Ottobre 2018

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INSUPERABILI Intervista a Gioia Di Biagio

Le cicatrici raccontano la storia della mia vita

L’artista e performer fiorentina convive con una malattia rara chiamata Ehlers-Danlos. Che rende le articolazioni fragili e la pelle delicata come la seta. Ma che le ha insegnato a rialzarsi sempre dopo una caduta. E ad apprezzare la forza della fragilità

Antonella Patete

Ci vuole tempo, dedizione, perseveranza per accettare il proprio corpo e adattarsi alla sua fragilità. Un percorso incerto e avventuroso che riguarda tutti noi ma che, se ti capita di avere una malattia rara responsabile di rendere la pelle fragile come la seta, le articolazioni morbide e soggette a lussazioni, l’organismo incline alla stanchezza cronica, si arricchisce di nuovi e più intensi significati. È ciò che accade all’artista e performer 33enne fiorentina, Gioia Di Biagio, che ha scelto di raccontare la sua vita con la sindrome di Ehlers-Danlos nel volume autobiografico Come oro nelle crepe. Così ho imparato a rendere preziose le mie cicatrici (Mondadori). Un libro catartico che ripercorre le tappe fondamentali di un viaggio interiore dalla negazione all’accettazione, fino alla scoperta del valore della fragilità. E che alla fine trova nell’arte giapponese del kintsugi la metafora ideale: rimettere a posto i pezzi della propria vita attraverso l’oro, così come questa antica tecnica fa con le porcellane rotte.

Gioia, lei ha deciso di raccontare la storia della sua vita attraverso quella delle sue cicatrici. Da dove nasce questa scelta?
Le cicatrici sono la parte più visibile della sindrome di Elhers-Danlos, perché ci sono anche tanti dolori che però si possono raccontare ma non condividere pienamente. A un certo punto ho deciso di non vergognarmi più delle mie cicatrici e di vederle come “tatuaggi di vita”, perché è come se avessi scritto un libro sul mio corpo: ogni cicatrice ha un nome, una data e una storia.

Quali raccontano meglio la sua vita?
La cicatrice più grande è quella che mi provocò una baby-sitter all’età di due anni: ero una bambina microscopica e

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Il volume autobiografico firmato da Gioia Di Biagio, edito da Mondadori, s’intitola Come oro nelle crepe. Così ho imparato a rendere preziose le mie cicatrici (248 pagine, 16,50 euro). In alto: foto di Ilaria Di Biagio, sorella di Gioia (ilariadibiagio.com).

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