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Sordi civili - Incompatibilità della pensione

Incompatibilità e cumulabilità della pensione concessa per sordità civile con altre prestazioni pensionistiche erogate a titolo d'invalidità

16 settembre 2019

Per avere diritto alla pensione, concessa ai sordi civili, non bisogna superare un determinato limite di reddito e avere un'età compresa tra i 18 e 67 anni di età . Inoltre, per essere considerati sordi civili la soglia uditiva deve corrispondere ad una ipoacusia pari o superiore a 75 dB HTL . Per i minori di 12 anni questa soglia si abbassa a 60 db HTL.

La valutazione del requisito sanitario sarà diversa se si tratta di persona minore o maggiore di 12 anni. Qualora il richiedente non abbia ancora compiuto i 12 anni di età, l'ipoacusia richiesta è pari o superiore a 60 dB di media tra le frequenze 500, 1000, 2000 Hz nell'orecchio migliore ; qualora il richiedente abbia compiuto i 12 anni, (purché sia dimostrabile l'insorgenza dell'ipoacusia prima del compimento del dodicesimo anno), l'ipoacusia deve essere pari o superiore a 75 dB.

Coloro ai quali è stata concessa l'indennità di comunicazione prima del compimento dei 12 anni, con una perdita uditiva inferiore a 75 decibel, perdono il beneficio economico se al compimento di detta età, la soglia uditiva è rimasta inferiore a 75 decibel.

L'accertamento della sordità è effettuato dalla commissione sanitaria dell'ASL.

La pensione concessa ai sordi civili, di età compresa tra i 18 e i 67 anni di età è cumulabile con:
  • le pensioni erogate a qualsiasi titolo dall'INPS, dalle gestioni pensionistiche per i lavoratori autonomi e da ogni altra gestione pensionistica per i lavoratori dipendenti (art. 12 Legge 412/1991)
  • qualsiasi prestazione a carattere diretto concessa a seguito di invalidità contratta per causa di guerra, di lavoro (INAIL) o di servizio. Quindi, anche con la rendita INAIL e l'indennità di accompagnamento erogata dall'INAIL o da altri enti
  • indennità di accompagnamento concessa dall'INPS (Assegno mensile per assistenza personale e continuativa)
  • l'indennità di comunicazione

Solo nel caso di pluriminorazioni, la pensione è cumulabile con:

Persone sordocieche
L'art. 2 della Legge 24 giugno 2010 , n. 107 riguardo alla cumulabilità delle prestazioni economiche, precisa:
2. Le persone affette da sordocecità, così come definite dal comma 1, percepiscono in forma unificata le indennità loro spettanti ai sensi della normativa vigente in materia di sordità civile e di cecità civile. Percepiscono altresì in forma unificata anche le eventuali altre prestazioni conseguite rispettivamente per la condizione di sordità civile e cecità civile, perogate dall'Istituto nazionale di previdenza sociale (INPS).
3. Ai soggetti che alla data di entrata in vigore della presente legge risultano già titolari di distinte indennità e prestazioni per entrambe le condizioni di sordità civile e di cecità civile, è riconosciuta l'unificazione dei trattamenti in godimento.

NOTE 
Approfondimento: regime previgente e regime attuale sulla cumulabilità
La pensione, come tutte le altre prestazioni pensionistiche previste per gli invalidi civili, era incompatibile con le pensioni dirette concesse a seguito di invalidità contratta per causa di guerra, di lavoro o di servizio, nonché con gli altri trattamenti pensionistici diretti erogati a titolo di invalidità (art. 3, Legge  407/1990).

Il divieto di cumulo è stato abrogato dall'art. 12 della Legge 30.12.1991, n. 412,  ma limitatamente agli invalidi civili totali, ai ciechi civili e ai sordi civili, i quali quindi possono cumulare la pensione conseguita per invalidità civile con gli altri trattamenti pensionistici sopra specificati.

Tale legge, quindi, ha abrogato ogni incompatibilità fra la pensione concessa agli invalidi civili totali, ciechi assoluti e sordi civili con:
  • altri trattamenti pensionistici di inabilità erogati dall'INPS, dalle gestioni pensionistiche per i lavoratori autonomi e da ogni altra gestione pensionistica per i lavoratori dipendenti;
  • la rendita INAIL;
  • analoghe provvidenze concesse per causa di guerra (art. 1, comma 4 Legge 508/1988);
  • analoghe provvidenze concesse per causa di servizio (art. 1, comma 4 Legge 508/1988).

