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Sostegno, il 41% degli studenti cambia insegnante rispetto all’anno precedente

Anief: “Le soluzioni ci sono, servono buon senso e investimenti”. Martedì scorso la richiesta di proposte emendative, sul sostegno, alla Legge di Bilancio 2020. Marcello Pacifico (Anief): Il Miur distribuisca in modo equo e ragionato i posti di corsi di specializzazione

15 novembre 2019

ROMA - Il 41% degli studenti disabili cambia insegnante rispetto all’anno precedente. Secondo il sindacato Anief, “le soluzioni ci sono, servono buon senso e investimenti”. Martedì scorso il sindacato aveva richiesto proposte emendative, sul sostegno, alla Legge di Bilancio 2020. Marcello Pacifico (Anief): Il Miur distribuisca in modo equo e ragionato i posti di corsi di specializzazione
 
Organico e strutture. Limiti endemici della scuola italiana che, probabilmente, diventano più drammatici quando coinvolgono gli alunni con disabilità. Recentemente – come riporta la stampa specializzata – si è levata l’ennesima voce autorevole per sottolineare le carenze e la retorica di un’istruzione inclusiva, nel corso del convegno “Inclusione e Scuola, la tutela del diritto allo studio”, svoltosi alla Camera e promosso da Giusy Versace, responsabile del Dipartimento Pari Opportunità e Disabilità di Forza Italia. È quella di suor Anna Monia Alfieri, componente della Consulta di Pastorale scolastica e del Consiglio Nazionale Scuola della CEI.
 
NUMERI IMPIETOSI. Nell’anno scolastico 2017/2018 (Focus Miur settembre 2018), ha fatto notare nella sua relazione, che gli alunni con disabilità che frequentavano le scuole statali di ogni ordine e grado erano 245.723, il 3,1% del totale della popolazione studentesca, con un aumento percentuale rispetto alla rilevazione precedente (+0,2%), e un aumento complessivo rispetto all’anno scolastico 2014/2015 pari a circa l’8,4%. Per i 272mila studenti che ne avrebbero diritto ci sono solamente 156mila insegnanti di sostegno, 40mila dei quali sono “in deroga”, ovvero senza studi di specializzazione. Il 41% degli alunni cambia docente rispetto all’anno precedente, il 12% addirittura durante lo stesso anno, scrive l’Istat. E, come se non bastasse, solo il 32% è accessibile dal punto di vista delle barriere fisiche, mentre appena il 18 per cento lo è per la presenza di ostacoli senso-percettivi.
 
POSSIBILI SOLUZIONI. Qualche soluzione c’è e il giovane sindacato Anief l’ha prospettata in più occasioni. Recentissima è la richiesta di proposte emendative, sul sostegno, alla Legge di Bilancio 2020. Proposte che sono state presentate martedì scorso. Ma non solo.
 
“Ci aspettiamo anche – sottolinea il rappresentante del sindacato autonomo, Marcello Pacifico - che al Miur distribuiscano in modo equo e ragionato i posti di corsi di specializzazione, a differenza di quanto è stato fatto in occasione dell’ultima tornata. Ci sono tante soluzioni per avere una scuola davvero inclusiva, servono buon senso e investimenti”. Oltre all’esiguità dei docenti specializzati, che quest’anno ha portato ad assegnare l’80 per cento delle cattedre scoperte a docenti precari privi del titolo di didattica speciale, c’è però anche un’altra grande falla nel sistema che regola il sostegno agli alunni disabili: quella della permanenza obbligata, prevista dalla Legge n. 128 del 2013, di una cattedra su tre nell’organico di fatto anziché in quello di diritto
 
L’AZIONE DEL SINDACATO. A tutela degli alunni e degli insegnanti specializzati, Anief ha presentato ricorso conto lo schema di decreto ministeriale sugli organici sul sostegno, al quale è possibile ancora aderire gratuitamente ad adiuvandum. A questo proposito la Cassazione, con la sentenza n. 25101, ha appena ribadito illegittima la decisione degli Uffici scolastici di ridurre le ore settimanali stabilite dal Pei. Chi volesse informazioni può scrivere all'indirizzo e-mail sostegno@anief.net. Infine, anche per venire incontro alle diverse famiglie costrette a ritirare da scuola i figli per protesta, il sindacato ha confermato l’iniziativa gratuita ‘Sostegno, non un’ora in meno!’, attraverso la quale si intendono far rispettare le ore di sostegno assegnate.

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