Luglio 2018

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MISCELLANEA

senza limiti

Quell’alpinista con le protesi che ha scalato l’Everest a 69 anni

Ha coronato il suo sogno: arrivare in cima all’Everest. Dopo quattro tentativi falliti, l’alpinista cinese Xia Boyu ce l’ha fatta nonostante non sia più un ragazzino (ha 69 anni) e a dispetto delle due protesi: sono il suo supporto dopo aver subito l’amputazione di entrambe le gambe proprio a causa di una precedente spedizione finita male, sempre sulla stessa vetta. Con ramponi e picozze è riuscito a scalare gli 8.848 metri della montagna più alta del mondo insieme a sette compagni: un’impresa epica. Nel 2017 il governo del Nepal aveva deciso di vietare la scalata dell’Everest, per motivi di sicurezza, alle persone cieche o con doppia amputazione. Tutto è cambiato lo scorso aprile, quando la Corte suprema ha annullato la restrizione, definendola «discriminatoria».

promossi

A Caltanissetta in gara le diverse abilità nella ristorazione

Sette gruppi per un totale di undici partecipanti (perché c’è anche chi ha gareggiato da solo) si sono sfidati a Caltanissetta per il primo concorso “Le diverse abilità nella ristorazione”. Una sfida a colpi di dessert flambé e abbinamento vino-cibo rivolta a camerieri disabili, soprattutto con sindrome di Down, organizzata da Amira (Associazione maîtres italiani ristoranti e alberghi) della Sicilia centrale e da “Un posto tranquillo”, risto-bistrot solidale di San Cataldo. Tra loro anche un giovane in arrivo da Trento. La finalità? «Sensibilizzare il mondo della ristorazione all’inserimento lavorativo di questi giovani», ha spiegato Giuseppe Pinzino, fiduciario della sezione locale dell’Amira e responsabile del ristorante. «Alla fine tutti promossi, perché sono stati tutti davvero bravi».

al buio

Un corso di self make up per donne uniche, speciali e coraggiose

Voglia di sentirsi belle. Rossella, Luisa, Loredana, Francesca e Stefania, tutte seguite dalla Lega del filo d’oro di Lesmo (in provincia di Monza e della Brianza), hanno trascorso una giornata speciale grazie al supporto delle educatrici dell’associazione – che si occupa di persone sordocieche o con deficit psicosensoriali – e ai consigli di Ela, truccatrice professionale che con disponibilità e talento si è messa a disposizione del gruppo, insegnando l’arte del make up. Le partecipanti hanno dimostrato che per saper usare fondotinta, fard, rossetto, ombretto, mascara e matita non servono né la vista né l’udito e che per piacersi basta davvero poco. Perché la vera bellezza di una persona non è certo questione di trucco. (Foto: legadelfilodoro.it)

spot

Jacopo: ecco tre buone ragioni per invitare l’amico disabile a una festa

Fa il dj ed è un fenomeno alla consolle, «locomotiva perfetta per i vostri trenini e posso stupirvi con le mie incredibili evoluzioni»: sono i tre ottimi motivi per invitare a una festa Jacopo Verardo e chi, come lui, ha una disabilità motoria, dovuta magari alla distrofia di Duchenne. Sono le tre “buone ragioni” che il 15enne di Cordenons (Pordenone) ha voluto raccontare nello spot Non è la solita pubblicità progresso, ideato e interpretato per la onlus Parent Project. Su YouTube lo spot, ambientato in una classe delle scuole medie, è nato da un’intuizione dello stesso Jacopo ed è stato girato da tre giovani che convivono anche loro con la distrofia muscolare di Duchenne: Luca Buccella, Lorenzo Santoni e Carlo Guglielmo Vitale, in collaborazione con Arim video.

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