Sottotitoli, audiodescrizioni, notiziari in Lingua dei segni: nel nuovo testo ridotti in modo consistente gli obblighi della Rai nei confronti degli spettatori non vedenti e non udenti. La denuncia dell'Ens e della Uic: "Ignorato il digitale, totale disinteresse per il sociale. Nessun Tg regionale accessibile". Un appello per "ritornare alla legalità"

ROMA - Un passo indietro inaccettabile, la prova provata che "dopo aver impunemente disatteso" in questi anni gli obblighi verso ciechi e sordi, la Rai ha scelto ora di emarginare in modo "irrimediabile" i disabili sensoriali. E' durissima la reazione dell'Ente nazionale sordi (Ens) e dell'Unione italiana ciechi (Uic) al testo del nuovo contratto di servizio Rai 2010-2012, già approvato dal Consiglio di amministrazione dell'azienda e che, prima di essere firmato anche dal ministero delle Comunicazioni, deve passare in Commissione di vigilanza per un parere non vincolante, anche se significativo dal punto di vista politico. Sarà quella l'ultima occasione per convincere la Rai a riconsiderare un testo che, secondo le associazioni, non solo segna un passo evidente rispetto alla versione relativa agli anni 2007-2009, ma anche ignora completamente il passaggio dall'analogico al digitale e viola palesemente le linee guida del contratto di servizio approvate da una delibera dell'Agcom.
I numeri che i presidenti dell'Ens Ida Collu e dell'Uic Tommaso Daniele presentano in una lettera indirizzata al presidente del Consiglio, ai presidenti di Senato e Camera, al ministero delle Comunicazioni, ala Commissione di vigilanza Rai, all'Agcom e al Consiglio di amministrazione Rai sono eloquenti, sia sul versante della sottotitolazione, sia su quello delle audiodescrizioni. Se il contratto di servizio 2007-2009 prevedeva che venisse sottotitolato il 60% della programmazione complessiva delle tre reti Rai, la versione 2010-2012 fissa il monte di "almeno 10 mila ore di programmazione", che rapportate alle 26.280 di trasmissione totale rappresentano il 38% del totale mandato in onda: l'arretramento dunque, denunciano Ens e Uic, è pari al 22%. Non va meglio alle audiodescrizioni: dal 60% della programmazione si passa nel nuovo contratto ad una "non precisata quota di programmazione". Una previsione così "generica" - affermano le associazioni - che non si comprende come "sia compatibile con l'esigenza di monitorare l'adempimento del contratto".
Altro punto dolente, l'informazione regionale. Il contratto ormai scaduto obbligava la Rai a realizzare, entro dodici mesi dalla sua entrata in vigore, almeno un'edizione al giorno del Tgr in ciascuna regione con traduzione in Lingua dei segni e sottotitoli. Un obbligo che è stato palesemente violato, dal momento che "ad oggi nessun Tgr di alcuna regione è stato reso accessibile". Nel nuovo contratto tale obbligo sparisce, per lasciare spazio all'impegno a "sperimentare la sottotitolazione e/o la traduzione in Lis del Tgr regionale". Un testo che viene criticato sotto due aspetti: il primo, quello per cui "dopo aver impunemente disatteso la misura del precedente contratto, la Rai ha ora la pretesa di liberarsi dall'obbligo impegnandosi ad una generica sperimentazione", e il secondo quello per cui la traduzione in Lingua dei segni e i sottotitoli vengono indicati come alternative, quando invece esse "erano e devono essere obbligatorie entrambe".
"Il fatto più grave - segnalano ancora Collu e Daniele - è che il contratto di servizio 2010-2012 ignori del tutto il passaggio dalla televisione analogica al digitale terrestre", nonostante l'Agcom avesse evidenziato la portata epocale della transizione dall'una all'altra modalità di trasmissione. Insomma, è evidente secondo Ens e Uic, "il totale disinteresse dell'azienda per il sociale": le misure infatti "creano le premesse per un'irrimediabile emarginazione dei disabili sensoriali dall'accesso alle informazioni". "Per scongiurare il rischio che il triennio 2010-2012 sia causa di gravi ed irrimediabili pregiudizi per le persone con disabilità sensoriale - concludono i presidenti di Ens e Uic -rivolgiamo un appello perchè si riporti il contratto di servizio sui binari di civiltà e legalità". (Stefano Caredda)
(11 marzo 2010)










