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Disabilità, la Convenzione in Italia compie 10 anni. E viene tradotta in Caa, per tutti

Approvata dall'Assemblea delle Nazioni Unite alla fine del 2006, è stata ratificata dal nostro Paese il 3 marzo del 2009 (legge n.18). Molto resta da fare per la sua piena applicazione. Intanto, per renderla comprensibile a tutti arrivano le versioni in comunicazione aumentativa e alternativa, “facili da leggere”, e la traduzione in simboli

3 marzo 2019

ROMA – La Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità in Italia compie 10 anni: approvata dall'Assemblea delle Nazioni Unite alla fine del 2006, è stata ratificata dal nostro Paese il 3 marzo del 2009 (legge n.18), con lo scopo di promuovere, proteggere e assicurare il pieno ed eguale godimento di tutti i diritti umani e di tutte le libertà fondamentali da parte delle persone con disabilità, e promuovere il rispetto per la loro inerente dignità. Quanto in dieci anni questa Convenzione abbia trovato effettiva applicazione nel nostro Paese è difficile dirlo: certamente molto resta ancora da fare, specialmente in materia di inclusione scolastica e lavorativa, accessibilità e mobilità, vita indipendente, sicurezza, tempo libero e cultura. Tanti gli ostacoli che ancora esistono, impedendo alle persone con disabilità in Italia pari opportunità rispetto al resto della popolazione. Conoscere e comprendere i propri diritti può essere però il primo passo per tutelarli e rivendicarli: è questo uno dei motivi per cui ora, proprio in occasione di questo anniversario, la Convenzione è stata “tradotta” in Caa, ovvero nei simboli della Comunicazioni aumentativa ed alternativa. Gli autori, Domenico Massano e Franzino Simona Piera, si sono basati su una rielaborazione della Convenzione basata, oltre che sul testo originale, su alcune versioni in forma “facile da leggere”(Easy-read versions) della Convenzione, in particolare sulla trascrizione italiana realizzata dall’Anffas.
 
Sono stati utilizzati simboli Arasaac, un sistema di segni “open source” di proprietà della “Diputación General de Aragón” sotto licenza Creative Common, disponibile a tutti e tradotto in varie lingue tra cui l’italiano. Non è l’unico sistema di simboli, tuttavia è il solo che, ad oggi, può essere usato senza costi per una distribuzione gratuita. “Per quanto riguarda il simbolo relativo alla disabilità – spiegano gli autori - tra le varie versioni che negli ultimi anni si stanno susseguendo, a testimonianza di un’evoluzione nel dibattito relativo anche a quest’aspetto, abbiamo scelto quella che, attualmente, ci sembrava maggiormente rappresentativa delle diverse disabilità. In occasione del decennale della legge di ratifica della Convenzione Onu – spiegano ancora gli autori della 'traduzione' -, con questo piccolo (e sicuramente migliorabile) lavoro, abbiamo voluto riportare l’attenzione sia sull’importanza di garantire a ogni persona la piena informazione sui propri diritti, sia sulla necessità di favorire e permettere scambi e opportunità comunicative aperti a tutti, per proseguire il cammino verso la piena accessibilità delle informazioni e la partecipazione delle persone con disabilità, e per costruire, tutti insieme, una società realmente inclusiva”.
 
Qui si può scaricare la “Convenzione ONU in CAA”

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