Dicembre 2018

Visualizza la pagina 26 di SuperAbile Inail di Dicembre 2018 in formato .pdf

Usa i tasti direzionali avanti e indietro della tastiera per sfogliare la rivista

Scarica la pagina in formato .pdf

Scarica l'intera rivista in formato .pdf

Scarica Adobe Reader per visualizzare le pagine in formato .pdf

  - CONTINUA DA PAGINA 26

Claudio Ciai, Museo del Tessuto di Prato e Fondazione CR Firenze. La manifattura Tex 90 digitalizza le immagini realizzate all’interno del laboratorio e le trasforma in stoffe pregiate. Chi le indossa non può dimenticare chi le ha create. Come Niccolò, che muove soltanto una mano e per dipingere sgocciola lo smalto sulla tela, sognando Pollock. O come Alessandro, che muove le braccia come se disegnasse cerchi concentrici. E poi c’è Laura, che partecipa alle attività pur avendo la necessità di star sdraiata sul lettino. Pierpaolo, che parla attraverso lunghi suoni vocali e dice «no» muovendo la testa. E Francesco, che ha cominciato a “vivere” dopo un concerto di Renato Zero. Marco, che parla e ride, infilando pennellate per tenere a bada le proprie insicurezze. E Silvia, che indossa un casco per evitare di farsi male durante gli improvvisi attacchi epilettici. Fabio, paralizzato dopo un incidente d’auto a 18 anni e oggi pittore ironico e disinvolto. Ernesto, innamorato dei colori e del rosso, tinta della passione. Sara, con la sua gamma di rosa e azzurri e il giovane Alessio, alle prese con spugne e pennelli.

Uomini e donne, ragazzi e ragazze che si raccontano attraverso l’arte. Restano qui, nella sede di Kepos, dalle 8 alle 16. Un centro diurno convenzionato con la Asl. Non solo arte, tantissime le attività sociali degli ospiti. Kepos in greco significa giardino. Non è un caso. Questo vecchio capannone è diventato un piccolo Eden. Ci sono gli ulivi, la bouganville, le piante d’alloro. E ci sono gli educatori che stimolano le persone con disabilità, le imboccano a pranzo, gli reggono il pennello per disegnare, si occupano della loro assistenza e del loro benessere. «Non esiste pietismo», assicura la presidente della cooperativa Tamara Michelini. «Per i nostri ragazzi la vita al centro è come un lavoro, attraverso l’arte c’è il riconoscimento della loro dignità. Chi compra i foulard, non li compra per fare un’opera di bene, ma perché sono oggetti bellissimi». Lo sono davvero, tessuti pregiati disegnati con passione, spontaneità e tanto impegno.

In queste pagine il laboratorio artistico La bottega di Kepos, a Prato, fautore del progetto “Calimala”

27