Dicembre 2018

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CULTURA

TELEVISIONE

Le malattie rare secondo Netflix

La docu-serie Afflicted, a partire dallo scorso agosto su Netflix, ha un obiettivo ambizioso: raccontare la vita di sette persone colpite da malattie croniche senza cura, alla ricerca di un sollievo dal loro male. Come Bekah, che da un anno è andata a vivere nel deserto californiano, insieme al suo ragazzo Jessie, per via di una sensibilità cronica alle muffe. O come Jamison, un ex istruttore di ginnastica, che da quasi tre anni è confinato in una stanza buia a causa di una malattia chiamata encefalomielite mialgica, più nota come sindrome da fatica cronica. O ancora come Carmen, che dichiara un’elettro-ipersensibilità e sogna di trasferirsi a Green Bank, una località a sei ore di automobile da casa sua dove non esistono ripetitori.

Ma al di là dei sintomi sconcertanti, le cure incerte, l’assenza di risposte univoche da parte dei medici, quello che più sembra affliggere i pazienti è la solitudine. «È come se ti metti a gridare perché ti hanno puntato una pistola in bocca, ma gli altri dicono che te lo stai inventando», lamentano i malati. «Mi hanno detto che i sintomi erano solo nella mia testa», dice Jake a cui è stata diagnosticata la malattia di Lyme, una patologia di origine batterica che, nel suo caso, è causa di un’infezione all’orecchio interno, de-personificazione e depressione.

Il dubbio sulle cause fisiche o psicologiche delle varie malattie non riguarda però soltanto amici e familiari. Rappresenta il vero filo conduttore della docu-serie e lo stesso punto di vista del produttore Dan Partland che, fin dal primo episodio, chiede (e si chiede): «Sono malattie di origine psicologica? Di origine psicosomatica?».

Un dubbio che, abilmente dosato lungo le sette puntate che compongono la serie, ha fatto però infuriare i protagonisti. Alcuni si sono pentiti di aver partecipato alla riprese e, soprattutto, hanno accusato i produttori di aver distorto le loro storie attraverso l’uso strumentale di alcune opinioni mediche e un montaggio avveduto. Che mira più a catturare l’attenzione degli spettatori che a raccontare la complessa realtà di chi vive sulla propria pelle una malattia rara. [A.P.]

Sintomi strani, diagnosi controverse, cure non definitive. Sette persone con malattie croniche cercano risposte e un po’ di sollievo. Sono i protagonisti di Afflicted, docu-serie su Netflix.

Tra le righe, dove ogni storia diventa musica.

Il gruppo musicale Tra le righe è nato dal laboratorio per persone con problemi di salute mentale Personalmente, condotto a partire dal 2015 dal musicista Davide Zubani. Realizzato in collaborazione con l’associazione Punto. A Capo e il servizio di salute mentale della cooperativa Il Gabbiano di Pontevico (Brescia), il laboratorio musicale ha dato a tutti «la possibilità di condividere la loro storia di vita, e le varie fasi del loro disagio psichico, senza stigmi e tabù», ha detto Zubani. «Ogni storia che viene raccontata attraverso i testi è unica e merita di essere condivisa con sensibilità e discrezione poiché può rappresentare un’importante chiave di lettura per conoscere e apprezzare la diversità con cui si può vedere il mondo o vivere una vita». E dal lavoro svolto nel laboratorio sono nati anche due video-clip. [D.P.]

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