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Disabilità e Viaggi: parte la nuova Edizione del Progetto “Bandiera Lilla”, per un turismo accessibile.

Il turismo è diventato, nell’arco dell’ultimo secolo, un bisogno sociale primario. Rappresenta non solo un fattore economico di straordinaria importanza ma anche uno strumento di conoscenza ed emancipazione personale.

4 gennaio 2017

Il nostro è un Paese in cui spesso, in alcuni ambiti, la normativa è molto più avanzata che nel resto del globo, ma in cui, altrettanto spesso, le norme vengono disattese con italica nonchalance. In Italia, ad esempio, esiste una precisa normativa relativamente al superamento/abbattimento delle barriere architettoniche che impediscono o ostacolano la libera circolazione, il lavoro e la vita delle persone disabili. Spesso però questa normativa è disattesa, proprio dalle Istituzioni che dovrebbero essere le prime ad applicarla. In molti Uffici e Strutture pubbliche - nazionali e locali, anche sanitarie - il disabile ha, infatti, l’accesso ostacolato o addirittura precluso a causa di barriere architettoniche, anche minime, che non vengono rimosse o rese superabili. Quando poi una persona disabile vuole viaggiare, il problema della non accessibilità di molti mezzi di trasporto e di numerose Strutture alberghiere/ricreative si presenta in tutta la sua drammatica realtà e spesso la dichiarata accessibilità è niente altro che una bufala sbandierata a fini esclusivamente commerciali. Per cercare di superare questo problema e stimolare la collettività e le Istituzioni verso la pratica di un turismo accessibile è nato, nel 2012, il Progetto “Bandiera Lilla”, di cui è partita, nei giorni scorsi, la nuova edizione.
”Il turismo è diventato, nell’arco dell’ultimo secolo, un bisogno sociale primario.”. “Rappresenta non solo un fattore economico di straordinaria importanza ma anche uno strumento di conoscenza ed emancipazione personale.”. “Per tutti questi motivi è oggi indispensabile garantire l’accesso all’esperienza turistica  a tutti i cittadini, indipendentemente dalle condizioni personali, sociali, economiche e di qualsiasi altra natura che possano limitare la fruizione di questo bene.”. “ L’accessibilità, ossia l’assenza di barriere architettoniche, culturali e sensoriali, è la condizione indispensabile per consentire la fruizione del patrimonio turistico italiano.”. “In Italia è stata istituita la Commissione “per la promozione e il sostegno del Turismo Accessibile, nata dalla esigenza di mettere ogni persona con i suoi bisogni al centro del sistema turistico.”. “Il turismo accessibile è la massima espressione di questo obiettivo di civiltà e rappresenta anche una indubbia attrattiva - moderna e attuale - per riportare in alto l’immagine del turismo italiano nel mondo.”. “Il principio che l’azione della Commissione promuove è semplice e chiarissimo: l’individuo nella sua totalità, con i suoi bisogni, è un cittadino ed un cliente che ha diritto a fruire dell’offerta turistica in modo completo e in autonomia, ricevendo servizi adeguati a commisurati a ciò che paga.”.
Così leggiamo sulla pagina dedicata al turismo accessibile del Sito web “Italia” (www.italia.it), ma si dice che la strada verso l’inferno sia lastricata di buone intenzioni e l’effettiva realtà di questo detto popolare la vivono, spesso, i turisti/viaggiatori disabili, a volte anche nelle situazioni ricettive/ricreative che dichiarano la loro accessibilità. Una di queste esperienze l’ha raccontata la scrittrice Simonetta Agnello Hornby, madre di un ù
ragazzo disabile, presentando alla Camera dei Deputati, il 14 Dicembre scorso, la nuova Edizione del Progetto “Bandiera Lilla”. La scrittrice – tra le prime “Ambasciatrici Lilla” del Progetto - ha raccontato di essersi trovata, durante un suo recente viaggio con il figlio disabile George, davanti a tre insormontabili scalini che non consentivano alla sedia a rotelle del ragazzo l’ingresso nell’Hotel, di cui le era stata assicurata l’accessibilità e di essersi sentita rispondere, con stupore, davanti alle sue rimostranze: “Ma come, con la carrozzina non riesce a superare gli scalini?”.
Certo è un problema d’ignoranza e spesso di scarsa attenzione/sottovalutazione delle difficoltà che molti vivono, ricordiamo che in Italia ci sono circa 4 milioni di persone disabili, molti dei quali si muovono su una sedia a rotelle, incontrando ostacoli di ogni genere, anche quando decidono di viaggiare e spesso la vantata accessibilità delle strutture ricettive si dimostra una bufala. Non si tratta, infatti, solo di superare eventuali barriere all’ingresso nella Struttura, ma anche di predisporre bagni attrezzati o istallare ascensori con le porte e l’abitacolo abbastanza larghi da permetterne l’uso a chi è su una sedia a rotelle e via elencando. Se, infatti, non c’è una pianificazione che trovi soluzioni adeguate a superare tutte le ”barriere”, architettoniche e non, il problema resta e chi ne subisce le conseguenze negative e fortemente limitanti è sempre la persona disabile.
Il Progetto “Bandiera Lilla”
Per sensibilizzare l’opinione pubblica, ma anche le Istituzioni, soprattutto quelle locali, è nato, nel 2012, il Progetto “Bandiera Lilla”, con l’obiettivo di favorire il turismo da parte di persone con disabilità, premiando e supportando quei Comuni - e presto anche gli Operatori privati - che, con lungimiranza, prestano una particolare attenzione a questo target turistico.  Non si tratta – come chiariscono gli organizzatori – di un Progetto fine a sé stesso o solo di un premio, di una competizione, ma di un contributo concreto utile anche a sfatare alcuni luoghi comuni, tanto radicati quanto errati, riguardanti il mondo della disabilità. Ricevere la Bandiera Lilla non vuole, infatti, dire solo avere ottemperato ad un obbligo di Legge, ma soprattutto avere partecipato, con impegno, ad un’azione concreta per fornire sempre maggiore supporto – attraverso progetti, informazioni e servizi adeguati – alla libertà di movimento dei disabili ed alla loro voglia di viaggiare e conoscere luoghi e persone sempre nuovi e diversi.
Oltre all’interesse di alcune Regioni, come la Liguria e le Marche, il Progetto “Bandiera Lilla” ha ricevuto il sostegno del CIP, il Comitato Italiano Paralimpico della Liguria; della FISH, la Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, della Liguria; della FAND, la Federazione tra le Associazioni Nazionali dei Disabili ed il Patrocinio dell’ANCI, l’Associazione Nazionale Comuni d’Italia, della Liguria.
Ricordando, infine, che è attivo un “Protocollo Lilla”, aderendo al quale Comuni e Regioni possono non solo ottenere un’importante riconoscimento, ma migliorare l’esistente e a “fare rete” con le Associazioni che si occupano di disabilità, trascriviamo, di seguito, il link a cui è possibile collegarsi per conoscere quali Comuni italiani hanno ottenuto, nel biennio 2014-2015, la Bandiera Lilla
Fonti: Le informazioni riportate sono tratte – salvo diversa indicazione – dal Sito Web del Progetto “Bandiera Lilla” (www.bandieralilla.it). 

di U.F.

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