Dicembre 2018

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DOCUMENTARI

Vincere l’afasia attraverso l’arte

Teatro, visite al museo e ora anche la produzione di una guida audiovisiva per scoprire le bellezze di una Torino, spesso sconosciuta agli stessi torinesi. Dall’inizio degli anni Duemila, nel capoluogo piemontese la Fondazione Carlo Molo accompagna le persone afasiche nel recupero dell’autonomia e dell’autostima attraverso la riscoperta di forme di comunicazione diverse da quella verbale. Perché l’afasia non solo è un’alterazione del linguaggio dovuta a lesioni delle aree del cervello deputate alla sua elaborazione, ma è una condizione in grado di minare l’intera sfera sociale e relazionale.

«Attraverso la cooperativa Cirp-Creare integrazione, resilienza, possibilità, e in collaborazione con la Asl, organizziamo attività nel campo dell’arte visiva, del teatro e della comunicazione», spiega Daniela Trunfio, responsabile dell’ufficio relazioni esterne della Fondazione Carlo Molo. «In particolare, abbiamo attivato il laboratorio teatrale Babel, che dal 2013 a oggi ha portato in scena quattro spettacoli scritti e interpretati da un gruppo di persone afasiche, insieme agli studenti di Scienze infermieristiche dell’Università di Torino. Abbiamo realizzato il progetto “Museo che emozione!” che, a partire dal 2010, ha condotto alla pubblicazione di quattro guide distribuite gratuitamente nelle biglietterie di altrettanti istituti museali e luoghi culturali. E, infine, quest’anno abbiamo prodotto la prima guida audiovisiva, dal titolo La nostra Torino». Nello specifico, si tratta di una video-guida turistica su quattro itinerari cittadini, realizzata in collaborazione con il Centro Cinedumedia dell’Università di Torino. Le persone afasiche hanno partecipato a tutte le diverse fasi della produzione, dalla scrittura dei testi allo speakeraggio, dalle riprese alle operazioni di montaggio. Ottenendo come risultato non un video fatto da afasici per altri afasici, ma una godibile guida divulgativa. [A.P.]

Nella foto le riprese del video La nostra Torino: Guida turistica insolita, realizzato da un gruppo di persone afasiche seguite dalla Fondazione Carlo Molo

In un corto le emozioni dei ragazzi trasformate in immagini.

S’intitola Il punto d’incontro, il corto d’animazione che trasforma le emozioni in immagini e racconta il mondo attraverso gli occhi di un gruppo di ragazzi con disabilità uditiva del laboratorio “Hey ti voglio raccontare 2017/18” realizzato dall’associazione Apic e dalla Fondazione Akusia in collaborazione con il servizio Passepartout del Comune di Torino. Il corto, che nel mese di novembre, è stato trasmesso anche nelle stazioni della metropolitana torinese, nasce da un laboratorio condotto con i ragazzi e focalizzato sull’emotività e le relazioni. E naturalmente racconta la nascita di una storia d’amore tra due giovanissimi. [A.P.]

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