Dicembre 2018

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non ho invece avuto con mia figlia, per il semplice motivo che da genitori si ha un ruolo ben diverso. L’essere nonna ti permette di vivere i problemi in una dimensione diversa, un po’ distaccata». Il cruccio dei nonni, semmai, è quello di riuscire a essere di supporto ai loro figli. In altri termini, sono nonni per i nipoti, ma non smettono di essere genitori con i figli e non arretrano di fronte alle difficoltà. «La diagnosi di mio nipote mi ha permesso di essere consapevole delle sue difficoltà», ricorda Patrizia. «Si ha la certezza che il problema esiste e si può affrontare, che anche comportamenti strani hanno un motivo».

«I nonni si mettono alla ricerca di servizi e strutture che possono essere d’aiuto ai nipoti, si tengono informati su eventuali terapie innovative», aggiunge la psicologa. «Sono però molto rispettosi dei ruoli e lasciano che siano i figli a valutare e decidere». «Spesso accompagno mia figlia ai colloqui con gli specialisti oppure in altre occasioni, come la scelta della scuola materna», conferma Patrizia. «Sono un’ex insegnante, conosco bene questo mondo».

Anche se sono nonni come tutti gli altri, devono però confrontarsi con le difficoltà che i loro nipoti incontrano nella crescita. Patrizia, per esempio, sta imparando a usare la comunicazione aumentativa e alternativa: un insieme di tecniche, simboli e immagini che stimolano le capacità comunicative in chi ha difficoltà a parlare e scrivere. «Ogni giovedì pomeriggio viene a casa mia un’educatrice specializzata e con mio nipote giochiamo e utilizziamo questa tecnica. L’affetto è fondamentale, ma non basta, perché nella pratica bisogna imparare tutto ciò che aiuti i nostri nipoti a crescere».

Nelle foto alcuni operatori e bambini che frequentano l’associazione milanese L’Abilità. Alla base dell’associazione, nata nell’ottobre del 1998 grazie all’iniziativa di un gruppo di genitori di bambini con disabilità e di operatori, vi è l’idea che ogni bambino ha il diritto di giocare, qualunque sia la sua condizione. Dal 2000 L’Abilità, offre uno “Spazio Gioco” frequentato finora da 270 bambini (da zero a dieci anni), che hanno giocato complessivamente per oltre 12mila ore. E da novembre lo “Spazio Gioco” si è arricchito della Stanza incantata, la Stanza dei colori, la Stanza del tocca a me, quella dei racconti, la cucina, un atelier e un salone per i giochi motori.

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