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Congedo per cure

Questo tipo di congedo può essere utilizzato dal lavoratore per sottoporsi a cicli di cure.

29 maggio 2018

L'art. 7 del D.Lgs 119 del 18 Luglio 2011 prevede che "Salvo quanto previsto dall'articolo 3, comma 42, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, e successive modificazioni, ai lavoratori mutilati e invalidi civili cui sia stata riconosciuta una riduzione della capacità lavorativa superiore al cinquanta per cento possono fruire ogni anno, anche in maniera frazionata, di un congedo per cure per un periodo non superiore a trenta giorni" (art. 7 - comma 1 del D.Lgs 119/2011).
Il nuovo dettato normativo ha sostanzialmente confermato quanto previsto in precedenza dalla legge n. 118/1971 - art. 26 e dal Decreto Legislativo n. 509/1988 - art. 10 attualmente abrogati attualmente abrogati dall'art. 7 - comma 4 del D.Lgs n. 119/2011.
Questo tipo di congedo può essere utilizzato dal lavoratore per sottoporsi a cicli di cure (per esempio fisioterapiche, oncologiche, ecc..) ma non si tratta di cure termali che sono regolate da diversa normativa.
Il decreto legislativo 119/2011 prevedendo la possibilità di usufruire di un congedo per cure da parte dei lavoratori con invalidità civile superiore al 50% "salvo quanto previsto dall'articolo 3, comma 42, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, e successive modificazioni" conferma l'abolizione delle cure termali per i dipendenti pubblici.
Si ricorda, infatti, che l'articolo 3, comma 42, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, come modificato dalla Legge n. 724/1994, sancisce l'abrogazione di tutte le disposizioni, anche speciali, che prevedono la possibilità per i dipendenti delle amministrazioni pubbliche di essere collocati in congedo straordinario oppure in aspettativa per infermità per effettuare cure termali, elioterapiche, climatiche e psammoterapiche ad eccezione dei mutilati o invalidi di guerra o per servizio (di cui all'art. 37 - comma 2 del D.P.R. n. 3/57).
Pertanto le norme sul congedo per cure, previste dal Decreto Legislativo n. 119/2011, si applicano al settore pubblico e a quello privato.
I dipendenti pubblici e privati possono usufruire del congedo per cure con le modalità di seguito esplicate.

In sintesi

  • il congedo, che non può superare i trenta giorni l'anno, può essere fruito anche in maniera frazionata;
  • il congedo è accordato dal datore di lavoro a seguito di domanda del dipendente interessato accompagnata dalla richiesta del medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale o appartenente ad una struttura sanitaria pubblica dalla quale risulti la necessità della cura in relazione all'infermità invalidante riconosciuta (art. 7 - comma 2 del D.Lgs 119/2011);
  • la domanda deve essere rivolta al datore di lavoro che retribuisce il congedo secondo il regime economico delle assenze per malattia;
  • l'effettuazione delle cure deve essere documentata.

Sul frazionamento si precisa che la normativa non specifica, come nel caso del congedo straordinario, che il congedo per cure non è frazionabile ad ore, ma si ritiene che, anche per analogia con la malattia, il periodo non sia frazionabile ad ore.
Si sottolinea che, in base alla normativa, assume particolare importanza la certificazione da presentare a corredo della domanda che deve documentare la necessità delle cure in quanto strettamente connesse all'invalidità riconosciuta.

Periodo di comporto
L'art. 7 - comma 3 del D.Lgs n. 119/2011 sancisce che il congedo per cure non rientra nel periodo di comporto. Già in precedenza il Ministero del Lavoro era intervenuto ripetutamente su questo punto chiarendo che il periodo di congedo per cure diverse non è computabile, in quanto "ulteriore", nel periodo di comporto per malattia individuato dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (Circolare Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 22 dicembre 2005, n. 40 - Direzione Generale per l'Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, risposta ad interpello della Confartigianato di Prato in data 5 dicembre 2006).

