Ottobre 2018

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SPORT Scocca la freccia

Un nuovo inizio grazie all’arco

Arrivato in Italia dalla vicina Albania nel 2002, Kelmend Cekaj faceva l’operaio a Legnano. Due anni dopo, però, un brutto incidente sul lavoro gli porta via una mano. Nel 2017 l’incontro con il para-archery, categoria compound. Con risultati inattesi e molte ambizioni per il futuro

Giovanni Augello

È bastato far scoccare una sola freccia per far innamorare Kelmend Cekaj, operaio di Legnano di origini albanesi, del tiro con l’arco. Un colpo di fulmine, visto che in meno di due anni, Cekaj non solo ha imparato a usare l’arco, ma è riuscito anche a scalare il podio ai campionati italiani di para-archery. Arrivato in Italia nel 2002, inizia a lavorare per un’azienda lombarda che si occupa di materie plastiche. Due anni dopo, a causa di un incidente sul lavoro, perde una mano.

«Per me che non sono neanche mancino – racconta – perdere la mano destra a 35 anni è stato molto difficile». Fin dal 2004, Cekaj viene preso in carico dalla Sede Inail di Legnano, ma viene seguito anche dal Centro protesi di Vigorso di Budrio (Bologna) per la fornitura di protesi ad alto contenuto tecnologico. «L’Inail mi ha sostenuto moltissimo fornendomi protesi di ultima generazione – spiega –. Non sostituiranno mai la mano che ho perso, ma mi aiutano molto».

C’è voluto tempo per prendere confidenza con le protesi, ma a Kelmend piacciono le sfide. Anche oggi, a quasi 50 anni d’età. È poco più di un anno, infatti, che ha deciso mettersi alla prova in ambito sportivo e la scelta di sperimentare il tiro con l’arco non è stata casuale. «È stata una sfida con me stesso – racconta –. Facendo qualche ricerca su Internet, ho visto che ci sono tanti altri atleti che praticano tiro con l’arco anche se non hanno una mano. La mia passione è nata senza che io capissi cosa stessi facendo».

A favorire l’incontro con questo sport, nel 2016, una convenzione tra Inail e Comitato italiano paralimpico. «L’assicurato è stato sensibilizzato rispetto alla possibilità di avvicinarsi al mondo dello sport – racconta Giorgia Albanese, assistente sociale della Sede Inail di Milano –. Grazie all’attività di orientamento svolta dal referente del Cip, Cekaj si è così accostato alla disciplina del tiro con l’arco. Lo svolgimento di un’attività sportiva, infatti, ha ricadute positive sul benessere psicofisico degli infortunati, favorisce percorsi di reinserimento sociale e rappresenta per alcuni una forma di

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