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Didattica a distanza e disabilità: un appuntamento (finora) mancato

Salvatore Nocera trasmette una lettera alla ministra Azzolina, a nome della Fish. “Molti alunni con disabilità non vengono tenuti in debita considerazione durante la programmazione e la realizzazione della didattica a distanza”

29 marzo 2020

ROMA - “Molti alunni con disabilità che non vengono tenuti in debita considerazione durante la programmazione e la realizzazione della didattica a distanza”: è la triste realtà svelata dalla Fish, in una lettera inviata alla ministra Azzolina proprio nelle ore in cui questa firmava il decreto attuativo con cui veniva disposto lo stanziamento di 85 milioni di euro per la didattica alla distanza. La mancata inclusione a distanza riguarderebbe soprattutto, secondo Nocera, “gli alunni con disabilità intellettive e relazionali”, dal momento che “le videolezioni proposte spesso ignorano totalmente le esigenze e i PEI degli alunni con disabilità intellettive e relazionali e nessun docente per il sostegno si occupa della realizzazione o delle modifiche dello stesso”.
 
Se questa è la situazione, la richiesta, in generale, è che la ministra solleciti i dirigenti scolastici, “qualora non abbiano già meritoriamente provveduto, ad applicare, coerentemente ai PEI dei singoli alunni, i principi e le modalità operative previsti dalle Linee Guida inviate con Nota Dipartimentale prot. n° 388 del 17/3/2020 e ad evitare la discriminazione nel diritto allo studio per tutte le bambine e i bambini, le alunne e gli alunni, le studentesse e gli studenti con disabilità”.
 
In particolare, ecco le proposte operative. Innanzitutto è necessario “che le scuole, tramite i docenti di sostegno, contattino immediatamente le famiglie per proporre, verificare e concordare azioni di didattica a distanza”. Secondo, “i dirigenti scolastici devono verificare che le famiglie abbiano gli strumenti tecnologici necessari per fruire della didattica a distanza concordata e, in caso contrario, si attivino immediatamente per fornirla in comodato d’uso come previsto dalle linee guida”. Terzo, qualora “non si ritenga funzionale ai fini educativi il sistema della lezione a distanza, sollecitare le Regioni e gli Enti Locali, secondo le rispettive competenze, ad adottare tutti i provvedimenti necessari per garantire continuità didattica attraverso interventi di natura domiciliare con le stesse figure già impiegate e con programmi concordati tra insegnante curriculare, insegnante di sostegno e gli altri operatori previsti dalle normative in materia”.

L’inclusione a distanza personalizzata è possibile

Per Nocera, tuttavia, “l'inclusione è possibile, anche a distanza”. E la parola chiave è: personalizzazione. “Occorre programmare in maniera adeguata e congiunta, con tutti i mezzi e le competenze di cui la scuola italiana dispone”. Di qui la quarta proposta: sia lo stesso ministero a “evidenziare ai dirigenti scolastici che l'insegnante curriculare, insieme all'insegnante di sostegno, svolgano quanto più possibile l'attività didattica in maniera congiunta, includendo pienamente l'alunno con disabilità nell'attività di classe, prevedendo anche lezioni integrative individuali”. E suggerisce alcune strategie operative: “I docenti per il sostegno intervengano durante le lezioni a distanza per la classe, offrendo precisazioni e mediazioni per gli alunni con disabilità; i docenti per il sostegno svolgano videolezioni personalizzate per i singoli alunni; i docenti curricolari intervengano in tali lezioni per chiarire alcuni aspetti concernenti le rispettive discipline; i docenti per il sostegno, come i colleghi curricolari, utilizzino il registro elettronico per indicare quotidianamente gli argomenti svolti, i compiti assegnati e l’invio di materiali didattici, in modo da facilitare la comunicazione con le famiglie”.

Si salvino la socialità e la cultura dell'inclusione

Infine, “si chiede che durante o al termine delle videolezioni con tutta la classe, i docenti promuovano il dialogo tra gli alunni con disabilità ed i loro compagni” e di “privilegiare, quando coerente, l’ assegnazione di lavori di gruppo, coordinati dall’assistente alla autonomia e alla comunicazione. A questo proposito – fa notare Fish - la recente situazione emergenziale sta portando alla 'scomparsa' della figura dell’assistente alla autonomia e alla comunicazione. Essendo formalmente dipendenti privati, si rischia di vederli 'sganciati' da tutto l’iter di co-programmazione, confronto e progettazione che le scuole stanno pur faticosamente mettendo in piedi, nonostante svolgano un lavoro spesso fondamentale per alunni con problemi relazionali”.
 
Infine c'è un appello a tutti i docenti, perché grazie alle loro “competenze pedagogiche e didattiche formulino tutte le proposte operative necessarie per mantenere desta nella classe e nei singoli alunni la cultura e la prassi dell’inclusione, che la scuola italiana sviluppa con merito da decine di anni e che sarebbe una grave perdita se venisse meno proprio ora a causa di questa attuale emergenza”
 
E conclude, Nocera: Il periodo di sospensione delle attività didattiche sta quasi raggiungendo il suo primo mese e verosimilmente si allungherà ancora. Pur comprendendo le molte difficoltà che le scuole hanno dovuto faticosamente affrontare e gestire in questo periodo, non è però pensabile che gli alunni con disabilità debbano proseguire ancora l’interruzione del proprio percorso d’istruzione e d’inclusione, quando i loro compagni sono già entrati nel nuovo regime della didattica a distanza”.

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