Retribuzione
I giorni di assenza del congedo per cure vengono retribuiti dal datore di lavoro con le regole delle assenze per malattia (art. 7 - comma 3 del D.Lgs n. 119/2011).
Il congedo per cure non è indennizzabile dall'INPS e rimane a carico del datore di lavoro (Direzione Generale per l'Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, risposta ad interpello della Confartigianato di Prato in data 5 dicembre 2006).
L' interpello n. 10/2013 della direzione generale del Ministero del Lavoro, in risposta ad un quesito posto dal consiglio nazionale dell'ordine dei consulenti del lavoro ribadisce che l'indennità per congedo per cure va calcolata secondo il regime economico delle assenze per malattia, esclusivamente per quel che riguarda il computo dell'indennità, la quale comunque continua ad essere sostenuta dal datore di lavoro e non dall'Istituto previdenziale, in linea con l'interpretazione fornita in precedenza con interpello del 5 dicembre 2006.
Inoltre, ai fini della corretta determinazione del trattamento economico corrispondente, appare possibile intendere la fruizione frazionata dei permessi come un solo episodio morboso di carattere continuativo, in quanto connesso alla medesima infermità invalidante riconosciuta, a tal proposito, ricordiamo che ai pubblici dipendenti viene applicata una riduzione del trattamento economico nei primi 10 giorni di assenza per malattia, come previsto dal Decreto Legge n. 112/2008 (decreto Brunetta).

In ogni caso si consiglia di:

  • verificare quanto specificamente previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro di categoria;
  • richiedere consulenza ed eventuale assistenza ad un ente di patronato.

Come richiedere il congedo per cure e a chi rivolgersi per il rilascio della certificazione medica
Il lavoratore deve presentare la domanda di congedo al proprio datore di lavoro allegando:

  • la documentazione attestante l'avvenuto riconoscimento della invalidità civile superiore al 50%;
  • la richiesta del medico convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale o appartenente a una struttura sanitaria pubblica, che attesti la necessità delle cure prescritte in relazione all'infermità invalidante riconosciuta e specifichi il tipo e la durata della cura/terapia. Al proposito si sottolinea che è utile la certificazione rilasciata dai medici di famiglia che sono appunto convenzionati con il S.S.N. e/o da specialisti della struttura sanitaria pubblica.

Dove e cosa
Sembra utile ribadire che il congedo per cure non è specificamente finalizzato allo svolgimento di visite mediche ma ad effettuare particolari cicli di cure legate alla patologia invalidante (fisioterapiche, riabilitazione del cardiopatico, respiratorie, oncologiche) che presuppongono il coinvolgimento di una struttura di tipo medico specialistico. Anche in considerazione di questo, riteniamo che in tale congedo non possano essere comprese terapie domiciliari “tout court”, ad esempio di tipo farmacologico, diverso sarebbe invece il caso di una eventuale terapia di tipo fisioterapico che, seppur erogata presso la propria abitazione, potrebbe essere certificata e verificata anche dal personale che la effettua.
Ribadiamo che, anche su questo aspetto, la normativa non affronta il tema nello specifico, si tratta quindi di una nostra interpretazione in considerazione delle poche informazioni sul tema.
 
Il sabato e la domenica
Relativamente invece al conteggio dei giorni di sabato e domenica, riteniamo che questi non vadano conteggiati come giorni di congedo, se non esplicitamente compresi nel certificato della struttura presso la quale si sono svolte le cure.
Infatti, per quanto riguarda la certificazione da esibire “al ritorno”, si deve tenere presente che, come si può vedere chiaramente dalla normativa, il congedo per cure è finalizzato ad agevolare lo svolgimento di particolari cicli di cure legate alla patologia invalidante (fisioterapiche, riabilitazione del cardiopatico, respiratorie, oncologiche) che presuppongono il coinvolgimento di una struttura di tipo medico specialistico. La normativa richiede che, l’effettuazione delle cure sia debitamente documentata, il che confermerebbe la necessità di effettuare le cure presso un centro o struttura medica specialistica.
Infatti l’art. 7 – comma 3 del Decreto legislativo 119/2011 recita: “Il lavoratore è tenuto a documentare in maniera idonea l'avvenuta sottoposizione alle cure”.
Pertanto riteniamo che, i giorni utilizzati e certificati come “congedo per cure” siano direttamente indicati nella documentazione medica e che, se in essa non siano compresi i giorni di sabato e domenica, questi vadano esclusi dal calcolo dei trenta giorni complessivi di congedo.

