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Sostegno, il Miur dovrà assumere docenti sulla base delle effettive necessità

Sentenza del Tar Lazio, che accoglie il ricorso presentato da Anief per la situazione critica degli studenti con disabilità in Sicilia: la dotazione organica di sostegno dovrà avvenire sulla base di una “attenta istruttoria delle necessità”. Intanto, la legge di bilancio taglia 1,2 milioni in tre anni

8 gennaio 2019

ROMA – Pochi soldi, troppi precari: e così il sostegno scolastico agli alunni con disabilità fa acqua da tutte le parti. E' una fotografia tutt'altro che incoraggiante quella scattata recentemente da Istat: oltre 70 mila studenti con disabilità – su un totale di 248 mila – sono rimasti senza sostegno, nell'ultimo anno scolastico. E chi un insegnante ce l'ha, è destinato molto spesso a vederlo cambiare almeno una volta tra ottobre e giugno: è la sorte toccata a quattro ragazzi su 10. In tutto questo, la legge di bilancio appena approvata non promette nulla di buono: i 3,6 milioni destinati nel 2018 ai ragazzi con bisogni speciali sono stati ridotti a 3,4 per il 2019 e si ridurranno ulteriormente a 3 milioni nel 2020 e 2,4 milioni l'anno successivo. Vale a dire, un taglio di 1,2 milioni nel prossimo triennio.
 
“Quello relativo agli studenti disabili è un tema che da sempre mi sta a cuore – ha rassicurato però ieri il ministro Bussetti, intervenendo a Uno Mattina - Purtroppo la scuola italiana non ha un numero sufficiente di insegnanti di sostegno e nei prossimi 3 anni ne formeremo 40mila di nuovi”. Un tema che però non convince, ma anzi solleva ulteriori polemiche. In testa Anief, a cui “i numeri non tornano”, dal momento che “ il 36% degli insegnanti di sostegno insegnerebbe senza titolo, nonostante ci siano almeno 15 mila docenti abilitati specializzati costretti a fare supplenze. E il 1° settembre 2018 – continua Anief - nella secondaria soltanto 167 insegnanti specializzati sono stati assunti in ruolo rispetto ai 6.143 posti autorizzati. È scandaloso che tutto questo accada per l’ostinazione della politica di non aprire le ex graduatorie permanenti a tutto il personale abilitato dopo l’ultima apertura nel 2012. E intanto il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti dichiara di voler autorizzare le Università a bandire nuovi corsi per specializzare altri 40 mila docenti che rimarranno, comunque, sempre precari”.
 
È in questo contesto che si colloca il taglio previsto dalla legge di stabilità: “Il costo complessivo, stimato dalla Corte dei Conti, per finanziare il sostegno in Italia è pari a 5,1 miliardi, con uno stipendio medio lordo di 33 mila euro annui per 54 mila supplenti – riferisce Anief - Adesso è di 1,1 miliardi la somma che il Governo intende risparmiare, con la Legge di Stabilità 2019, a partire dal 2020, mentre viene rinviata al 1° settembre prossimo l’attuazione della riforma prevista dalla Buona scuola, il decreto legislativo 66/17, in attesa di una sua riscrittura”.
 
Lo scenario, insomma, è quanto mai caotico e, nei giorni in cui si aprono le iscrizioni scolastiche, solleva perplessità e preoccupazioni per le sorti degli studenti con disabilità (e non solo): il taglio delle risorse, associato alla mancata programmazione e attuazione di una stabilizzazione dei docenti specializzati rischia di creare un vero e proprio collasso dell'inclusione scolastica nel nostro Paese.
 
C'è però una “buona notizia”, che potrebbe far muovere un passo importante proprio verso la continuità didattica: è la vittoria incassata ieri dagli avvocati Anief Walter Miceli e Fabio Gana, a tutela dei diritti degli alunni disabili siciliani, ma che potrebbe avere ricadute su tutto il territorio nazionale, fissando chiaramente un principio fondamentale: che la dotazione organica di sostegno deve avvenire sulla base delle effettive e attuali esigenze degli alunni con disabilità certificata e sulla base di un'attenta istruttoria. La sentenza, emessa dal Tar Lazio, accoglie il ricorso presentato da Anief, che denunciava la prassi dell'Usr di assegnare i docenti di sostegno in base non all'effettivo e attuale fabbisogno (ovvero al numero di alunni con disabilità certificate) ma con riferimento a “numeri virtuali o datati, rilevati in modo parziale o in base a stime per nulla corrispondenti alla realtà”. Questo si traduce, in Sicilia come in buona parte della penisola, in una dotazione sempre inadeguata di docenti di sostegno stabili e di conseguenza condanna gli oltre 25 mila alunni con disabilità siciliani ad avere diversi insegnanti di sostegno supplenti durante l'anno.
 
Ora, la sentenza obbliga il Miur ad attivare il numero di posti di sostegno in base all'effettiva esigenza degli alunni con disabilità e a rilevare con precisione il fabbisogno su tutto il territorio nazionale. Sulla base di quanto disposto, infatti, la dotazione organica di sostegno non può e non deve “essere ancorata sic et simpliciter a quanto esistente più di un decennio addietro, dovendosi invece puntualmente e attentamente monitorare la situazione per l’evidente aumento delle patologie individuate come rilevanti”. In tale quadro,continuano i Giudici del Tribunale Amministrativo, “l’obbligo dell’amministrazione si traduce nella necessità di un'attenta istruttoria anche verificando la concreta esistenza delle condizioni legittimanti la necessità di insegnanti di sostegno, non potendosi lasciare esclusivamente all’esperimento degli strumenti di tutela la riconduzione a legittimità, attesa la particolare condizione della popolazione scolastica con disabilità”.
 
All'azione legale promossa dal sindacato Anief hanno preso parte anche associazioni di settore che da anni si battono proprio per la tutela dei diritti delle persone con disabilità, come l'associazione First di Roma, “Moto Perpetuo Onlus” di Palermo e “Venti Novembre 1989” di Catania.

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