Ottobre 2018

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CINEMA/1

Pistorius: da campione a killer

I femminicidi, purtroppo, sono all’ordine del giorno: fatti di cronaca a cui siamo tristemente “assuefatti”, come fossero ineluttabili. Ce ne sono alcuni, però, che hanno un’eco mediatica planetaria, per l’immagine pubblica dei protagonisti. Come quello che ha visto l’atleta paralimpico sudafricano Oscar Pistorius, la notte di San Valentino di cinque anni fa, uccidere a colpi di pistola nella sua villa di Pretoria la fidanzata e modella Reeva Steenkamp, che si era barricata in bagno nel vano tentativo di difendersi. Questa la verità emersa dal processo e ricostruita dal film biografico Oscar Pistorius: campione omicida (nel titolo originale: Blade runner killer), mandato in onda in prima visione da Tv8 lo scorso 21 luglio e disponibile in streaming online su varie piattaforme.

La pellicola, per la regia di Norman Stone, è stata realizzata negli Stati Uniti lo scorso anno ed è uscita a novembre. In 79 minuti, forse pochi per un dramma di tale complessità, ricostruisce il rapporto fra Oscar e Reeva, durato appena quattro mesi, oltre ai mesi del processo seguito al delitto. Si evidenziano le tensioni e le liti fra i due per motivi di gelosia, per l’eccessiva esposizione mediatica che condiziona ogni uscita pubblica, per le ossessioni di controllo di lui sui comportamenti di lei: la chiama e le manda messaggi compulsivamente, le impedisce di mangiare dolci in osservanza alla dieta e alla forma fisica perfetta da ostentare, le contesta post sui social che possono adombrare la sua immagine di atleta perfetto e integerrimo. Ne viene fuori un ritratto negativo di Pistorius, fissato con l’uso delle armi e dominato dalla paura di essere derubato in casa, narcisista fino all’inverosimile, in adorazione di se stesso e contro chiunque possa ostacolarne l’ascesa nel successo; Reeva, quindi, deve comunque stargli sempre accanto ma un passo indietro, nell’ombra, per non oscurare la sua luce. Ma al tempo stesso viene delineata la fragilità affettiva di entrambi come persone e come coppia, nonostante siano giovani, belli e famosi. Gli interpreti, Toni Garrn e Andreas Damm, traducono con grande espressività questo smarrimento, anche se il film si schiera evidentemente con la vittima. Per questo la famiglia Pistorius ha condannato aspramente la pellicola, sconfessando il rapporto conflittuale fra i due e ritenendola «un’errata e grossolana interpretazione della verità – ha detto Carl, fratello di Oscar –. Gli autori erano interessati solo a presentare la versione accusatoria che il pubblico ministero ha voluto dare al processo fin dall’inizio». [L.B.]

Sopra, Oscar Pistorius e Reeva Steenkamp. A sinistra, la scena finale del film. Ad aprile la Corte Suprema del Sudafrica ha respinto la richiesta di appello del campione paralimpico, che aveva chiesto la revisione della condanna a 13 anni e cinque mesi, più che raddoppiata lo scorso novembre al termine del processo di secondo grado. È stato quindi accolto il ricorso della pubblica accusa, secondo cui la sentenza di primo grado, sei anni, era «lieve in modo sconvolgente».

Bebe Vio doppiatrice di Voyd, superoina degli Incredibili 2

Uscito nelle sale il 19 settembre, nel resto del mondo il cartoon targato Disney ha già incassato 781 milioni di dollari. Gli Incredibili 2, sequel del film di animazione uscito 14 anni fa, ha un’altra sorpresa in serbo: fra i doppiatori compare anche Beatrice Vio, alla sua prima volta sul grande schermo. Campionessa paralimpica di scherma in carrozzina, già apparsa in tv con Il diario di Bebe per Sky Sport e La vita è una figata su Rai1, nella pellicola presta la voce a Voyd, giovane eroina con supertuta e capelli in toni acidi, capace di spostare oggetti e persone creando “buchi” nella realtà. «È una supereroina mezza matta, che parla veloce, iperattiva, un po’ sfigata in certe cose. Doppiare è stato difficile ma mi sono divertita tanto; la cosa più faticosa sono state le due scene in cui mi arrabbio: per quelle due frasette da arrabbiata mi è servito più tempo che per la somma di tutte le altre. Io, di solito, quando mi arrabbio, sto zitta», ha dichiarato Bebe. [L.B.]

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