SuperAbile







Il referente unico

L’art. 24 della Legge n. 183 del 2010 (c.d. collegato lavoro), ha modificato l’art. 33 – comma 3 della legge 104/92, introducendo il principio del referente unico per l’assistenza della persona con disabilità

21 gennaio 2020

L’art. 24 della Legge n. 183 del 2010 (c.d. collegato lavoro), ha modificato l’art. 33 – comma 3 della legge 104/92, introducendo il principio del referente unico per l’assistenza della persona con disabilità.
Il parere del Consiglio di Stato n. 5078 del 2008 individua il referente unico nel soggetto che assume “il ruolo e la connessa responsabilità di porsi come punto di riferimento della gestione generale dell’intervento, assicurandone il coordinamento e curando la costante verifica della rispondenza ai bisogni dell’assistito”.
 
Referente unico e permessi
Relativamente ai permessi, l’art. 24 – comma 1 lettera a) della Legge n. 183/2010 ha stabilito, in modo esplicito che, il diritto alla fruizione dei permessi previsti dall’art.33 della Legge 104 del 1992, per assistere il familiare in condizione di disabilità grave, può essere riconosciuto ad un solo lavoratore, in possesso dei requisiti di legge, per assistere la stessa persona disabile.
Le circolari INPS n. 155 del 3 dicembre 2010, INPDAP n. 1 del 14 febbraio 2011 Dipartimento Funzione Pubblica n. 13 del 6 dicembre 2010 chiariscono l’indirizzo in merito alla Legge n. 183/2010.
Seppur nell’interpello 24 del 17 giugno 2011, la Direzione Generale per l’Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro, sembrava categorica nell’affermare che “il referente unico si identifica con colui che beneficia dei permessi mensili per tutti i mesi di assistenza alla persona con handicap grave con esclusione, quindi, di altri eventuali soggetti” nel successivo parere del Ministero del Lavoro 32 del 9 agosto 2011, si legge che “[ …] nonostante il disabile assuma il domicilio anche solo per un determinato periodo di tempo, presso la residenza di diversi parenti entro il secondo grado, sarà necessario che ciascun avente diritto presenti, di volta in volta, l’istanza per ottenere il riconoscimento dei permessi di cui all’art. 33, L. n. 104/1992 al fine di prestare legittimamente la dovuta assistenza. Ciò in quanto i permessi ex art. 33 della L. n. 104/1992, come modificato dall’art. 24, L. n. 183/2010, possono essere riconosciuti esclusivamente ad un unico soggetto per ciascun disabile senza che sia possibile stabilire preventivamente che, rispetto ad un determinato arco temporale, siano più d’uno i soggetti che usufruiranno dei permessi in questione.”
Pertanto, a nostro avviso quando indicato nel parere 24/2011 con la locuzione “per tutti i mesi”, si riferisce esclusivamente al periodo in cui il familiare ha fatto richiesta di permessi, non escludendo pertanto che, terminato tale periodo, un altro familiare avente diritto, possa fare richiesta di permessi legge 104/92 per prestare assistenza allo stesso familiare con disabilità.
Sembra altrimenti difficile trovare motivazioni che possano negare, a più  familiari aventi diritto, la fruizione del permesso 104 per prestare assistenza laddove questa possa essere espletata in periodi differenti.
Riteniamo pertanto che un altro familiare possa fare richiesta dei permessi solo quando, il primo familiare, che già ne fruiva, cessi di beneficiarne e vengano inviate a datore e inps (nel caso dei privati) le necessarie comunicazioni.
Diversa è invece l’eccezione al regime del referente unico, prevista per il figlio con grave handicap, questa prevede infatti che questi e solo questi, possa essere assistito alternativamente da entrambi i genitori anche adottivi, il che in sostanza comporta che, i genitori, possano, anche nell’arco dello stesso mese (DFP 1/2012) purché in giornate differenti, richiedere il beneficio del congedo straordinario e anche, eventualmente, alternativamente, i permessi legge 104.
Questa deroga alla norma generale viene motivata, nelle rispettive circolari degli istituti previdenziali, in considerazione del particolare ruolo che rivestono i genitori rispetto agli altri familiari aventi diritto.
Il limite resta quello dei tre giorni al mese che possono essere fruiti anche continuativamente nell’ambito dello stesso mese.
A livello esemplificativo possiamo dire che, la fruizione alternata consente pertanto ai genitori di richiedere la ripartizione anche nello stesso mese di 2 giorni al padre e 1 alla madre, fruibili anche continuativamente (ovvero uno di seguito all’altro).
E’ opportuno rilevare che, nonostante l’istituzione del referente unico, le nuove norme non precludono espressamente al lavoratore di assistere più persone in situazione di grave handicap pertanto, qualora ne ricorrano i presupposti, questi potrebbe fruire dei permessi per prestare assistenza anche a più persone con disabilità.
 
