Ottobre 2018

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ria d’istruzione scolastica, istruzione superiore ed educazione degli adulti –, l’Agenzia nazionale Erasmus+ Inapp per il settore Istruzione e formazione professionale, l’Agenzia nazionale per i giovani in ambito di educazione informale degli under 30. Quindi non sono soltanto gli universitari ad andare a studiare in giro per l’Europa.

Ma diamo un po’ di numeri. Nel 2017 l’Agenzia Erasmus+ Inapp per il settore Istruzione e formazione professionale ha finanziato 29 progetti che hanno coinvolto ragazzi con bisogni speciali, quasi il triplo rispetto all’anno precedente: nel 2016, infatti, erano stati appena dieci, nove nel 2015 e 20 nel 2014. Nell’ambito dei questi progetti, in questi anni, hanno potuto partecipare a esperienze professionalizzanti di mobilità transnazionale in Europa 709 giovani con disabilità (683 in azienda, 26 in scuole o centri di formazione professionale). In questo quadriennio il finanziamento totale approvato per questa tipologia di progetti è stato di oltre 21 milioni di euro, mentre a presentarli sono stati soprattutto scuole e istituti professionali (25), enti di formazione (14), organismi del Terzo settore (13), aziende (8) e pubbliche amministrazioni (7). «Tra gli obiettivi del programma Erasmus+, infatti, c’è la promozione dell’equità e dell’inclusione: per questo possono accedere alle opportunità offerte anche ragazzi con disabilità fisiche, cognitive e sensoriali, con difficoltà di apprendimento, con problemi economici in famiglia o di origine straniera – spiega Rossano Arenare dell’Agenzia Erasmus+ Inapp per il settore Istruzione e formazione professionale –. Si cerca in questo modo di abbassare il livello di abbandono scolastico, migliorare la conoscenza delle lingue straniere, aumentare le competenze personali e professionali, preparare al mondo del lavoro, sviluppare maggiore autonomia nei giovani», compresi quelli con disabilità.

A partecipare sono apprendisti, studenti, neodiplomati o neoqualificati, che fanno un’esperienza professionalizzante o un tirocinio all’estero in imprese o altri contesti di lavoro, scuole o centri di formazione. «Per i giovani con bisogni speciali i costi sono coperti al 100% e comprendono, oltre alle spese di viaggio, vitto e alloggio e alla presenza di un accompagnatore, anche l’eventuale acquisto di qualsiasi supporto in grado di facilitare la loro partecipazione e, laddove necessario, perfino il coinvolgimento di personale specializzato come il logopedista o il fisioterapista». Purtroppo, però, la percentuale di studenti con bisogni speciali che prende parte a questo tipo di attività

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