In utilimo segnaliamo le difficoltà che incontrano molti lavoratori del settore privato ad ottenere l’autorizzazione, da parte del datore di lavoro, di usufruire di questa agevolazioni. Sembra ovvio considerare come tale situazione scaturisca dal fatto che, la retribuzione, secondo il regime economico delle assenze per malattia, sia completamente a carico del datore.

Normativa di riferimento

  • Decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3 : "Testo unico delle disposizioni concernenti lo statuto degli impiegati civili dello Stato";
  • Legge 24 dicembre 1993, n. 537 : "Interventi correttivi di finanza pubblica";
  • Legge 23 dicembre 1994, n. 724 : " Misure di razionalizzazione della finanza pubblica";
  • Circolare Ministero Lavoro e Politiche sociali 22 dicembre 2005, n. 40 : "Patologie oncologiche - Periodo di comporto - Invalidità e situazione di handicap grave - Decreto legislativo n. 276/03, attuativo della legge Biagi e diritto al lavoro a tempo parziale" pubblicata in Gazzetta Ufficiale 13 gennaio 2006 n. 10;
  • Nota Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - Direzione Generale per l'Attività Ispettiva, 5 dicembre 2006 Prot. 25/I/0006893 : "Art. 9, D.Lgs. n. 124/2004 - risposta istanza di interpello avanzata dalla Confartigianato di Prato - Congedo per cure di cui agli artt. 26 L. n. 118/1971 e 10 D.Lgs. n. 509/1988 - Lavoratore affetto da patologia tumorale - Trattamento retributivo e previdenziale - Periodo di comporto.";
  • Decreto Legislativo 18 luglio 2011, n. 119: "Attuazione dell'articolo 23 della legge 4 novembre 2010, n. 183, recante delega al Governo per il riordino della normativa in materia di congedi, aspettative e permessi.";
  • Direzione Generale per l'Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale: risposta ad interpello del Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro in data 8 marzo 2013, n. 10: "art. 9, D.Lgs. n. 124/2004 - congedo per cure per invalidi ex art. 7, D.Lgs. n. 119/2011 e trattamento economico di malattia".
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Immagine tratta da pixabay.com

di Alessandra Torregiani e Giorgia Di Cristofaro

Commenti

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  • LVGRNT55S13I907Y
    Ho notato che questo tipo di astensione nella mia scuola è stato considerata solo come malattia e non come cure per congedo. Periodo di comporto scuola 270 giorni. con successive decurtazione del 10 altre questo limite, oltre alla trattenuta giornaliera Brunetta Ho effettuato 248 giorni di malattia. Ho effettuato 23 giorni di terapia certificata, richiesta alla D.S. e debitamente documentate. Nella distinta delle assenze sono identificate come assenze per Cure per invalidi, ma in effetti il programma Argo effettvamente mi ha decurtato del 10 una giornata. Come devo fare per far rispettare la legge 119/2011

  • SPRNNL61H66L157K
    Qualora il ciclo di terapie venisse certificato cumulativamente ma per specifiche giornate in cui sono state erogate le prestazioni, il periodo deve essere conteggiato per intero o solo per le giornate indicate nella certificazione esempio: 8 sedute per ciclo terapico certificazione contenente solo le giornate delle 8 sedute il dipendente richiede un periodo dal ... al.... che contiene le otto giornate. I giorni da considerate sono le otto giornate di cure o il periodo richiesto

  • Giorgia Di Cristofaro
    Gentile LVGRNT55S13I907Y
    Il congedo per cure non rientra nel periodo di comporto , non è computabile, in quanto “ulteriore”, nel periodo di comporto per malattia individuato dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro I giorni di assenza del congedo per cure vengono retribuiti dal datore di lavoro con le regole delle assenze per malattia per quel che riguarda il computo dell’indennità. art 7 comma 3 D.Lgs 119/2011 Ai pubblici dipendenti viene applicata una riduzione del trattamento economico nei primi 10 giorni di assenza per malattia, come previsto dal Decreto Legge n. 112/2008 decreto Brunetta. In caso di lavoratore sottoposto a trattamenti terapeutici continuativi, a giustificazione dell'assenza puo' essere prodotta anche attestazione cumulativa.

