Dicembre 2018

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CRONACHE ITALIANE/2 Prato

Calimala: l’arte dei tessuti

Ogni giorno un gruppo di persone con disabilità frequenta il laboratorio artistico della cooperativa Kepos. Imparando a rielaborare le emozioni attraverso i colori. E dai loro dipinti nascono foulard pregiati e belli da indossare

Jacopo Storni

«Il giorno in cui mi sono svegliata, la mia vita la vedevo così: fuori il buio, dentro tanta voglia di vivere. Rosso, tanto amore per i miei figli. Verde, tanta speranza. Marrone, la cicatrice che esiste ancora oggi». La cicatrice di Mariateresa è il frutto di un evento traumatico, che le ha cambiato la vita per sempre, rendendola tetraplegica. Fino al 21 novembre 2006, Mariateresa viveva una vita normale, lavoro, famiglia, due figli piccoli. Da quel giorno, invece, parla muovendo gli occhi e indicando le lettere su una lavagna trasparente. Ha perso l’uso delle braccia e delle gambe, e si sposta in carrozzina. Ha ritrovato il gusto di vivere disegnando, associa i colori al suo stato d’animo. I suoi quadri raccontano la vita, prima felice, poi drammatica, oggi in bilico tra serenità e depressione.

Mariateresa frequenta La bottega di Kepos, laboratorio artistico del centro diurno della cooperativa sociale Kepos di Prato. Qui le persone con gravi disabilità esprimono gioie e dolori sulla tela. Spiega Francesco: «Il blu rappresenta la tensione e il disagio che provo quando non mi sento compreso e non riesco a esternare i miei problemi. Il rosso e il verde esprimono i sentimenti di affetto per gli amici. Il giallo è la gioia che sento quando la luce del sole illumina la giornata. Il rosso è la sensazione piacevole che mi pervade quando mi sento realizzato e in pace con me stesso».

Sensazioni riversate sulla tela, pennelli alla mano e smalti nel bicchiere. Addosso una “spolverina” gialla col proprio nome. Il risultato sono quadri dalle pennellate fugaci e frenetiche, dove angoscia e felicità si fondono. Caleidoscopio di colori, bellezza e sofferenza. Per loro, non è facile dipingere. Hanno le mani contratte, si muovono a fatica, spesso con gesti scomposti. Ma ci sono gli educatori che li seguono passo passo. Dipingono tutti assieme nell’atelier artistico della cooperativa, officina dell’arte, fabbrica della vita che dev’essere vissuta. La musica rock sparata dallo stereo, i pennelli che scorrono sulla tela. E loro che sorridono, sorridono senza fine, felici di esprimere se stessi attraverso la pittura.

Da queste immagini di scintillante bellezza nascono i foulard del progetto “Calimala-Atelier del tessuto”, una collaborazione tra Kepos, Fondazione

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