SuperAbile






In Normativa e Diritti

Notizie


Centro estivo vietato a un bambino con disabilità, comune condannato

È successo a Missaglia, in provincia di Lecco. Una sentenza importante e che farà giurisprudenza. Per l'avvocato De Luca “potrà essere usata in futuro dalle famiglie laddove gli Enti Locali pongano restrizioni o limiti alla frequenza di questi luoghi”

1 luglio 2017

MILANO - Purtroppo, nonostante le insistenze della mamma, il piccolo Marco non ha potuto frequentare il centro estivo. Ma a distanza di un anno ha avuto almeno giustizia. Il Comune di Missaglia è stato condannato dalla prima sezione del Tribunale di Lecco per discriminazione per averlo escluso dal Centro estivo nell'estate del 2016. Marco è un bambino con un ritardo psicomotorio globale ed è riconosciuto invalido al 100%. Il Comune non aveva accettato la sua iscrizione "perché erano in corso lavori di ristrutturazione", ricorda la madre Romina Polone. Il giudice però ha riconosciuto la condotta discriminatoria del Comune di Missaglia, accogliendo il ricorso presentato dalla famiglia e dalla Lega per i diritti delle persone con disabilità (Ledha) ed evidenziando come in questa vicenda si sia “integrata la condotta discriminatoria (…) sulla base del disposto dell’articolo 2 della legge 67/2006”. Il Comune dovrà anche pagare un risarcimento danni di mille euro ai genitori del bimbo oltre alle spese legali.
 
“Si tratta di una sentenza importante, di cui siamo soddisfatti – commenta il presidente di LEDHA, Alberto Fontana -. Un risultato che ci ricorda quanto sia importante agire ogni giorno per far emergere e contrastare le discriminazioni di cui sono vittima le persone con disabilità”. “Questa decisione costituisce un importante precedente giurisprudenziale e potrà essere in futuro utilizzato dalle famiglie, laddove gli Enti Locali dovessero porre resistenze o limiti alla frequenza di un centro estivo da parte dei loro figli con disabilità”, spiega l’avvocato Gaetano De Luca del Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi.
 
Nel 2016, con la fine dell’anno scolastico, i genitori di Marco (il nome è di fantasia) avrebbero voluto inserirlo nel Centro estivo comunale, per dargli la possibilità di trascorrere l'estate con i suoi compagni di classe. “Già nel 2015 avevamo iscritto Marco al Centro estivo ma gli erano state garantite solo sei ore di assistenza a settimana – spiega la mamma -. Nell’estate 2016, in un primo tempo il bambino era stato accettato dalla struttura, ma all’ultimo momento ci è stato comunicato che Marco non avrebbe potuto frequentare il centro perché erano in corso lavori di ristrutturazione. Erano lavori pianificati da tempo e comunque mi chiedo perché questi problemi avrebbero dovuto interessare solo mio figlio”.
 
L’alternativa proposta dal Comune (far frequentare a Marco un’altra struttura, assieme ad altri tre bambini con disabilità e trascorrere alcune ore nel Centro delle scuole elementari) viene rifiutata dalla famiglia. “Credo fortemente nel valore dell’inclusione – spiega Romina Polone -. Per questo volevo che mio figlio potesse avere tempo di qualità, che trascorresse l’estate con i suoi compagni di classe o con altri bambini”.
 
La famiglia ha deciso quindi di procedere per le vie legali, anche con il supporto del Cento Antidiscriminazione Franco Bomprezzi di Ledha, per chiedere il rispetto dei diritti di Marco. In un primo momento, i legali del Centro hanno inviato una lettera al Comune, segnalando la condotta discriminatoria. La lettera però non ha sortito effetto e così la famiglia ha promosso un’azione giudiziale davanti al Tribunale di Lecco con l’assistenza dell’avvocato Barbara Legnani.
 
Durante l’iter processuale, inoltre, alla famiglia è anche stato proposto un accordo: il Comune le riconosceva un indennizzo di 5 mila euro. Proposta che la famiglia Polone ha rifiutato perché “non era giusto”, spiegano. “I bambini con disabilità – conclude l’avvocato Gaetano De Luca - devono essere messi nella condizione di partecipare ed essere pienamente inclusi anche nei Centri estivi, senza alcuna discriminazione rispetto gli altri bambini. In caso contrario gli Enti Locali commettono un illecito, sanzionato con il pagamento dei danni e delle spese legali”.
 

Commenti

torna su

Stai commentando come



Procedure per

Percorsi personalizzati