Dicembre 2018

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RUBRICHE Lavoro

Lavoratori nelle coop di tipo B: cosa stabilisce la normativa

La legge 381 del 1991 disciplina la prestazione di attività lavorative nella cooperazione sociale da parte di persone con invalidità fisica, psichica e sensoriale e altri tipi di svantaggio.La soglia di invalidità deve essere superiore al 45%

Giorgia Di Cristofaro

Coloro che possono prestare attività lavorativa nelle cooperative sociali sono, tra gli altri, i soci e i soci volontari, lo esplicita all’art. 2 la legge 381 dell’8 novembre 1991, “Disciplina delle cooperative sociali”. I soci volontari sono definiti nello stesso articolo, mentre i soci sono definiti dalla legge 3 aprile 2001, n. 142.

Le cooperative sociali di cui trattiamo, ovvero quelle di tipo B, che hanno come scopo sociale l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate, devono impiegare almeno il 30% di persone con svantaggio che, compatibilmente con il loro stato, possono essere anche soci della cooperativa stessa.

Si considerano persone svantaggiate gli invalidi fisici, psichici e sensoriali, gli ex degenti di ospedali psichiatrici, anche giudiziari, i soggetti in trattamento psichiatrico, i tossicodipendenti, gli alcolisti, i minori in età lavorativa in situazioni di difficoltà familiare, le persone detenute o internate negli istituti penitenziari, i condannati e gli internati ammessi alle misure alternative alla detenzione e al lavoro all’esterno ai sensi dell’art. 21 della legge n. 354/1975, e successive modificazioni. Si considerano, inoltre, persone svantaggiate i soggetti indicati con decreto del presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro del Lavoro e della Previdenza sociale, di concerto con il ministro della Sanità, con il ministro dell’Interno e con il ministro per gli Affari sociali, decreto, si fa presente, mai emanato.

Quanto alla percentuale di invalidità, dei lavoratori invalidi fisici, psichici e sensoriali, circolari dell’Inps hanno stabilito che, nulla dettando la norma in merito al grado di invalidità, deve essere assunta come soglia di invalidità quella stabilita per l’avviamento obbligatorio al lavoro, ovvero una soglia minima superiore al 45%. Dunque nella cooperativa sociale di tipo A e B, possono essere presenti soci volontari e soci.

I soci volontari sono iscritti in un’apposita sezione del libro dei soci; il loro numero non può superare la metà del numero complessivo dei soci; non si applicano i contratti collettivi e le norme di legge in materia di lavoro subordinato e autonomo, a eccezione delle norme in materia di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali; a costoro può essere corrisposto soltanto il rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate, sulla base di parametri stabiliti dalla cooperativa sociale per la totalità dei soci; nella gestione dei servizi socio-sanitari ed educativi (previsti dal decreto legislativo 112/2017 art. 2, comma 1, lettere a, b, c, d, l, e p) la loro prestazione può essere complementare, non sostitutiva rispetto ai parametri di impiego di operatori professionali previsti dalle disposizioni vigenti; inoltre, le loro prestazioni non concorrono alla determinazione dei costi di servizio, fatta eccezione per gli oneri connessi agli infortuni sul lavoro, le malattie professionali e all’eventuale rimborso delle spese (art. 2 comma 3 e 4 legge 381/1991).

I soci lavoratori, invece, concorrono alla gestione dell’impresa partecipando alla formazione degli organi sociali e alla definizione della struttura di direzione e conduzione dell’impresa; partecipano all’elaborazione di programmi di sviluppo e alle decisioni concernenti le scelte strategiche, nonché alla realizzazione dei processi produttivi; contribuiscono alla formazione del capitale sociale e partecipano al rischio d’impresa, ai risultati economici e alle decisioni sulla loro destinazione; mettono a disposizione le proprie capacità professionali anche in relazione al tipo e allo stato dell’attività svolta, nonché alla quantità delle prestazioni di lavoro disponibili per la cooperativa stessa. I soci lavoratori instaurano con la cooperativa due distinti rapporti, uno di tipo associativo e uno di lavoro.

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