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Autista bus licenziato dopo aggressione, l’aula dice “no”

Il 34enne era stato aggredito nell'ottobre 2017 mentre cercava di difendere i suoi passeggeri e licenziato in seguito dall'azienda Autoservizi Troiani Srl, subappaltatrice del servizio, perché divenuto quasi cieco a un occhio e quindi giudicato inabile alla mansione

20 febbraio 2020

ROMA - L'Assemblea capitolina dice ‘no’ al licenziamento di Federico Maruca, l'autista 34enne aggredito da un ubriaco nell'ottobre 2017 mentre cercava di difendere i suoi passeggeri in servizio su un bus di Roma Tpl e licenziato in seguito dall'azienda Autoservizi Troiani Srl, subappaltatrice del servizio, perché divenuto quasi cieco a un occhio e quindi giudicato inabile alla mansione. L'Aula ha approvato all'unanimità con 35 voti favorevoli una mozione a prima firma del consigliere del Pd, Giovanni Zannola, che impegna la sindaca di Roma, Virginia Raggi, e la Giunta ad attivare ogni azione, nel rispetto della normativa vigente, per la salvaguardia del rapporto di lavoro dell'autista. Al momento dell'approvazione tra il pubblico, in Campidoglio, c'era anche Federico.
 
Questa mozione, ha detto Zannola, "è un lavoro fatto insieme ai colleghi di opposizione per intervenire a sostegno di un nostro concittadino. Un dipendente di una società che opera nel servizio pubblico ha subito un'aggressione mentre era in servizio, ma per la sua azienda non ha più le capacità per svolgere la mansione dopo l'aggressione. C’è stata una raccolta firme e un impegno della maggioranza, è inaccettabile che un'impresa che opera nel servizio pubblico possa interrompere un rapporto di lavoro perché una persona non è più abile a svolgere quel servizio- ha sottolineato il consigliere dem- L'Aula oggi deve dare una dimostrazione di affetto anche concreta, parliamo di un attivista sindacale e su questo dovremo fare luce per capire se questo suo ruolo ha influito nella scelta della società".
 
Per il presidente M5S della commissione capitolina Mobilità, Enrico Stefano, "si tratta di un atto condivisibile, mi impegno a seguire la vicenda anche attraverso le sedute della commissione Mobilità. Quello della sicurezza degli autisti è un tema molto sentito e nel nostro piccolo stiamo cercando di fare il possibile, come le locandine distribuite sugli autobus".
 
Secondo il capogruppo della Lega, Maurizio Politi, "pensare che qualcuno possa essere licenziato perché ha subito un'aggressione mentre sta svolgendo il suo lavoro è indegno", e anche per il capogruppo di Fdi, Andrea De Priamo, "questo ragazzo come ricompensa all'aggressione ha ricevuto il licenziamento, riteniamo che si debba tutelare il posto di lavoro di questo dipendente e aprire un dibattito sulla sicurezza in questa città". Quest'Aula, ha concluso la capogruppo di RomaTornaRoma, Svetlana Celli, "deve dimostrare di essere vicina ai più deboli, e Federico lo è. È stato aggredito da un ubriaco per difendere l'autobus e i passeggeri, per i colpi subiti ha perso la vista a un occhio ma la sua azienda, subappaltatrice del consorzio Roma Tpl, non ha usato la norma che prevedeva la possibilità di un inserimento nella stessa azienda in un'altra mansione. Dobbiamo alzare un grido d'allarme di fronte a queste situazioni, senza risparmiarci. Questa città di fronte a queste azioni non può stare a guardare".

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