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La Terza Nazione del mondo

Blog di Matteo Schianchi

Pubblicato il 08/02/2010 13:04

La diversità non è un vicolo cieco

La diversità non è un vicolo cieco

A Tel Aviv sono in corso le riprese di un breve film totalmente ideato, girato e interpretato da persone cieche. È la storia di una ragazza nata cieca che si sente poco accettata dalla famiglia. Allora scappa. Incontra un ragazzo con il quale intraprende alcune gite in moto e sul mare. Un giorno, anche il ragazzo perde la vista a causa di una malattia.

L'idea del film è venuta alla direttrice di un centro di servizi per ciechi, dopo aver scoperto la passione di alcuni utenti per le videocamere e la loro competenza nel maneggiarle. La lavorazione è adattata alla disabilità del cast e probabilmente in alcune fasi interverranno persone vedenti.

Non conosciamo gli esiti finali del film, né se potremo vederlo, la trama è troppo scarna (e facilmente banalizzabile) per poter fare previsioni. Forse sarà un cattivo e inutile esperimento, forse un colpo di genio ben riuscito, forse un fenomeno commerciale, forse sarà completamente ignorato.

Di certo sarebbe interessante vederlo. Non perché fatto da disabili o per cedere a buoni sentimenti, ma con la speranza e il piacere di poter vedere un film diverso, nel suo modo di essere concepito, girato, realizzato, narrato.

La diversità, il guardare il mondo da un altro punto di vista, è interessante quando trova (cioè è messo nelle condizioni e riesce ad esprimersi) per creare e produrre altro, nell'arte e nella vita di tutti i giorni. Non quando cerca maldestramente e a fatica di rincorrere la normalità, per farsi accettare o per conformarcisi.

Commenti

Qualcosa del genere è già stato realizzato da 7 donne iraniane non vedenti. Si tratta del film "7 Blind Women Filmakers" (2008).
Una recensione è disponibile alla pagina: http://filmup.leonardo.it/7blindwomenfilmakers.htm
Un saluto
Simona Lancioni

Postato da simona il 08/02/2010 14:12 rispondi

E tu simona cosa ne pensi di quel film iraniano che ci segnali? Io l'avevo visto. L'idea sarebbe che queste donne sostituiscono ai loro occhi la videocamera e che noi quindi vediamo il mondo che, davanti a loro, non possono vedere. Nel concreto è una boiata inumana, una cosa di una noia disarmante che non ha il minimo interesse.
A tratti si prova anche dell'astio per le registe alle volte supponenti, alle volte in cerca della facile pietà, alle volte senza una minima idea su cosa fare.
Una trovata che dovrebbe fare leva sul nostro lato emotivo e pietistico ammantandosi di ricerca sperimentale sulle potenzialità della visione cinematografica. Ovviamente però non c'è nulla di tutto questo. E così, questo modo di narrare la diversità mi pare proprio un'occasione buttata via.
grazie matteo per le tue riflessioni.

Postato da carla il 08/02/2010 15:31 rispondi

Ciao Carla,
non ho visto il film, dunque non ne penso nulla. Mi sembrava però che le due iniziative avessero qualcosa in comune.
A livello personale mi incuriosisce che persone che non vedono possano scegliere un "canale visivo" per comunicare. Ne prendo atto. Penso che si debbano valutare gli esiti di volta in volta: come per tutte le altre comunicazioni (indipendentemente dal canale utilizzato).
Grazie a te.
ciao
Simona

Postato da simona il 08/02/2010 15:49 rispondi

anche un film che rispecchi la quotidianità delle famiglie con figli disabili gravissimi, totalmente non autosufficienti, sarebbe interessante, non si sa nulla di noi e dei nostri figli, se non quando qualche genitore decide di togliersi e toglire di mezzo il proprio erede un po 'FUORI NORMA :-)))))(((((((((
io come molte altre madri vivo in doppio ,volete sapere cosa significa?

Postato da marina cometto il 08/02/2010 20:13 rispondi

certo, racconta, a questo servono i blog.

Postato da anonimo il 09/02/2010 23:10 rispondi

Raccontare 37 anni su un blog caro anonimo non è proprio così semplice,sono proprio i particolari che fanno della nostra vita di "famiglia disabile"una esistenza un po' marziana:-), prendiamola in alllegria perchè altrimenti ............
intanto pensa (giusto per prenderla da lontano)un po' cosa possa essere per una persona che non conosce queste realtà per 37anni alzarsi ogni giorno e prima di iniziare la propria giornata svegliare , dare colazione , lavare e vestire il proprio figlio, non ci sono festività che tengano, ne malanni, dopo di che la giornata ha inizio come per tutti , ma intanto già un bel po' di lavoro è stato fatto , il marito al lavoro , gli altri figli a scuola, pagando qualcuno che per pochi minuti venisse a casa per non lasciare da solo il figliolo disabile , poi a casa e fare ciò che serve in ogni casa , pulizie, spesa se qualcuno viene a dare il cambio, intrattenimento del figlio, un po' di fisioterapia, qualche gioco ,cambio pannoloni, somministrare acqua, medicine, preparare pranzo , dare da mangiare al figlio che non può farlo da solo,attendere i figli che tornano da scuola se accompagnati da qualcun altro oppure pagare qualcuno che lo faccia per te o venga a vegliare sul figlio con disabilità .
già solo in quello che ho scritto possono scaturire una montagna di domande , svilupparle tutte ci vorrebbe un tempo superiore alle mie possibilità e devo scappare perchè la mia figliola reclama il pranzo.

Postato da Marina Cometto il 10/02/2010 12:42 rispondi

Questo film dovrebbe poter essere visto perchè provocherebbe veri, bellissimi dibattiti.

Postato da Fede il 14/02/2010 21:00 rispondi

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