Referente unico e scelta/trasferimento della sede di lavoro
Relativamente alla scelta e trasferimento di sede l’art. 24 – comma 1 – lettera b) della legge n. 183/2010 ha modificato l’art. 33 – comma 5 della legge 104/92  prevedendo che i destinatari di questa agevolazione sono i soggetti definiti nella nuova formulazione dell’art. 33 – comma 3 legge 104/92. Si tratta in sostanza dei soggetti che hanno i requisiti e sono nelle condizioni di usufruire dei permessi lavorativi.
In questo modo, il principio del referente unico viene esteso anche al trasferimento di sede, ma le circolari esplicative emanate da INPS, INPDAP e Dipartimento della Funzione Pubblica non chiariscono questo aspetto e sono in generale piuttosto scarne di indicazioni sul diritto alla scelta ed al trasferimento della sede di lavoro.
 
Referente unico e congedo straordinario
Il concetto di referente unico, introdotto dall’art. 24 comma 1, della legge n. 183/2010, per quanto riguarda i permessi, viene esteso anche al congedo straordinario con il Decreto Legislativo 119/2011 che, con l’articolo 4, modifica l’art. 42 del D.Lgs 151/2001, nel quale si legge: “Il congedo ed i permessi di cui art. 33, comma 3, della legge 104/92, non possono essere riconosciuti a più di un lavoratore per l’assistenza alla stessa persona”.
Anche in questo caso è prevista una deroga per i genitori di figlio disabile in situazione di gravità. che, può essere assistito, alternativamente, da entrambi i genitori, anche adottivi.
E’  il legislatore stesso a prevedere questa eccezione, che ritroviamo sia nella legge 183/2010 che nel D.Lgs 119/2011, proprio in virtù del particolare ruolo rivestito dai genitori. Pertanto, i genitori sono gli unici beneficiari delle due agevolazioni (permessi 104 e congedo straordinario) a poterne fruire in modo alternato, anche nell’arco dello stesso mese, fermo restando che nel giorno in cui un genitore fruisce dei permessi, l’altro non potrà utilizzare il congedo straordinario.
 
