Luglio 2018

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RUBRICHE Previdenza

Inabilità lavorativa: a chi spetta e come funziona

È un assegno di accompagnamento erogato dall’Inps ai lavoratori dipendenti o autonomi che non siano più in grado di svolgere qualsiasi tipo di occupazione. Occorrono però almeno cinque anni di anzianità contributiva

Gabriela Maucci

L’assegno di accompagnamento Inps, denominato assegno mensile per assistenza personale e continuativa, viene concesso soltanto ai lavoratori – dipendenti o autonomi, iscritti all’assicurazione generale obbligatoria dell’Inps – a cui è stata riconosciuta la pensione per inabilità lavorativa. Questo assegno è diverso dall’indennità di accompagnamento concessa agli invalidi civili, infatti, in quest’ultimo caso, l’accertamento dipende dalla commissione medica dell’Asl e può essere riconosciuto a tutte le persone, indipendentemente dall’età e dell’attività lavorativa.

Per presentare domanda di pensione per inabilità lavorativa è indispensabile avere un’anzianità contributiva pari o superiore a cinque anni, anche non continuativi, di cui almeno tre anni versati nei cinque anni precedenti alla domanda di pensione. In assenza di questo requisito contributivo, non è possibile ottenere la pensione ordinaria d’inabilità lavorativa. Si precisa, inoltre, che per il riconoscimento di questo trattamento pensionistico è necessario avere un’infermità fisica o mentale non derivante da causa di servizio, accertata dalla commissione medica dell’Inps, che determini un’invalidità tale da provocare un’assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi lavoro. Di conseguenza, nel caso non si possa accedere alla pensione d’inabilità lavorativa, per mancanza di requisiti, ovviamente non sarà possibile ottenere nemmeno l’assegno di accompagnamento Inps, perché la concessione di quest’ultimo è legato al riconoscimento o meno della pensione d’inabilità.

Tuttavia, per ottenere l’assegnoin questione è necessario anche che l’interessato si trovi nell’impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore, oppure che abbia bisogno di un’assistenza continua non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita (art. 5, comma 1, legge 222/84). L’importo dell’assegno è previsto nella stessa misura dell’assegno personale e continuativo erogato dall’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali (Inail), è concesso a domanda dell’interessato e può essere richiesto contestualmente alla domanda di pensione di inabilità. Diversamente dalla pensione d’inabilità, l’assegno non è reversibile ai superstiti, quindi cessa di essere corrisposto alla morte del titolare.

L’assegno non spetta per i periodi di ricovero in istituti di cura o di assistenza a carico della pubblica amministrazione oppure nei casi di ricovero in istituti di cura o di assistenza privati, quando la relativa spesa sia assunta in carico dalla pubblica amministrazione.

È altresì incompatibile con l’assegno mensile di assistenza personale e continuativa corrisposto dall’Inail, mentre può coesistere con l’indennità di accompagnamento concessa per invalidità civile solo se non derivante dalla stessa infermità che ha determinato il riconoscimento della pensione di inabilità, altrimenti esiste il diritto di opzione per il trattamento più favorevole. La domanda deve essere presentata all’Inps esclusivamente online, direttamente dall’interessato attraverso il servizio destinato, oppure – in alternativa – tramite gli enti di patronato e intermediari dell’Istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

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