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Dalla “giustizia accessibile” alla “disabilità nel Def”: First incontra Zoccano

La federazione ha consegnato al sottosegretario un documento con le proprie richieste: tra queste, l'istituzione di una legge per la nomina del Garante nazionale, l'adozione di una legge sul caregiver, la facilitazione dell'accesso alla giustizia, riconoscendo la giurisdizione esclusiva in tema di disabilità al Tribunale ordinario

20 ottobre 2018

ROMA – Aumentare i fondi per la disabilità, istituire una legge per la nomina del Garante nazionale, adottare una legge sui cargeiver, abolire la distinzione tra disabilità grave e gravissima, rimuovere le barriere e facilitare l'accesso alla giustizia, abolire il decreto attuativo della Buona scuola relativo all'inclusione scolastica: sono queste le principali richieste contenute nel documento che nei giorni scorsi la First (Federazione italiana rete sostegno e tutela) ha consegnato al sottosegretario Vincenzo Zoccano. Ecco quelle principali.
 
Aumento dei fondi e Garante nazionale. La prima richiesta è di “aumentare considerevolmente tutti i fondi destinati alle politiche per la disabilità, al fine di garantire effettività e continuità delle prestazioni, garantendo risorse adeguate alle Regioni per i servizi essenziali e i diritti delle persone con disabilità, sia per l’ambito scolastico, sia per l’ambito di assistenza personale, garantendo una effettiva presa in carico della persona con disabilità”. Si chiede inoltre di “istituire la legge per la nomina del Garante nazionale per la nisabilità”.
 
Una legge per il caregiver. First chiede poi di “adottare una legge complessiva sui caregiver, senza alcuna distinzione tra persone che assistono una persona con disabilità grave e gravissima, garantendo risorse adeguate al fine di predisporre un piano articolato di tutele e diritti dei familiari che si prendono cura della persona con disabilità che miri a benefici retributivi adeguati e dignitosi, contributivi, forme di sostegno al reddito, benefici lavorativi, servizi di aiuto ai caregiver”.
 
Disabilità grave e gravissima. Un'altra richiesta che sta particolarmente a cuore della First è quella di “abolire la distinzione tra persone con disabilità grave e gravissima, lasciando solo la definizione oggi corrente di persone con disabilità grave, personalizzando le misure economiche e tutte le altre forme di sostegno previste sulla scorta dei progetti di vita individualizzati, gli unici in grado di fornire dei criteri adeguati e parametrare le misure o i supporti alle effettive condizioni di vita delle persone con disabilità, evitando discriminazioni, spesso incomprensibili,  alle persone con disabilità gravi”.
 
Giustizia “per tutti”. Una richiesta specifica riguarda l'accesso alla giustizia, ai suoi strumenti e ai suoi istituti: in proposito, First chiede di “garantire un effettivo e agevole accesso alla giustizia per le persone con disabilità, predisponendo  per legge, anche in via d’urgenza, il trasferimento di tutte le controversie, anche nei confronti della P.A., che attengono i diritti soggettivi fondamentali delle persone con disabilità sia in ambito scolastico sia extrascolastico, al Tribunale Ordinario (l’unico in grado di garantire alle persone il principio di prossimità, l’effettività della tutela. la migliore accessibilità alla giustizia, il terzo grado di giudizio), riconoscendogli “giurisdizione esclusiva”. Al tempo stesso, si chiede “l’esonero da tutte le spese di giustizia nelle predette controversie (diritti e contributo unificato), con la stessa modalità prevista per i giudizi attinenti alla materia familiare” e di “facilitare, anche con l’esonero dalle spese di giustizia, la legittimazione processuale e sostanziale delle associazioni rappresentative delle persone con disabilità sia in ambito civile, penale, amministrativo”.
 
Inclusione scolastica, senza “Buona scuola”. Per quanto riguarda il diritto allo studio, First chiede di fare un passo indietro rispetto alla Buona scuola, predisponendo “un intervento normativo finalizzato alla sospensione o alla modifica incisiva del D.lgs. 66 del 2017 'norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità' in alcune parti costituzionalmente illegittimo, lesivo dei diritti effettivi degli alunni con disabilità sanciti dalla legge 104 del 1992, burocratico, farraginoso e destinato a impattare in modo notevole a livello delle organizzazioni territoriali di riferimento ( ASL e/o ASP, UPS ed Enti locali  in primis), nonché sulle famiglie”. Si chiede inoltre, sempre a proposito del diritto all'istruzione, un intervento organico che “muovendo dalle criticità esistenti e note nel predetto ambito che vivono ogni giorno gli alunni con disabilità e le famiglie, criticità  che nulla hanno a che vedere con la legge 104 del 1992, rimuova concretamente ed effettivamente tutti gli ostacoli di ordine economico, strutturale, di servizi e di sostegni di cui hanno bisogno gli alunni affinché venga realizzata nei fatti e non a parole l'inclusione scolastica”.
 
Gli strumenti dell'inclusione scolastica. Fondamentale, per garantire il diritto allo studio a chi ha una disabilità, è “riconoscere e sviluppare la lingua dei segni formando sia i docenti di sostegno sia gli assistenti all’autonomia e comunicazione”, “promuovere e incrementare la conoscenza della Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA), predisponendo un azione d’impulso per l’approvazione di una legge in questa in questa legislazione che le preveda” e “garantire che le Regioni, gli enti locali e le amministrazioni periferiche del Miur abbiamo assegnate risorse adeguate per garantire con continuità e tempestività tutti i servizi essenziali per garantire e attuare l’effettivo diritto all’istruzione, allo studio, all’inclusione
 
Def e disabilità. First conclude le sue richieste con alcune osservazioni del DEF 2018: dichiarando di condividere le misure relative Codice della disabilità e potenziamento dell’assistenza domiciliare (“a condizione che essa si fondi sull’imprescindibile diritto all’effettiva libera scelta della persona con disabilità e non su servizi e persone imposte dall’alto”), chiede però “un totale coinvolgimento diretto nell’ambito degli Enti locali delle associazioni delle persone con disabilità presenti sul territorio”. Bene anche “gli accertamenti domiciliari a casa della persona con disabilità, gli esoneri dalle visite di revisione, la volontà di aumentare tutti i fondi dedicati, ma “chiediamo che tali aumenti siano considerevoli e rapportati alle effettive esigenze quantitative e qualitative delle persone con disabilità”. (cl)

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