Referente unico per permessi e congedo straordinario
Dunque, ad eccezione dei genitori, non è possibile che, per la stessa persona disabile, un familiare lavoratore usufruisca del congedo straordinario retribuito di cui all’art. 42 del Decreto Legislativo 151/2001 ed un altro diverso familiare lavoratore usufruisca dei tre giorni di permesso mensili di cui all’art. 33 della legge 104/92. Di seguito si riportano le specificazioni fornite in proposito da inps e dipartimento funzione pubblica. 
L’inps nella circolare n. 32/2012 (punto 3.2) chiarisce che, qualora per l’assistenza alla persona con disabilità in situazione di gravità risulti già esistere un titolare di permessi legge 104/92, un eventuale richiesta di congedo straordinario, per assistere lo stesso familiare, potrà essere autorizzata solo in favore dello stesso soggetto che già fruisce del beneficio dei permessi per prestare assistenza.
Anche il DFP con circolare 1 del 2 febbraio 2012 (punto 3 lettera a ultimo capoverso), si esprime in merito chiarendo che, la norma, stabilisce che il congedo straordinario (D.Lgs 151/2001) e i permessi (Legge 104/92) non possono essere riconosciuti a più di un lavoratore per l’assistenza alla stessa persona in situazione di handicap grave. “Ne consegue che, in base alla legge, la fruizione dei permessi e del congedo dovranno concentrasi in capo al medesimo legittimato e, pertanto, non sarà possibile beneficiare del congedo per assistere una persona disabile nell’ipotesi in cui un altro lavoratore risulti autorizzato a fruire dei permessi (N.d.A. Legge 104/92) per la stessa persona. Allo stesso modo, non potranno essere fruiti i permessi di cui all’art. 33 della citata legge per assistere una persona in situazione di handicap grave nell’ipotesi in cui un altro lavoratore risulti autorizzato a beneficiare di periodi di congedo per la stessa persona. Fanno eccezione a questa regola i genitori, anche adottivi, del minore in situazione di handicap grave, i quali possono fruire delle prerogative in maniera alternata anche nell’arco dello stesso mese”.
Seppure non espresso nella norma e nelle circolari, sembra conseguente che, essendo la normativa relativa la concessione del beneficio del congedo straordinario più stringente, rispetto a quella relativa i permessi legge 104/92, il familiare che presta assistenza (c.d. referente unico) che, intendesse richiedere entrambi i benefici, permessi  104/92 e congedo straordinario, sarà il familiare legittimato a fruire del congedo straordinario ai sensi del D.Lgs 151/2001.
Certamente sembra altresì conseguente che il titolare dei permessi legge 104 che interrompesse la fruizione degli stessi per un periodo di tempo e, fosse anche fruitore del congedo straordinario retribuito, questa agevolazione andrebbe, per il periodo di sospensione dei permessi 104, interrotto. Ricordiamo infatti che il limite dei due anni è da considerarsi sia per ogni persona disabile che individuale per ogni richiedente.
 
Normativa di riferimento
  • Legge 5 febbraio 1992, n. 104 - "Legge - quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate.";
  • Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151 "Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell'articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53";
  • Legge 4 novembre 2010 , n. 183 - Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l'impiego, di incentivi all'occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonché misure contro il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro”;
  • Circolare Dipartimento Funzione Pubblica 6 dicembre 2010, n. 13 - “Modifiche alla disciplina in materia di permessi per l'assistenza alle persone con disabilità - banca dati informatica presso il Dipartimento della funzione pubblica - legge 4 novembre 2010, n. 183, art. 24”;
  • Circolare INPDAP 14 febbraio 2011, n. 1 – “Legge 4 novembre 2010, n. 183, art. 24 – “Modifiche alla disciplina in materia di permessi per l’assistenza a portatori di handicap in situazione di gravità”;
  • Decreto Legislativo 18 luglio 2011, n. 119 - "Attuazione dell'articolo 23 della legge 4 novembre 2010, n. 183, recante delega al Governo per il riordino della normativa in materia di congedi, aspettative e permessi.";
  • Circolare del Dipartimento della Funzione Pubblica 3 febbraio 2012, n. 1 - Modifiche alla disciplina in materia di permessi e congedi per l'assistenza alle persone con disabilità - decreto legislativo 18 luglio 2011, n. 119 (“Attuazione dell'art. 23 della legge 4 novembre 2010, n. 183, recante delega al Governo per il riordino della normativa in materia di congedi, aspettative e permessi”);
  • Circolare INPS 6 Marzo 2012, n. 32 – “Decreto legislativo n. 119 del 18 luglio 2011. “Attuazione dell’articolo 23 della legge 4 novembre 2010, n. 183, recante delega al Governo per il riordino della normativa in materia di congedi, aspettative e permessi”. Modifica alla disciplina  in materia di congedi e permessi per l’assistenza a disabili in situazione di gravità;
  • Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali interpello 17 giugno 2011, n. 24: “Art. 9, D.Lgs. n. 124/2004 – referente unico per l’assistenza alla stessa persona in situazione di handicap grave – art. 33, L. n. 104/1992 come modificato dall’art. 24, comma 1, lett. a), L. n. 183/2010”.
  © Copyright SuperAbile Articolo liberamente riproducibile citando fonte e autore
Immagine tratta da pixabay.com

di Giorgia Di Cristofaro

Commenti

torna su

Stai commentando come



Procedure per

Percorsi personalizzati