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In Protesi e Ausili


La riconducibilità

Un ausilio si dice riconducibile quando la funzionalità è omogenea o simile a quello previsto nel Nomenclatore.

20 luglio 2020

Il comma 5 del primo articolo recita:

Qualora l’assistito scelga un tipo o un modello di dispositivo non incluso nel nomenclatore (……) ma riconducibile, a giudizio dello specialista prescrittore, per omogeneità funzionale a quello prescritto (…..), l’azienda USL di competenza autorizza la fornitura e corrisponde al fornitore una remunerazione non superiore alla tariffa applicata o al prezzo determinato dalla stessa azienda per il dispositivo incluso nel nomenclatore e corrispondente a quello erogato”.

Pertanto, può capitare che lo specialista decida di prescrivere una ausilio differente rispetto a quelli inclusi nel Nomenclatore , perché più confacente alle necessità del richiedente.
I motivi possono essere diversi.
Ad esempio, la persona con disabilità potrebbe ritenere di avere più familiarità con un ausilio piuttosto che con un altro o considerarlo semplicemente più comodo o funzionale alle proprie specifiche esigenze.
In questo caso, la persona con disabilità può fare richiesta di un ausilio che sia riconducibile a quello previsto nel Nomenclatore Tariffario.

Un ausilio si dice dunque riconducibile quando la funzionalità è omogenea o simile a quello previsto nel Nomenclatore.

Occorre in questi casi chiedere autorizzazione alla ASL di competenza, che autorizzerà la fornitura di un ausilio riconducibile, una volta sentito il parere del medico specialista. 
È uno strumento importante questo che permette di assicurare alla persona con disabilità che l’ausilio sia quello che più corrisponde alle proprie esigenze.
Occorre ricordare che la ASL corrisponderà solo il costo del dispositivo ritenuto essere simile a quello prescritto e presente nel Nomenclatore Tariffario.

 

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