Dicembre 2018

Visualizza la pagina 15 di SuperAbile Inail di Dicembre 2018 in formato .pdf

Usa i tasti direzionali avanti e indietro della tastiera per sfogliare la rivista

Scarica la pagina in formato .pdf

Scarica l'intera rivista in formato .pdf

Scarica Adobe Reader per visualizzare le pagine in formato .pdf

  - CONTINUA DA PAGINA 12

con birilli e guanti ruvidi, pantaloni da battaglia e gocce di sudore. Entrambi tetraplegici con uso limitato di braccia e mani per via di un incidente, raccontano la loro missione dispensando larghi sorrisi e gentilezza, prendendo fiato dopo il riscaldamento incalzante di Miriam Carpentieri, amica e preparatrice atletica del duo.

«Siamo ancora agli esordi, ma il nostro progetto vuole diventare gradualmente un centro di professionalità del rugby in carrozzina», dicono, «per dare una nuova opportunità alle persone con disabilità di Roma e provincia, promuovendo anche un contesto fortemente inclusivo e partecipativo, capace di autofinanziarsi e di ispirare nuove realtà simili nel panorama paralimpico italiano. Il traguardo è quello di allenare almeno 20 nuovi atleti, sia a livello agonistico che amatoriale, formare fisioterapisti, arbitri, allenatori e organizzare un evento internazionale di rugby in carrozzina qui nella Capitale, contribuendo così anche alla creazione di un campionato professionale italiano, a oggi mancante».

Le carrozzine da gioco, più incavate e con le ruote coperte di placche metalliche e speroni per fermare o attutire lo scontro con l’avversario, giacciono vuote sotto il canestro, parcheggiate tra due cilindri di plastica verde che segnano l’area di meta. Seppur le regole siano state riadattate la disciplina mantiene i tratti “fisici” del rugby, dove ruzzoloni, botte, rincorse e cadute sono il pane quotidiano e l’ironia è a dir poco disarmante, come dimostrano le frasi stampate nei sottobicchieri marchiati Romanes: «Terzo tempo? Siamo già seduti» o la più utilizzata «Gli scarpini ci durano vent’anni».

  - CONTINUA A PAGINA 15

14