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Salute. Svelata proteina della paraplegia

Ricercatore italiano compie al "Medea" di Conegliano, in Veneto, un fondamentale passo avanti per conoscere l'origine della malattia. La corrispondenza di Daniele Ferrazza su "La Tribuna di Treviso"

30 luglio 2009

VENEZIA - Adesso si fanno vivi tutti. A partire dal ministro della Salute Maurizio Sacconi: «Complimenti vivissimi». Ma fino a pochi mesi fa, il dottor Andrea Daga, padovano che lavora per l'istituto scientifico Medea di Conegliano (legato alla Nostra Famiglia), non se lo filava nessuno. Adesso invece il biologo, 48 anni, dieci dei quali trascorsi negli Stati Uniti a fare ricerca di altissimo livello, è diventato famoso. Perché la prestigiosa rivista medica «Nature» ha pubblicato un suo studio, finanziato dall'Istituto Medea di Conegliano e da Telethon, sulla proteina chiave della paraplegia.

Si chiama «atlastina» e fino ad oggi era nota ai ricercatori soltanto per essere difettosa nelle persone affette da una rara malattia genetica, la paraplegia spastica ereditaria. Grazie al lavoro del ricercatore si è finalmente chiarito il ruolo di questa proteina nella cellula. "Sono un ricercatore precario - commenta Andrea Daga - ho studiato la funzione di questa proteina e il suo comportamento. Questa ricerca non avrà effetti immediati sulla cura della malattia, ma costituirà un tassello di conoscenza importante per andare oltre nella ricerca. Se mai verrà finanziata. In Italia ho bussato molte porte, alla fine mi sono stufato di mendicare. Poi ho conosciuto il professor Andrea Martinuzzi, primario neurologo dell'istituto Medea, e gli ho proposto questa ricerca. E siamo andati avanti. Ma quanta fatica a bussare alle porte".

 Le paraplegie spastiche ereditarie sono un gruppo molto eterogeneo di malattie neurodegenerative che colpiscono in particolare il midollo spinale e il cervelletto, la porzione del cervello responsabile della coordinazione dei movimenti. Possono insorgere nell'infanzia oppure in età adulta, in due forme differenti: quella pura, caratterizzata da spasticità e debolezza muscolare, e quella complicata, che presenta anche anomalie della vista, sordità. Attualmente si conoscono più di 30 geni che - se mutati - possono essere coinvolti nell'insorgenza della malattia. Uno di questi è SPG3A, associato a una delle forme più gravi di paraplegia pura: un errore in questo gene provoca un'alterazione dell'atlastina, proteina di cui finora si ignorava la funzione all'interno della cellula.

Il ministro Sacconi ha commentato: «Registro con grande soddisfazione» la pubblicazione dello studio. "Ad accrescere la soddisfazione è anche l'orgoglio di appartenere ad una terra capace di dare i natali a scienziati e ad Istituti di livello internazionale". (Daniele Ferrazza)

(2 agosto 2009)

di s.caredda

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