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Valutazione studenti con disabilità scuola secondaria di secondo grado (ex superiore)

Per la scuola secondaria di secondo grado sono possibili due modalità di valutazione, curricolare (o per obiettivi minimi) o differenziata.

6 giugno 2019

Nella scuola secondaria di secondo grado, l'art 15 dell'Ordinanza Ministeriale 21 maggio 2001 n. 90 distingue tra valutazione semplificata e differenziata, distinzione non esistente per la scuola secondaria di primo grado. Per gli studenti con disabilità certificata, sono possibili pertanto due percorsi distinti, uno curricolare (o per obiettivi minimi, che porta al conseguimento di un regolare titolo di studio), uno differenziato (che consente solo la frequenza della scuola con il rilascio di un attestato ma non del diploma).

Per questi obiettivi specifici di apprendimento previsti nel Piano Educativo Individualizzato (PEI), il Gruppo di Lavoro per l'Handicap Operativo (GLHO), su proposta degli insegnanti, ma con vincolante parere dei genitori, deve scegliere uno dei due percorsi didattici, a seconda delle capacità e potenzialità dello studente con disabilità.

Per quanto riguarda la valutazione curricolare o per obiettivi minimi, la programmazione prevede la riduzione parziale dei contenuti di talune discipline o la loro sostituzione con altri. Le prove equipollenti devono consentire di verificare che lo studente con disabilità abbia raggiunto una preparazione culturale e professionale idonea per il rilascio del diploma alla fine del percorso scolastico.

Quando invece gli obiettivi sono difformi rispetto a quelli dell'ordinamento di studi della classe, la programmazione viene dichiarata differenziata e lo studente con disabilità non può conseguire il titolo di studio. Salvo situazioni eccezionali, la programmazione differenziata si applica solo in caso di disabilità di tipo cognitivo. La famiglia va informata subito di questa scelta e ha facoltà di opporsi; in questo caso lo studente seguirà ugualmente il suo PEI, con il sostegno e ogni altra tutela prevista, ma la valutazione sarà effettuata in base ai criteri definiti per tutta la classe (art. 15 comma 5 dell'Ordinanza Ministeriale 21 maggio 2001 n. 90). Alla fine dell'anno lo studente che segue una programmazione differenziata verrà ammesso alla classe successiva, ma di fatto non avrà conseguito la promozione.

Sulla pagella andrà annotato che la valutazione è stata effettuata in base al proprio Piano Educativo Individualizzato. Negli anni successivi, se lo studente con disabilità dimostra di avere raggiunto apprendimenti che si possono ricondurre ai programmi ministeriali, potrà essere promosso formalmente senza dover affrontare prove di idoneità per i precedenti anni in cui si era svolta la valutazione differenziata (art. 15 comma 4 dell'Ordinanza Ministeriale 21 maggio 2001 n. 90).

A partire dall'anno scolastico 2018/19, il Decreto Legislativo 13 aprile 2017 n. 62 dispone che l'esame di Stato conclusivo dei percorsi di istruzione secondaria di secondo grado verificherà i livelli di apprendimento conseguiti da ciascun candidato in relazione alle conoscenze, abilità e competenze proprie di ogni indirizzo di studi, con riferimento alle Indicazioni nazionali per i licei e alle Linee guida per gli istituti tecnici e gli istituti professionali, anche in funzione orientativa per il proseguimento degli studi di ordine superiore ovvero per l'inserimento nel mondo del lavoro.
La partecipazione alle attività di alternanza scuola-lavoro, dello sviluppo delle competenze digitali e delle attività svolte nell'ambito di "Cittadinanza e Costituzione", saranno oggetto di valutazione all'esame di Stato.
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, la legge di conversione del 21 settembre 2018 n. 108, con modificazioni, del decreto-legge 25 luglio 2018, n. 91, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative, ha previsto il differimento al primo di settembre 2019 dell'entrata in vigore del D.lgs. n. 62/2017 succitato, riguardanti i seguenti requisiti di accesso all'esame di Stato per i candidati:
la prova a carattere nazionale predisposta dall'INVALSI per la scuola secondaria di secondo grado, non sarà condizione obbligatoria per essere ammessi all'esame di Stato;
l'alternanza scuola-lavoro continua ad essere obbligatoria, ma anche in questo caso non costituisce condizione necessaria per essere ammessi all'esame finale come per la prova INVALSI.

L'ammissione agli esami dei candidati è disposta in sede di scrutinio finale, con la frequenza dei tre quarti di lezioni, con la partecipazione alle prove standardizzate INVALSI previste nel quinto anno, con lo svolgimento delle ore di alternanza scuola-lavoro previste nell'ultimo triennio e con una valutazione di almeno sei decimi in tutte le discipline, compreso il comportamento, raggiungibile eventualmente per voto di consiglio.
Per l'esame sono previste due prove scritte a carattere nazionale (tre per particolari tipi di istituti), italiano e una o più discipline caratteristiche di ciascun corso di studi individuate annualmente entro gennaio, ed una prova orale.