  • Giorgia Di Cristofaro
    Gentile SPRNNL61H66L157K
    la normativa sul congedo per cure, attribuisce particolare importanza alla certificazione da presentare a corredo della domanda che deve documentare la necessità delle cure in quanto strettamente connesse all’invalidità riconosciuta. Pertanto, alla domanda di congedo, deve essere allegata la richiesta del medico convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale o appartenente a una struttura sanitaria pubblica, che attesti la necessità delle cure prescritte in relazione all’infermità invalidante riconosciuta e specifichi il tipo e la durata della cura/terapia. Al proposito si sottolinea che è utile la certificazione rilasciata dai medici di famiglia che sono appunto convenzionati con il S.S.N. e/o da specialisti della struttura sanitaria pubblica. Per quanto riguarda la certificazione da esibire “al ritorno”, si deve tenere presente che, come si può vedere chiaramente dalla normativa, il congedo per cure è finalizzato ad agevolare lo svolgimento di particolari cicli di cure legate alla patologia invalidante fisioterapiche, riabilitazione del cardiopatico, respiratorie, oncologiche che presuppongono il coinvolgimento di una struttura di tipo medico specialistico. La normativa richiede, infatti, che l’effettuazione delle cure sia debitamente documentata, il che confermerebbe la necessità di effettuare le cure presso un centro o struttura medica specialistica. Infatti l’art. 7 – comma 3 del Decreto legislativo 119/2011 recita: “Il lavoratore è tenuto a documentare in maniera idonea l'avvenuta sottoposizione alle cure”. Pertanto riteniamo che, i giorni utilizzati e certificati come “congedo per cure” siano direttamente indicati nella documentazione medica del ritorno.

  • XF32306
    Cosa prevede , dal punto di vista retributivo, il combinato disposto dalle due leggi evocate dall'istituto del congedo per cure qualora il periodo di trenta giorno corrisponda a un ricovero per terapie chirurgiche Grazie

  • Giorgia Di Cristofaro
    Gentile XF32306
    Il congedo per cure ​ ​può essere utilizzato dal lavoratore per sottoporsi a cicli di cure ​ legate alla patologia invalidante fisioterapiche, riabilitazione del cardiopatico, respiratorie, oncologiche che presuppongono il coinvolgimento di una struttura di tipo medico specialistico. ​ si tratta di un congedo retribuito dal datore di lavoro. ​S​e necessita di ulteriori informazioni su questo o altri temi di nostra competenza, la invitiamo a contattarci tramite call center al numero 800810810 oppure via mail all'indirizzo superabile@inail.it​

  • GRSNTN62A08D765E
    Salve, qualche anno fa mi è stato riconosciuto dall'INPS una invalidità del 50 e la 104 senza gravità, volevo sapere, finalmente in maniera chiara ed esauriente, se in base all'art. 7 del D.Lgs 119 del 18 Luglio 2011 mi toccano i 30 gg annui da utilizzare per le cure considerando anche che il CCNL prevede tale possibilità, oppure no se cioè toccano dal 51 in su Nessuno fino adesso mi ha saputo dare una risposta. Grazie

  • Giorgia Di Cristofaro
    Gentile GRSNTN62A08D765E,
    Il decreto legislativo 119/2011 prevede la possibilità di usufruire di un congedo per cure da parte dei lavoratori con invalidità civile superiore al 50% . Riportiamo l'articolo 7 che lo esplicita chiaramente. Salvo quanto previsto dall'articolo 3, comma 42, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, e successive modificazioni, i lavoratori mutilati e invalidi civili cui sia stata riconosciuta una riduzione della capacita' lavorativa superiore al cinquanta per cento possono fruire ogni anno, anche in maniera frazionata, di un congedo per cure per un periodo non superiore a trenta giorni. Solo per conoscenza l'art. 3 comma 42 Legge 537/1993, citato nell'articolo sopra riportato è quello che conferma l’abolizione delle cure termali per i dipendenti pubblici.



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