Ad ogni modo, le pensioni riconosciute per invalidità civile saranno cumulabili con le pensioni sopra indicate a condizione che si rientri nel limite di reddito previsto per la concessione della pensione agli invalidi civili totali, ciechi civili e sordi civili.

Approfondimento: regime previgente e regime attuale sulla cumulabilità
La pensione, come tutte le altre prestazioni pensionistiche previste per gli invalidi civili, era incompatibile con le pensioni dirette concesse a seguito di invalidità contratta per causa di guerra, di lavoro o di servizio, nonché con gli altri trattamenti pensionistici diretti erogati a titolo di invalidità (art. 3, Legge  407/1990).
Il divieto di cumulo è stato abrogato dall'art. 12 della Legge 30.12.1991, n. 412,  ma limitatamente agli invalidi civili totali, ai ciechi civili e ai sordi civili, i quali quindi possono cumulare la pensione conseguita per invalidità civile con gli altri trattamenti pensionistici sopra specificati.
Tale legge, quindi, ha abrogato ogni incompatibilità fra la pensione concessa agli invalidi civili totali, ciechi assoluti e sordi civili con:

  • altri trattamenti pensionistici di inabilità erogati dall'INPS, dalle gestioni pensionistiche per i lavoratori autonomi e da ogni altra gestione pensionistica per i lavoratori dipendenti;
  • la rendita INAIL;
  • analoghe provvidenze concesse per causa di guerra (art. 1, Legge 508/1988);
  • analoghe provvidenze concesse per causa di servizio (Pensione privilegiata)(art. 1, Legge 508/1988).
Ad ogni modo, le pensioni riconosciute per invalidità civile saranno cumulabili con le pensioni sopra indicate a condizione che si rientri nel limite di reddito previsto annualmente per la concessione della pensione agli invalidi civili totali, ciechi civili e sordi civili.

Da precisare
La  stessa persona già dichiarata invalida per causa di guerra, di lavoro o di servizio, può ottenere un riconoscimento di invalidità civile solo qualora subentri una menomazione non attribuibile a dette cause, neppure sotto il profilo dell'aggravamento o dell'interdipendenza con la patologia che ha determinato il riconoscimento diverso dall'invalidità civile.
Di conseguenza, perché possa coesistere un riconoscimento per invalidità civile e un riconoscimento INAIL, per servizio o guerra, le infermità non devono derivare dallo stesso evento o causa. Una volta effettuati gli accertamenti sanitari, con il conseguente diritto alle prestazioni economiche, le stesse sono cumulabili per i soggetti sopra indicati (invalidi civili totale, ciechi civili e sordi civili).

Per esempio: nel caso una persona abbia ottenuto  un riconoscimento di invalidità civile per una qualsiasi malattia o menomazione e subisce successivamente un infortunio sul lavoro (INAIL) o per causa di servizio, quest'ultimo evento sarà valutato separatamente dall'invalidità civile già riconosciuta, con il conseguente cumulo delle provvidenze economiche. Tale cumulo, come sopra precisato, è ammesso solo per gli invalidi civili totali (100%), ciechi civili e sordi civili.

Invece, le pensioni d’inabilità lavorativa concesse dall'INPS e da altri enti, sono cumulabili con le prestazioni erogate per gli invalidi civili totali (100%), ciechi civile e sordi civili anche se il loro riconoscimento fosse dovuto alla stessa causa invalidante.
 
Per esempio: è cumulabile la pensione di inabilità INPS o la pensione per inabilità assoluta e permanente a qualsiasi attività lavorativa (INPDAP) con la pensione per gli invalidi civili totali (100%), ciechi civili e sordi civili. Anche in questo caso, come sopra indicato, la cumulabilità è possibile a condizione che si rientri nel limite di reddito previsto per la concessione della pensione agli invalidi civili totali, ciechi civili e sordi civili.
 

RIFERIMENTI NORMATIVI 
  • Legge 21 novembre 1988, n. 508: Norme integrative in materia di assistenza economica agli invalidi civili, ai ciechi civili ed ai sordomuti (G.U. del 25.11.1988, n. 277)
     
  • Legge 31 dicembre 1991, n. 429: Nuove norme in materia di indennità di accompagnamento ai ciechi civili ed ai pluriminorati (G.U. 10 gennaio 1992, n. 7)
     
  • Legge 11 ottobre 1990, n. 289:  Modifiche alla disciplina delle indennità di accompagnamento di cui alla L. 21 novembre 1988, n. 508, recante norme integrative in materia di assistenza economica agli invalidi civili, ai ciechi civili ed ai sordomuti e istituzione di un’indennità di frequenza per i minori invalidi (Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 17 ottobre 1990, n. 243)


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di Gabriela Maucci

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