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Docenti di sostegno in classe fin dal primo giorno: sei priorità, sei preoccupazioni

Il Coordinamento italiano insegnanti di sostegno chiede che “a tutti gli alunni della scuola italiana e, in particolare, agli alunni con disabilità siano garantiti il diritto allo studio e alla frequenza”. E indica le priorità

4 settembre 2020

ROMA – Insegnanti di sostegno in classe fin dal primo giorno e per un numero adeguato di ore, assistenti scolastici, coinvolgimento delle famiglie, trasporto: sono queste alcune delle priorità indicate dal Coordinamento italiano insegnanti di sostegno, che dopo le raccomandazioni per il distanziamento “sostenibile” degli alunni con disabilità, oggi si rivolge al ministero, ribadendo la propria disponibilità e la massima collaborazione affinché, nel pieno rispetto delle indicazioni in materia di sicurezza, a tutti gli alunni della scuola italiana e, in particolare, agli alunni con disabilità siano garantiti il diritto allo studio e alla frequenza”,

Perchè questo sia possibile, il Ciis chiede innanzitutto che “in ogni classe, sin dal primo giorno di scuola, siano presenti tutti i docenti” e da subito “sia assicurato il servizio di trasporto scolastico, in particolare per gli alunni con disabilità”: Raccomanda inoltre che “le ore di sostegno attribuite siano assegnate senza spezzare le cattedre, preferibilmente assegnando l’incarico a un unico docente e che il distanziamento, richiesto dalle norme emanate per l’emergenza sanitaria, non penalizzi l’alunno con disabilità e non costituisca scusante per allontanarlo dalla classe o per ridurre l’orario di frequenza”. E' poi fondamentale che “a ciascun alunno con disabilità vengano attribuite tutte le risorse già indicate nel Pei per l’attuale anno scolastico, senza che le famiglie debbano ricorrere alla magistratura per il loro riconoscimento” e che “a ogni scuola sia assegnato personale numericamente sufficiente e adeguatamente formato per soddisfare le esigenze di assistenza, così come previsto dai singoli Pei”. Da ultimo, il Ciis chiede che “siano favorite la partecipazione, la condivisione e il confronto con le famiglie degli alunni con disabilità, condizioni indispensabili per promuovere il processo di inclusione”.

Le sei preoccupazioni

Accanto alle richieste, ci sono le preoccupazioni: primo, “le indicazioni ministeriali riguardanti la ripresa del nuovo anno scolastico, in particolare per quanto concerne la frequenza degli alunni con disabilità, appaiono poco chiare e scarsamente orientate all’inclusione”, denuncia il Ciis. Secondo, “le indicazioni relative al servizio di istruzione domiciliare, la cui attivazione è conseguente a una specifica procedura e quelle sulla contestuale disponibilità dei docenti, sono proposte in modo sommario, lasciando spazio a soggettive interpretazioni”; terzo, “le norme emanate in questi ultimi mesi contribuiscono sempre più a rafforzare la delega del processo inclusivo al solo docente incaricato su posto di sostegno, legittimando, in tal senso, la deresponsabilizzazione dei docenti incaricati su posto comune o disciplinare”; quarto, “non è ancora stata attivata una mirata formazione per acquisire e/o potenziare le competenze necessarie per affrontare attività di insegnamento-apprendimento con l’uso di strumenti digitali, in presenza e a distanza”. Preoccupa, ancora, che “in vista dell’emanazione del nuovo modello di Pei, anticipato dalla ministra Azzolina nel giugno scorso, venga recepita l’indicazione (art. 7 comma 2 lettera a) in cui è previsto che il Pei sia 'approvato', determinando, di conseguenza, l’esclusione della famiglia dal processo decisionale riguardante il proprio figlio”. Infine, “in merito all’erogazione della didattica online, non è stata prevista alcuna indicazione a livello contrattuale”, osserva il Ciis.

Il Coordinamento chiede quindi che il ministero, anche nell'emanazione di futuri provvedimenti, ponga coerentemente attenzione al processo inclusivo, in particolare nei confronti degli alunni con disabilità, senza perdere mai di vista quei principi costituzionali e normativi che riconoscono a ciascun cittadino il diritto alla piena realizzazione personale e sociale”.

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