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Autismo. "AS", verso la terza edizione del film festival "uguale agli altri, però diverso"

Il direttore artistico Cacace e il curatore della sezione "Punti di vista" Manservigi a Spoleto con la onlus Gian Burrasca. Il racconto di un percorso, dal cineclub al festival del Maxxi con persone Asperger. Cacace: "Abbiamo capito di fare qualcosa di importante quando siamo diventati invisibili"

30 marzo 2015

ROMA - Si sta lavorando intensamente per la prossima edizione (la terza) dell'AS Film Festival di Roma che si svolgerà il 14 e 15 novembre 2015 al MAXXI, Museo nazionale delle arti del XXI secolo. E' il primo festival di cinema e arti visive realizzato con la partecipazione attiva di persone con sindrome di Asperger e che si riconoscono nella condizione autistica. "Un festival uguale agli altri, però diverso", come recita lo slogan scelto dagli organizzatori. "Uguale perché, come tutti i festival sul cinema, ha un concorso, una giuria, delle opere premiate, diverso perché fatto con la partecipazione attiva di persone che si riconoscono nella sfera autistica - spiega Marco Manservigi, curatore della sezione "Punti di vista" del Festival -. Il tema dell'As Film Festival non è l'autismo, ma temi sociali più in generale". Il progetto è nato nel 2008, "quando noi con Asperger - prosegue Manservigi - ci siamo uniti in un cineclub. Abbiamo scelto il cinema come strumento per socializzare, sceglievamo i film e seguiva un dibattito. Da questo percorso è nato il cortometraggio "Lo sguardo degli Aspie", poi siamo stati al festival del cinema sull'autismo di Torino e abbiamo potuto vedere il lavoro dietro le quinte".

Marco parla fluidamente e tranquillamente davanti a un folto pubblico. "Ogni volta che sento Marco parlare - dice Giuseppe Cacace, architetto, che dell'As Film Festival è direttore artistico e coordinatore - ricordo i 25 ragazzi immobili, che guardavano avanti, riuniti al cineclub. Nel giro di 2-3 mesi hanno cominciato ad andare in pizzeria da soli e a discutere. Nei nostri incontri di verifica un operatore si chiedeva "quando capiremo di aver fatto qualcosa di importante?", e la risposta che ci siamo dati è stata "quando saremo diventati invisibili". Ecco, Marco parla meglio di me, e quando vengono le tv intervistano lui e a me nemmeno mi vedono". Due, spiega Cacace, sono stati fin dall'inizio gli obiettivi del cineclub dal quale si è poi sviluppata l'idea del Film Festival: uscire dal ghetto e dimostrare a se stessi e a tutti che esistono tanti autistici diversi, al di là degli stereotipi".

Marco Manservigi e Giuseppe Cacace hanno preso parte ieri sera all'iniziativa organizzata a Spoleto dalla onlus "Progetto Gian Burrasca" presieduta dalla dottoressa Vita Capodiferro e che fornisce assistenza alle famiglie e ai bambini con disturbi del comportamento e dello spettro autistico nelle loro varianti cliniche. Durante la serata, coordinata dal regista Stefano Alleva, è stato proiettato il corto "Storage" di David Lea (2009 UK 15'), partecipante all'edizione 2014 del Festival, un viaggio dirompente nel modo di relazionarsi con il mondo del giovane Jason. (Elisabetta Proietti)

(31 marzo 2015)

di d.marsicano

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