Luglio 2018

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ACCADE CHE...

DISCRIMINAZIONI

Anche le strutture residenziali per disabili e anziani nel mirino del Garante dei detenuti

Anche le strutture residenziali per disabili e anziani non autosufficienti figurano nella Relazione al Parlamento presentata il mese scorso dal Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale. Il Garante nazionale, Mauro Palma, ha assunto l’impegno di monitorare il variegato mondo delle strutture per persone vulnerabili capillarmente sparse nel territorio del Paese e a volte poco trasparenti. «Sono luoghi in cui accudimento e controllo si confondono frequentemente», ha detto.

Gli ultimi dati Istat disponibili, e non particolarmente aggiornati in quanto risalenti al 31 dicembre 2014, parlano di 13.203 strutture e 386.072 ospiti, il 75% dei quali di età superiore ai 65 anni a fronte di un 5,2% di minori (circa 20mila). In particolare si tratta di 273.316 persone con disabilità e non autosufficienza, tra cui 3.147 minori con disturbi mentali dell’età evolutiva e 51.593 adulti con disabilità e patologia psichiatrica. Affinché gli ospiti non subiscano forme di segregazione, di riduzione impropria degli spazi di libertà personale o di violenza, il Garante ha attivato la costruzione di un’Anagrafe.

Nel corso della sua Relazione, Palma si è soffermato anche sui trattamenti sanitari obbligatori (tso), ovvero i ricoveri psichiatrici coatti, attuati quindi contro la volontà del paziente. Tali trattamenti, che dovrebbero rappresentare una misura estrema da applicare con cautela e solo dove strettamente necessaria, non sono utilizzati uniformemente sul territorio nazionale. Per esempio nelle Marche il tasso per 10mila abitanti si attesta al 5,68, mentre in Basilicata è pari allo 0,72. Un altro problema è poi quello della mancanza di dati certi, che rendono più difficile l’attività di monitoraggio e prevenzione di eventuali abusi. Per questo il Garante «raccomanda che sia predisposto un Registro nazionale dei tso». [A.P.]

IN PIAZZA

Roma: il 15 luglio appuntamento con il Disability Pride

Orgoglio disabile. Sfilerà per la prima volta a Roma il Disability Pride Italia, l’evento nato nel 2016 sulla scia di quello di New York per ribadire anche nel nostro Paese conquiste e diritti. Il corteo e gli spettacoli si terranno, in contemporanea con altri Stati, il 15 luglio. L’appuntamento è nel tardo pomeriggio al Colosseo per raggiungere piazza del Popolo.

Il “Manifesto 2018” evidenzia le finalità dell’iniziativa, ovvero il rispetto della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità: uguaglianza, pari opportunità, lavoro, no barriere architettoniche, inclusione sociale e vita autonoma, in un percorso che sia insieme istituzionale, culturale e di cittadinanza attiva. Quest’anno l’evento è frutto di una sinergia tra diverse realtà: Disability Pride, Fondazione Anmil “Sosteniamoli subito”, FederTrek, Parent Project onlus, Ufficio politiche per la disabilità Cgil, Commissione di Ateneo Tor Vergata, Habilia onlus, Emergenza Sordi, Gift, Aisa Lazio. «È ora di esserci: siamoci!», hanno detto Alex Zanardi e Makkox negli spot di lancio dell’iniziativa.

MONDO INAIL

Sì al climatizzatore per gli assistiti

L’Inail può autorizzare la spesa per il condizionatore. Lo stabilisce l’articolo 43 della circolare n. 61/2011 “Regolamento per l’erogazione agli invalidi del lavoro di dispositivi tecnici e interventi di sostegno per il reinserimento nella vita di relazione”. I sistemi per il controllo del microclima ambientale in casa possono essere erogati, ove sia accertata la necessità da parte dell’équipe multidisciplinare, a favore degli assicurati tetraplegici o tetraparetici o con difficoltà di termoregolazione autonoma o con grave insufficienza respiratoria cronica o permanentemente allettati. La fornitura comprende il montaggio e l’installazione, interventi murari o modifiche impiantistiche. I costi della manutenzione, invece, sono a carico dell’assistito.

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