Ottobre 2018

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EDITORIALE di Luigi Sorrentini - Direttore Centrale Prestazioni Socio-Sanitarie, Inail

Sport senza barriere con la Giornata paralimpica

L’iniziativa coinvolge varie città italiane, allo scopo di far conoscere e diffondere quanto più possibile la pratica sportiva tra le persone disabili

Il 28 settembre prossimo si celebrerà la dodicesima Giornata nazionale dello sport paralimpico. Il futuro è d’obbligo, perché questo editoriale va in stampa a pochi giorni dalla manifestazione promossa dal Comitato italiano paralimpico, anche se il numero della rivista arriverà nelle case degli abbonati nel mese di ottobre, a evento già concluso. Siamo certi, tuttavia, che anche questa dodicesima Giornata sarà una festa e un successo come e più delle precedenti edizioni. Sempre più persone, infatti, conoscono e apprezzano lo sport paralimpico. E soprattutto sempre più persone sembrano aver finalmente compreso che quello paralimpico deve essere considerato sport a tutti gli effetti e che le competizioni degli atleti disabili non hanno nulla da invidiare, né per qualità del gesto atletico né per capacità di intrattenimento, a quelle degli sportivi normodotati.

Anche quest’anno la Giornata nazionale dello sport paralimpico coinvolgerà contemporaneamente tre città – Milano, Roma e Reggio Calabria –, allo scopo di diffondere quanto più possibile la pratica sportiva tra le persone con disabilità. In tale ottica assume particolare valenza la collocazione dell’evento lombardo nell’ambito della prima edizione della “Fiera del turismo sportivo e accessibile, tempo libero, ambiente e benessere (World Sport Tourism Show)”, in programma a Malpensa Fiere dal 27 al 30 settembre. Da sottolineare il coinvolgimento degli studenti con disabilità e non che, nelle città sedi della Giornata nazionale dello sport paralimpico, avranno modo di sperimentare direttamente le diverse discipline in palestre multidisciplinari appositamente allestite. All’interno di questo contesto troveranno spazio anche diversi progetti di sport integrato, che consentiranno ai giovani di misurarsi fianco a fianco, superando nei fatti le barriere fisiche e mentali e dimostrando, con la forza dell’esempio, che lo sport può essere davvero praticato da tutti indistintamente. Perché se è vero che diventare campioni non è da tutti, è però innegabile che ognuno può impegnarsi in una disciplina sportiva, a prescindere dal tipo e dal grado di disabilità.

Per quanto ci riguarda più da vicino, dal nostro particolare osservatorio, grazie anche e soprattutto alla pluriennale collaborazione con il Comitato italiano paralimpico, abbiamo avuto modo di constatare gli effetti benefici dello sport sui nostri infortunati. Sappiamo per certo, infatti, che chi ha scelto di praticare una disciplina sportiva ne ha poi giovato in termini di benessere generale e inclusione sociale, obiettivi essenziali della tutela garantita dall’Istituto.

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