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3 dicembre, l'Onu pubblica il primo rapporto globale su sviluppo sostenibile e disabilità

Prende in esame 13 obiettivi di Sviluppo sostenibile, dal punto di vista delle persone con disabilità. Mette in evidenza le disparità nei diversi ambiti della vita sociale. Tema della giornata: “Rafforzare le persone con disabilità e garantire inclusione e uguaglianza”

29 novembre 2018

ROMA – “Disabilità e sviluppo: la realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile da, per e con le persone con disabilità”: è il Rapporto che le Nazioni Unite diffonderanno il 3 dicembre, in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità., dopo averne anticipato sommariamente i contenuti qualche mese fa. Il tema scelto per quest'anno - “Rafforzare le persone con disabilità e garantire l'inclusione e l'uguaglianza” - pone infatti al centro della riflessione e dell'azione globale il potenziamento delle persone con disabilità, nell'ambito di uno sviluppo che sia inclusivo, equo e sostenibile, come previsto dall'Agenda 2030, che si pone l'obiettivo di “non lasciare nessuno indietro”: le persone con disabilità, in quanto beneficiarie e al tempo stesso agenti di cambiamento, possono e devono partecipare a questo processo diretto a uno sviluppo inclusivo e sostenibile, promuovendo una società resiliente per tutti. Un percorso che si deve compiere attraverso la sinergia tra organizzazioni rappresentative, istituzioni accademiche e settore privato, unite nell'intento di raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo sostenibile.
 
Il “Report”. Il Rapporto è stato realizzato dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite, su richiesta del Segretario generale, così come previsto nella Risoluzione 69/142, “Realizzare gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio e altri obiettivi di sviluppo concordati a livello internazionale per le persone con disabilità verso il 2015 e oltre”. Il Rapporto fornisce una panoramica dei progressi compiuti verso il raggiungimento degli Obiettivi e nell'attuazione della Convenzione sui diritti delle persone con Disabilità e presenta buone pratiche e tendenze politiche nelle diverse aree. E' la prima pubblicazione su disabilità e Obiettivi a livello globale ed esamina nel dettaglio i seguenti obiettivi: povertà e fame (obiettivi 1 e 2), protezione sociale (obiettivo 1.3), salute e benessere (obiettivo 3), istruzione (obiettivo 4), parità di genere l'uguaglianza ed emancipazione delle donne e delle ragazze con disabilità (obiettivo 5), disponibilità di acqua e servizi igienico-sanitari (obiettivo 6), accesso all'energia (obiettivo 7), occupazione e lavoro dignitoso (obiettivo 8), accesso alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (obiettivo 9), disuguaglianza (obiettivo 10), città inclusive e insediamenti umani (obiettivo 11), società e istituzioni inclusive, processo decisionale rappresentativo e accesso a giustizia e informazione (obiettivo 16) e rafforzamento dei mezzi di attuazione (obiettivo 17). Per il momento, l'Assemblea delle Nazioni Unite ha pubblicato una sintesi introduttiva del rapporto, che prende in esame i singoli obiettivi e offre una panoramica su alcuni degli Obiettivi di sviluppo sostenibile, selezionati in una prospettiva di disabilità. Il 3 dicembre, sarà pubblicato il rapporto integrale, con tutti i dati raccolti. Ecco di seguito alcuni degli obiettivi presi in esame.
 
Porre fine a fame e povertà. Il primo e il secondo obiettivo riguardano il contrasto alla fame e alla povertà. In base a studi condotti in otto paesi tra il 2010 e il 2015, la percentuale di persone con disabilità che vive in condizione di povertà in tutto il mondo è, in alcuni paesi, addirittura 20 volte superiore rispetto al resto della popolazione. In 35 paesi, nel 2016, la percentuale media di persone con disabilità che non potevano permettersi un pasto nutriente e completo era quasi il doppio rispetto alle persone senza disabilità: rispettivamente 17% e 10%. Pochi dati, che evidenziano l'evidenza del problema e l'urgenza di lavorare verso il raggiungimento di questi primi due obiettivi.
 
Salute e benessere. Le persone con disabilità sono maggiormente a rischio di sviluppare problemi di salute come depressione, dolore e osteoporosi e incontrano maggiori difficoltà nell'accesso all'assistenza sanitaria. Un esempio: in 38 paesi, nel 2015 e nel 2016, la salute era auto-percepita come molto buona o buona in media da appena il 20 per cento delle persone con disabilità, rispetto all'82 per cento delle persone senza disabilità. Inoltre, il 38 per cento delle persone con disabilità percepivano la loro condizione di salute come cattiva o pessima, rispetto al 2% del resto della popolazione.
 
Istruzione. Anche rispetto al diritto all'istruzione, le persone con disabilità risultano svantaggiate in tutto il mondo, seppur in maniera e in proporzioni differenti. Le persone con disabilità hanno infatti meno probabilità di frequentare la scuola e di completare l'istruzione di base educazione e maggiori possibilità di essere analfabeti. Nel 2010, in media, solo il 77% di persone con disabilità di età compresa tra i 15 e i 29 anni avevano frequentato la scuola, rispetto all'87 per cento delle persone senza disabilità della stessa età. Nei Paesi in via di sviluppo, in media un bambino disabile su tre con disabilità età fuori dal percorso di scuola elementare, frequentata regolarmente invece da sei bambini non disabili su sette.
 
Parità di genere. Le donne con disabilità sono spesso soggette a molteplici forme di discriminazione, a causa del loro status di genere e disabilità, e continuano a essere svantaggiate in diverse sfere della società e dello sviluppo. Rispetto alle donne senza disabilità, le donne con disabilità hanno il triplo delle possibilità di ricevere assistenza sanitaria inadeguata ai bisogni; il doppio delle possibilità di essere disoccupate o inattive nel mercato del lavoro; il triplo delle possibilità di essere analfabete. Ci sono anche elementi che indicando come le donne con disabilità abbiano quattro volte più probabilità di essere vittime di violenze sessuali.
 
Accesso ad acqua e servizi igienici. Le persone con disabilità, in particolare coloro che vivono in Paesi in via di sviluppo, devono affrontare ostacoli nell'accesso all'acqua e ai servizi igienici. Ad esempio, in Cile e Sri Lanka, circa una persona su cinque con disabilità grave considera il bagno inaccessibile. In Brasile, nel 2016, il 97 per cento delle scuole elementari aveva un bagno nell'edificio ma, nonostante i notevoli progressi dal 2006, solo il 46% disponeva di una struttura sanitaria accessibile agli alunni con disabilità o mobilità ridotta. Inoltre, le persone con disabilità hanno meno probabilità di vivere in famiglie con accesso ad acqua e servizi igienici. In alcuni paesi, il divario tra famiglie di persone con e senza disabilità nell'accesso ad acqua potabile e servizi sanitari supera i 10 punti percentuali. (cl)

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