Dicembre 2018

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MISCELLANEA

lo sapevate che...

Enrico Toti è stato il primo atleta paralimpico della storia. Senza una gamba, ha partecipato ugualmente alla Prima guerra mondiale. In bici

Eroe nazionale insignito della medaglia d’oro al valore militare, molti ricordano la figura di Enrico Toti dai libri di storia, in quella immane tragedia umana che è stata la prima guerra mondiale. Quel suo «Io nun moro» pronunciato in dialetto romanesco, che aveva accompagnato l’ultimo gesto della sua vita, ha fatto parte, per decenni, della memoria collettiva di un intero Paese. Il 6 agosto 1916, a Quota 85 di Monfalcone, Toti lanciò la stampella verso le file nemiche, prima di essere crivellato dai proiettili austriaci: «Tiè – le sue ultime parole – a me nun me serve più». Perché Enrico Toti, ferroviere romano del quartiere San Giovanni, amputato a una gamba a seguito di un incidente mentre lavorava alla lubrificazione di una locomotiva, a quella guerra non doveva andarci. E invece fece di tutto per partire volontario, raggiunse da solo il Friuli, fu arruolato, alla fine, in qualità di bersagliere in bicicletta e mandato al fronte, dove morì in combattimento, divenendo uno dei simboli di un’Italia giovane, che aveva voglia di crescere in fretta e che, per questo, aveva bisogno di modelli positivi cui ispirarsi. Fin qui la storia come la raccontano i libri, ma Toti fu senza dubbio molto di più, fu il pioniere di quello che oggi chiamiamo paralimpismo. Una vita complessa e straordinaria, fatta di imprese sportive leggendarie in grado di stupire ancora oggi. Dopo aver preso parte ad alcune gare di nuoto sul Tevere, nel 1911, in sella a una bicicletta da lui stesso modificata, arrivò in Lapponia dopo essere passato per Francia, Belgio, Olanda, Germania, Danimarca, Svezia, rientrando in Italia nel 1912 attraverso Russia e Polonia. Un anno dopo raggiunse l’Egitto fino al confine col Sudan, anticipando di decenni le gesta dei campioni dello sport paralimpico. Fu lui il primo grande rappresentante di un movimento che sarebbe nato solo dopo il secondo conflitto mondiale, il primo a lanciare un messaggio di assoluta normalità, il primo a dimostrare, attraverso lo sport, che i limiti troppo spesso esistono solo dentro di noi. [Stefano Tonali]

(Foto tratte dal libro scritto da Gabriella Toti e intitolato “Nun moro io...”. In vita e in morte di Enrico Toti, Aviani Editore, 1998).

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