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L’Europa sui diritti sociali

Conclusa il 15 gennaio 2018 la consultazione pubblica voluta dalla Commissione europea per avviare un’azione sul tema della protezione sociale nel quadro del Pilastro europeo dei diritti sociali.

24 agosto 2018

Il Pilastro europeo dei diritti sociali è la proclamazione congiunta del Parlamento, del Consiglio e della Commissione per una Europa più giusta e più inclusiva.
Il Pilastro vuole rilanciare la centralità dei diritti dei lavoratori e sostenere il mercato del lavoro. È frutto di un ampio dibattito con tutte le parti convolte: le autorità europee, gli Stati membri, le parti sociali, la società civile e ogni altra organizzazione interessata nazionale ed internazionale. La sua condivisione, da parte dei leader europei, durante l’incontro avvenuto in Svezia il 17 novembre 2017 è unanime.
Il documento si fonda su molti articoli del Trattato sull’Unione europea ed altri documenti (come la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea). Tra questi ricordiamo uno degli obiettivi della all’art.3 del Trattato “L'Unione combatte l'esclusione sociale e le discriminazioni e promuove la giustizia e la protezione sociali, la parità tra donne e uomini, la solidarietà tra le generazioni e la tutela dei diritti del minore”.
L’Unione europea è impegnata a promuovere il benessere dei cittadini europei ed adottare politiche per lo sviluppo sostenibile incentrato su un'economia sociale con la piena occupazione ed il progresso sociale.
Il Pilastro stabilisce 20 principi e diritti fondamentali ed è l’impegno politico con il quale gli Stati membri e le istituzioni si impegnano a rafforzare i diritti sociali e renderli effettivi per tutti i cittadini europei per lo sviluppo di un modello sociale più consono alle nuove condizioni del 21°secolo.
I principi sono rivolti a sostenere il mercato del lavoro e sistemi di protezione sociale equi e ben funzionanti ed è accompagnato da una serie di iniziative legislative e non legislative concrete da parte dell’Unione europea e degli Stati membri, al fine di produrre effetti positivi sulla vita delle persone nel breve e medio periodo; la realizzazione dipende dalla impegno e dalle responsabilità condivise tra l’Unione degli Stati membri e le parti sociali.
Nel documento emergono quelle “aree di attenzione” derivanti sia dalla evoluzione dei nuovi scenari del mondo del lavoro - la globalizzazione, la digitalizzazione, l’invecchiamento della popolazione occupata ed il mutare delle condizioni lavorative - che dalle condizioni di criticità sociale (ad esempio l’assistenza all’infanzia, l’accesso ai servizi sanitari) alle quali è necessario fornire delle risposte per una giusta garanzia dei diritti.
Tutti i principi sono rivoti a riconoscere i diritti sociali a “tutti i cittadini europei” e sono distinti in tre aree:
  • pari opportunità e accesso al mercato del lavoro;
  • condizioni di lavoro eque;
  • protezione sociale e inclusine.
Tra questi alcuni fanno preciso riferimento alle persone con disabilità:
  • nell’area -pari opportunità ed accesso al mercato del lavoro-
al punto 3 - Pari opportunità – A prescindere da sesso, razza o origine etnica, religione o convinzioni personali, disabilità, età o orientamento sessuale, ogni persona ha diritto alla parità di trattamento e di opportunità in materia di occupazione, protezione sociale, istruzione e accesso a beni e servizi disponibili al pubblico. Sono promosse le pari opportunità dei gruppi sottorappresentati;
  • nell’area - protezione sociale ed inclusione -
al punto 17 - Inclusione delle persone con disabilità - Le persone con disabilità hanno diritto a un sostegno al reddito che garantisca una vita dignitosa, a servizi che consentano loro di partecipare al mercato del lavoro e alla società e a un ambiente di lavoro adeguato alle loro esigenze.
 
È, inoltre, importante evidenziare sul tema della sicurezza sul lavoro,
  • nell’area - condizioni di lavoro eque luogo di lavoro-
al punto 10 - Ambiente di lavoro sano, sicuro e adeguato e protezione dei dati –
a. I lavoratori hanno diritto a un elevato livello di tutela della salute e della sicurezza sul luogo di lavoro. (…)
Nei tre punti evidenziati la possibilità di accesso a beni e servizi e la garanzia della sicurezza nel luogo di lavoro rimandano all’accessibilità (da intendere come una reale ed adeguata offerta occupazionale, possibilità di fruizione di spazi sicuri e disponibilità di servizi adeguati) che deve essere garantita alle persone con disabilità per riconoscere pari diritti e adeguate tutele.
 
In questa direzione la Commissione europea ha già intrapreso iniziative per migliorare l'accessibilità di beni e servizi per le persone con disabilità con la proposta, ed il sostegno ai negoziati, per l’adozione dell’atto europeo per l’accessibilità – European Accessibility Act (EAA) - Atto europeo sull’accessibilità
Dal 20 novembre 2017 al 15 gennaio 2018 la Commissione ha avviato una fase di consultazione pubblica per proseguire il lavoro di condivisione e raccolta di proposte da parte di tutte le parti interessate alla attuazione del Pilastro: lavorati, imprese, parti sociali, autorità pubbliche e società civile.
Per partecipare, fino al 15 gennaio 2018, è necessario accedere all’indirizzo web: http://ec.europa.eu/social/main.jsp?langId=en&catId=699&consultId=29&visib=0&furtherConsult=yes
 
Per consultare ogni documento sul Pilastro europeo dei diritti sociali è possibile accedere al sito web:
https://ec.europa.eu/commission/priorities/deeper-and-fairer-economic-and-monetary-union/european-pillar-social-rights/european-pillar-social-rights-20-principles_en
 


Immagine tratta da pixabay.com 

di Giuseppina Carella

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