SuperAbile






In Normativa e Diritti


Invalidi civili - Indennità di accompagnamento

E' corrisposta solo nel caso sia stata riconosciuta un’invalidità del 100% e l'impossibilità di deambulare senza l'aiuto permanente di un accompagnatore oppure l'impossibilità di compiere gli atti quotidiani della vita e la necessità di un'assistenza continua.

7 gennaio 2019

L'indennità di accompagnamento per gli invalidi civili è stata istituita con la Legge n. 18 del 11 febbraio 1980.

Grado di invalidità
E' corrisposta nelle ipotesi in cui la commissione sanitaria abbia accertato che l'interessato si trova:

  • nell'impossibilità di deambulare senza l'aiuto permanente di un accompagnatore

    oppure
     
  • nell'impossibilità di compiere gli atti quotidiani della vita e la conseguente necessità di un'assistenza continua

Età
Non sono previsti limiti di età, l'indennità è prevista al solo titolo della minorazione, cioè senza considerare l'età dell'invalido. Quindi spetta ai minori di 18 anni e dopo il compimento dei 67 anni di età.

Limite di reddito
Nessuno (l'indennità di accompagnamento è indipendente da redditi). Non sono previsti limiti di reddito, l'indennità è prevista al solo titolo della minorazione, cioè senza considerare il reddito eventualmente posseduto dall'interessato.

Assoggettabilità ad IRPEF
Come le altre prestazioni agli invalidi civili, ciechi e sordomuti, l'indennità non è soggetta ad IRPEF  (art. 34, D.P.R. 601/73 - D.P.R. 917/73).

Attività lavorativa
E' compatibile con lo svolgimento di attività lavorativa. In tal senso, l'art. 1, 3° comma, della Legge 21 novembre 1988, n. 508 espressamente dispone: "Fermi restando i requisiti sanitari previsti dalla legge, l'indennità' di accompagnamento non e' incompatibile con lo svolgimento di attività lavorativa..." 

Indennità di accompagnamento per le persone affette da patologie oncologiche
La Corte di Cassazione con sentenza del 27 maggio 2004, n. 10212 stabilisce che l'indennità di accompagnamento viene riconosciuta anche alle persone affette da patologie oncologiche che, per effetto della chemioterapia non sono capaci di badare a se stesse.

Infatti, il diritto al beneficio può essere riconosciuto anche per periodi molto brevi (inferiori al mese). Così è stato stabilito dalla sopra citata sentenza, la quale conferma che la normativa in vigore, Legge 18/1980, non vieta il riconoscimento del diritto di accompagnamento per brevi periodi.

Incapacità di deambulazione
E' da intendersi come impossibilità o incapacità a svolgere la complessa funzione neuromotoria della deambulazione. In particolare, è da intendersi non deambulante la persona invalida che non possiede o ha gravemente alterata tale funzione per amelia, dismelia, paralisi, ecc. o non è in grado di controllarla perché affetto da forme neuropsichiche.

Incapacità di compiere gli atti quotidiani della vita
Va considerata, ai fini dei diritto all'indennità di accompagnamento, come condizione alternativa a quella della non deambulazione. Per atti quotidiani della vita, devono intendersi quelle azioni elementari che espleta quotidianamente una persona normale di corrispondente età e che rendono la persona disabile, che non è in grado di compierle, bisognevole di assistenza (minimo di funzioni vegetative e di relazione indispensabili per garantire gli atti quotidiani, non lavorativi, della vita).

Necessità di assistenza continua
Quando l'autonomia nel compiere un complesso, significativo ed esistenziale, dei suddetti atti quotidiani viene a mancare e sorge, rispetto ad una persona normale di corrispondente età, l'esigenza di assistenza continua per assicurare un minimo di condizioni vitali per l'autosufficienza quotidiana, si concretizza l'impossibilità di compiere autonomamente gli atti di ogni giorno della vita, essendo alterato ogni rapporto concreto con la realtà quotidiana.

Periodo di detenzione
L'indennità è dovuta anche durante il periodo di detenzione nella considerazione che in tale periodo non viene meno l'esigenza di assistenza, cui il diritto all'indennità è finalizzato


INDENNITA' DI ACCOMPAGNAMENTO E RICOVERO

Obblighi periodici - Autocertificazione annuale per i titolari di indennità di accompagnamento
Ogni anno, gli invalidi civili totali titolari di indennità di accompagnamento devono sottoscrivere la dichiarazione di responsabilità che attesti la sussistenza o meno di ricovero in istituto e, in caso affermativo, se lo stesso è a titolo gratuito o a pagamento.

Nuova modalità di comunicazione dello stato di ricovero
L’Inps e il Ministero della Salute hanno stipulato una convenzione per quanto riguarda la dichiarazione dello stato di ricovero dei titolari di indennità di accompagnamento, indennità di frequenza, assegno sociale e assegno sociale sostitutivo di invalidità civile.

Invalidi ricoverati in istituti o case di riposo
L'art. 1, Legge 18/1980 esclude dalla concessione dell'indennità agli invalidi civili ricoverati gratuitamente in istituto che provvedono al suo sostentamento. Per ricovero gratuito deve intendersi quello con retta o mantenimento a totale carico di un ente pubblico, anche se a tale retta si aggiunga una contribuzione da parte di privati per ottenere un migliore trattamento.

In questo caso l'indennità sarà solo sospesa potendo essere ripristinata al momento di cessazione del ricovero che ha dato luogo alla sospensione. Infatti, il ricovero in strutture pubbliche a totale carico dello Stato non costituisce un ostacolo al riconoscimento dell'indennità bensì alla sua erogazione per il tempo in cui la persona disabile rimanga ricovera in tali strutture.

Di tutti i periodi di ricovero, ai fini della sospensione dell'indennità di accompagnamento, si terrà conto soltanto di quelli pari o superiori ai 30 giorni, in coerenza con le disposizioni, a suo tempo emanate in materia, dagli Enti che hanno esercitato la potestà concessoria prima dell'attribuzione di detta funzione all'Istituto (Messaggio INPS, del 26 settembre 2011, n. 18291; Corte costituzionale, sentenza del 22 aprile 1991, n. 183)

Ricovero a pagamento
Il ricovero si considera a pagamento quando l'interessato (o la sua famiglia) corrisponde tutta la retta - base, oppure ne versa solo una parte e l'altra parte sia a carico dell'ente pubblico.
In questo caso l'indennità di accompagnamento non può essere sospesa

Ricovero ospedaliero
Con la recente Sentenza n. 2270 del 02/02/2007, la Suprema Corte di Cassazione intervenendo in tema di indennità di accompagnamento, ha affermato che il ricovero presso un ospedale pubblico non costituisce di per sé l'equivalente del ricovero in istituto, al quale fa riferimento l´ art. 1 della legge n. 18 del 1980 che esclude dall'indennità di accompagnamento gli "invalidi civili ricoverati gratuitamente in istituto".
Il beneficio, invece, è concesso alla persona invalida anche durante il ricovero in ospedale, dove si dimostri che le prestazioni assicurate dall'ospedale medesimo non esauriscono tutte le forme di assistenza di cui il paziente necessita per la vita quotidiana.


 

RIFERIMENTI NORMATIVI



  © Copyright SuperAbile Articolo liberamente riproducibile citando la fonte.

 

di Gabriela Maucci

Commenti

torna su

Stai commentando come



Procedure per

Percorsi personalizzati