Dicembre 2018

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RUBRICHE Scuola

La nuova maturità 2019: cambia l’esame di Stato

Tempi più lunghi, prove differenziate, possibilità di avvalersi dei docenti di sostegno e degli assistenti per l’autonomia e la comunicazione. Di seguito tutti gli strumenti compensativi per gli studenti disabili che si preparano per il grande giorno

Antonello Giovarruscio

Le prove scritte del nuovo esame di maturità, conclusivo della scuola secondaria di secondo grado anno scolastico 2018/19, saranno due invece di tre, più l’esame orale, con una maggiore attenzione al percorso svolto dai ragazzi nell’ultimo triennio e un maggior punteggio assegnato al credito scolastico. Il decreto legislativo del 13 aprile 2017 n. 62 ha apportato significative innovazioni alla struttura e all’organizzazione dell’esame di Stato conclusivo dei percorsi di istruzione secondaria di secondo grado con disposizioni entrate in vigore dal primo di settembre 2018.

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, la legge di conversione del 21 settembre 2018 n. 108, con modificazioni del decreto legge 25 luglio 2018, n. 91, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative, ha differito al primo di settembre 2019 l’entrata in vigore del decreto legislativo n. 62/2017, riguardante i seguenti requisiti di accesso all’esame per i candidati: la prova a carattere nazionale predisposta dall’Invalsi per la scuola secondaria di secondo grado non sarà condizione obbligatoria per essere ammessi all’esame di Stato; l’alternanza scuola-lavoro continua a essere obbligatoria, ma anche in questo caso non costituisce condizione necessaria per essere ammessi all’esame finale come per la prova Invalsi.

Per poter essere ammessi alle prove bisognerà aver frequentato almeno i tre quarti del monte ore previsto, avere voto sei in ciascuna disciplina e avere la sufficienza nel comportamento. Il Consiglio di classe potrà deliberare l’ammissione anche con una insufficienza in una disciplina o gruppo di discipline valutate con un unico voto, ma dovrà motivare la propria scelta. A gennaio saranno comunicate agli studenti le materie della seconda prova, mentre a febbraio sarà pubblicata l’Ordinanza ministeriale relativa agli esami di Stato, con largo anticipo rispetto al passato. Per quanto riguarda le prove d’esame degli studenti con disabilità, vengono confermate le norme precedenti relative alla redazione del documento del 15 maggio, ovvero la possibilità di avere tempi più lunghi, la possibilità di avvalersi dei docenti per il sostegno o degli assistenti per l’autonomia e la comunicazione che hanno seguito lo studente durante l’anno per la predisposizione, lo svolgimento e la correzione delle prove.

Prima delle prove d’esame, il Consiglio di classe ne stabilisce la tipologia e se hanno o meno valore equipollente all’interno del Piano educativo individualizzato (Pei). La Commissione d’esame, sulla base della documentazione fornita dal Consiglio di classe relativa alle attività svolte, predispone una o più prove differenziate, in linea con gli interventi educativo-didattici attuati sulla base del Pei e con le modalità di valutazione in esso previste. Tali prove, se di valore equipollente, determinano il rilascio del titolo di studio conclusivo del secondo ciclo d’istruzione.

Agli studenti con disabilità, per i quali sono state predisposte dalla Commissione prove non equipollenti a quelle ordinarie sulla base del Pei o che non partecipano agli esami o, ancora, che non sostengono una o più prove, viene rilasciato un attestato di credito formativo recante gli elementi informativi relativi all’indirizzo e alla durata del corso di studi seguito, alle discipline comprese nel piano di studi, con l’indicazione della durata oraria complessiva destinata a ciascuna delle valutazioni, anche parziali, ottenute in sede di esame. Per i candidati non vedenti il Miur predispone anche la prima prova in formato Braille. Nel caso in cui gli allievi non conoscano il codice Braille è possibile richiedere la prova in formato audio o digitale e utilizzare gli ausili impiegati durante l’anno. Per i candidati ipovedenti il Miur predispone la prova in base alle richieste delle singole scuole (font più grande, ecc.).

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