Dicembre 2018

Visualizza la pagina 49 di SuperAbile Inail di Dicembre 2018 in formato .pdf

Usa i tasti direzionali avanti e indietro della tastiera per sfogliare la rivista

Scarica la pagina in formato .pdf

Scarica l'intera rivista in formato .pdf

Scarica Adobe Reader per visualizzare le pagine in formato .pdf

CULTURA

TEATRO

Andrea Camilleri racconta Tiresia

Uno spettacolo teatrale, un lungometraggio trasmesso in sala a novembre e, infine, anche un libro. Dopo il successo dello scorso giugno al Teatro greco di Siracusa dinanzi a 4mila spettatori Conversazione su Tiresia, la performance scritta e interpretata da Andrea Camilleri, è approdata velocemente al cinema e, a inizio anno, il testo si trasformerà in un libro a cura dell’editore Sellerio.

È uno spettacolo che coinvolge, emoziona, diverte quello portato sul palco dall’ormai 93enne padre del commissario Montalbano. Camilleri ha perso la vista ma non la verve e, in questa prova, dimostra la sua proverbiale capacità di parlare al pubblico, con parole semplici e immediate, ma mai banali.

«Devo dirvi, e non vi sembri un paradosso, che da quando non ci vedo più, vedo le cose assai più chiaramente» è l’unico, ma toccante riferimento diretto alla propria vicenda personale. Per il resto, il testo si snoda tutto intorno alle vicissitudini dell’indovino cieco Tiresia che, nel corso dei secoli, hanno affascinato tanti scrittori e poeti della letteratura occidentale. Ed è proprio a loro che si rivolge Camilleri-Tiresia, in un dialogo serrato che ripercorre le diverse epoche storiche e le contraddittorie versioni della vita del misterioso indovino. I suoi interlocutori sono Omero, Sofocle, Seneca, Dante, T.S. Eliot, Apollinaire, Virginia Woolf, Borges, Pound, Pavese, Primo Levi, ma anche Woody Allen, che fa apparire Tiresia ne La dea dell’amore, Pasolini dell’Edipo Re e i Genesis di The Cinema Show, il brano sulle cui note si apre lo spettacolo.

«Ho trascorso questa mia vita a inventarmi storie e personaggi», ha detto Camilleri a Siracusa. «L’invenzione più felice è stata quella di un commissario conosciuto ormai nel mondo intero. Da quando Zeus, o chi ne fa le veci, ha deciso di togliermi di nuovo la vista, questa volta a 90 anni, ho sentito l’urgenza di riuscire a capire cosa sia l’eternità e solo venendo qui posso intuirla, solo su queste pietre eterne». [A.P.]

In alto una scena dello spettacolo Conversazione su Tiresia di Andrea Camilleri, per la regia di Roberto Andò e Stefano Vicario. Dallo spettacolo è nato un omonimo lungometraggio, prodotto da Palomar e distribuito al cinema da Nexo Digital solo il 5, 6, 7 novembre.

Uno speciale espositore tattile per visitatori ciechi e ipovedenti.

L’espositore consente la fruizione, attraverso calchi in resina e polvere di marmo, di cinque tra le opere più belle esposte al Museo Pio Cristiano, sede della collezione di scultura cristiana antica dei Musei Vaticani. In particolare, i cinque calchi, esposti vicino alle opere originali, rappresentano la statuetta del Buon pastore, un grosso frammento scultoreo databile intorno al 300 d.C., il coperchio di un sarcofago infantile di fine III secolo, la porzione centrale della fronte di un sarcofago perduto rappresentante un monogramma costantiniano, una porzione di un sarcofago a colonne della metà circa del IV secolo e un frammento del coperchio di un sarcofago del tardo IV secolo. [A.P.]

48