà svolta una prima prova in acqua, dove l’approccio alla tavola da windsurf, all’equilibrio e ai suoi movimenti di galleggiamento sarà simulato con l’aiuto del Sup (Stand up paddle surf), saranno simulate le cadute in acqua con il recupero dell’attrezzatura. Una volta entrati in confidenza con la tavola, i partecipanti proveranno le principali tecniche e manovre di navigazione sul windsurf, prima a terra e poi in acqua. I partecipanti saranno seguiti da un team specializzato formato da istruttori FIV qualificati, fisioterapisti specializzati nella riabilitazione oltre ad un atleta professionista con disabilità”.
 
L'obiettivo è permettere ai ragazzi di socializzare, “superando i propri limiti e le barriere fisiche e psicologiche legate alla propria condizione di disabilità. Siamo incoraggiati dall'esperienza dello scorso anno, perché quasi tutti i ragazzi che hanno provato il windsurf con noi ora navigano in autonomia”. Niente ausili né attrezzature particolari, “perché l'attività deve essere anche sostenibile e accessibile economicamente: ci limitiamo ad adattare quello che abbiamo. L'importante, per noi, è far provare questa esperienza al maggior numero possibile di persone, perché siamo convinti che il windsurf possa dare tanto a chi ha una disabilità”. Cosa, esattamente? “Per chi ha problemi motori, certamente ha un valore anche riabilitativo, stimolando l'equilibrio, la coordinazione e il rafforzamento muscolare.  Particolarmente importante è avere i fisioterapisti accanto ai ragazzi, pronti a intervenire in caso di fastidi o attriti, frequenti per chi ha una protesi”. A chi invece ha una disabilità visiva, il windsurf offre “la possibilità e l'emozione di muoversi in uno spazio libero, in velocità e senza ostacoli. Chi non vede o vede male è costretto infatti ad andare sempre a marce ridotte, anche negli sport: perfino quando corrono, queste persone devono essere frenate. L'acqua elimina questo limite: una volta impostato il corpo e direzionata la vela, possono andare liberamente, sentendosi il vento addosso e sicuri di non trovare ostacoli”.

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