Per quanto riguarda le prove d'esame degli studenti con disabilità, vengono confermate le norme precedenti relative alla relazione del 15 Maggio, la possibilità di avere tempi più lunghi, la possibilità di avvalersi dei docenti per il sostegno o degli assistenti per l'autonomia e la comunicazione che hanno seguito lo studente durante l'anno per la predisposizione, lo svolgimento e la correzione.
Prima delle prove d'esame, il Consiglio di classe ne stabilisce la tipologia se hanno o meno valore equipollente all'interno del Piano Educativo Individualizzato (PEI).
La Commissione d'esame, sulla base della documentazione fornita dal Consiglio di classe relativa alle attività svolte, predispone una o più prove differenziate, in linea con gli interventi educativo-didattici attuati sulla base del PEI e con le modalità di valutazione in esso previste. Tali prove, se di valore equipollente, determinano il rilascio del titolo di studio conclusivo del secondo ciclo di istruzione.
Agli studenti con disabilità, per i quali sono state predisposte dalla Commissione prove non equipollenti a quelle ordinarie sulla base del PEI o che non partecipano agli esami o che non sostengono una o più prove, viene rilasciato un attestato di credito formativo recante gli elementi informativi relativi all'indirizzo e alla durata del corso di studi seguito, alle discipline comprese nel piano di studi, con l'indicazione della durata oraria complessiva destinata a ciascuna delle valutazioni, anche parziali, ottenute in sede di esame.

Riferimenti normativi

Nota del 6 maggio 2019 n. 788
(Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione 2018/2019 – Precisazioni sulle modalità di svolgimento del colloquio);

Prove Invalsi 2019

Ordinanza Ministeriale dell'11 marzo 2019 n. 205
art. 20 (Istruzioni e modalità organizzative e operative per lo svolgimento dell'esame di Stato conclusivo dei corsi di studio di istruzione secondaria di secondo grado nelle scuole statali e paritarie - anno scolastico 2018/2019);

Pubblicazione materie della seconda prova di maturità 2019 (Decreto Ministeriale con le materie che illustra anche le modalità di svolgimento del colloquio orale che sarà, come sempre, pluridisciplinare);

Decreto del 26 novembre 2018 n. 769 ("Quadri di riferimento per la redazione e lo svolgimento delle prove scritte" e "Griglie di valutazione per l'attribuzione dei punteggi" per gli Esami di Stato del secondo ciclo di istruzione);

Circolare del 4 ottobre 2018 n. 3050 (Esame di Stato conclusivo dei percorsi di istruzione secondaria di secondo grado a.s. 2018/2019 – prime indicazioni operative);

Decreto-legge 25 luglio 2018 n. 91 convertito con modificazioni dalla L. 21 settembre 2018, n. 108 art. 6 (Proroga di termini previsti da disposizioni legislative);

Decreto Legislativo 13 aprile 2017 n. 66 (Norme per la promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità, a norma dell'articolo 1, commi 180 e 181, lettera c), della legge 13 luglio 2015, n. 107);

Decreto Legislativo 13 aprile 2017 n. 62 (Norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato, a norma dell'articolo 1, commi 180 e 181, lettera i), della legge 13 luglio 2015, n. 107);

Legge 13 luglio 2015 n. 107 (Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti);

Decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009 n. 122 (Regolamento recante coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli alunni e ulteriori modalità applicative in materia, ai sensi degli articoli 2 e 3 del decreto-legge 1° settembre 2008, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169);

Legge 3 marzo 2009 n. 18 (Ratifica ed esecuzione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, con Protocollo opzionale, fatta a New York il 13 dicembre 2006 e istituzione dell'Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità);

Legge 30 ottobre 2008 n. 169 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 1º settembre 2008, n. 137, recante disposizioni urgenti in materia di istruzione e università);

Legge 11 gennaio 2007 n. 1 (Disposizioni in materia di esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore e delega al Governo in materia di raccordo tra la scuola e le università);

Legge 28 marzo 2003 n. 53 (Delega al Governo per la definizione delle norme generali sull'istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale);

Ordinanza Ministeriale 21 maggio 2001 n. 90 art. 15;

Decreto del Presidente della Repubblica 23 luglio 1998 n. 323 (Regolamento recante disciplina degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore, a norma dell'articolo 1 della legge 10 dicembre 1997, n. 425.);

Ordinanza Ministeriale del 29 luglio 1997 n. 455 art. 4 comma 6 (Educazione in età adulta-Istruzione e formazione);

Decreto Legislativo 16 aprile 1994 n. 297 (Approvazione del testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado);

Legge 5 febbraio 1992 n. 104 (Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate);

Circolare Ministeriale del 22 settembre 1988 n. 262 (Attuazione della sentenza della Corte costituzionale n. 215 del 3 giugno 1987. Iscrizione e frequenza nella scuola secondaria di II grado degli alunni portatori di handicap);

Sentenza Corte Costituzionale del 3 giugno 1987 n. 215 (Giudizio di legittimità costituzionale riguardante della legge 30 marzo 1971, n. 118 - recante "Conversione in legge del D.L. 30 gennaio 1971, n. 5 e nuove norme in favore dei mutilati ed invalidi civili).

Immagine tratta da Pixabay.com/

di Antonello Giovarruscio

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