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Comunicazione accessibile: quadro normativo e lacune informative

Secondo stime dell'Organizzazione Mondiale della Sanità circa 350 milioni di persone nel mondo avrebbero problemi di tipo uditivo, il che corrisponderebbe a circa il 7% della popolazione.

25 gennaio 2013

Di Daniela Orlandi architetto

 

Secondo stime dell'Organizzazione Mondiale della Sanità circa 350 milioni di persone nel mondo avrebbero problemi di tipo uditivo, il che corrisponderebbe a circa il 7% della popolazione.

Un dato di tutto rispetto se si considera l'importanza degli aspetti della comunicazione.

La perdita o la diminuzione dell'udito possono avere ripercussioni negative sia nella vita domestica che in quella di relazione, con varie connotazioni a seconda dell'età della persona e del deficit uditivo, a meno che non si intervenga con opportune tecnologie o tecniche per attenuare o risolvere tali problematiche.

A seconda del contesto può essere studiata la soluzione più adatta: spazio abitativo privato, spazi ed edifici pubblici, ambiente lavorativo, scuola, strutture turistiche e mezzi di trasporto.

Le soluzioni vi sono e sarebbeero efficaci, ma la loro diffusione è scarsa e disomogenea risentendo di una carenza di tipo normativo. Vi è inoltre un problema di tipo culturale che da anni privilegia nell'immaginario collettivo il tema della disabilità legato alla sola persona in carrozzina.

 

Il tema è delicato e, senza sottovalutare le particolari esigenze di mobilità di chi è su sedia a ruote o ha difficoltà motorie più lievi, la panoramica delle esigenze speciali va aperta ai temi delle barriere sensoriali legate alla vista e all'udito, quindi alle relative soluzioni in termini architettonici, tecnologici, impiantistici e gestionali.

Analizziamo la normativa vigente di cui oggi in Italia dispongono i progettisti per realizzare opere prive di barriere, accessibili ed inclusive.

Tra le barriere architettoniche è ufficialmente inserito il tema della comunicazione attraverso questa definizione (DM 236/89 e D.P.R. 503/96):

 "per barriere architettoniche si intendono:

c) la mancanza di accorgimenti e segnalazioni che permettono l'orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo per chiunque e in particolare per i non vedenti, per gli ipovedenti e per i sordi."

 

Il regolamento che riporta le norme per l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici, richiede all'articolo 2, Contrassegni, quanto segue:

"4. Uffici, sale per riunioni, conferenze o spettacoli, posti telefonici pubblici ovvero apparecchiature quali ascensori e telefono che assicurano servizi di comunicazione per i sordi, devono recare in posizione agevolmente visibile il simbolo internazionale di accesso alla comunicazione per le persone sorde di cui all'allegato C."

 simbolo comunicazione accessibile

Simbolo sulla comunicazione di cui all'allegato C del DPR 503/96

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Comunicazione accessibile: ambiguità del quadro normativo

Aggiornata: febbraio 2012

di a.palombi

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