Luglio 2018

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CULTURA

CORTOMETRAGGI

Disabilità fa rima con normalità

S’intitolano Io non ho paura, Monsieur et madame Piccioli e La forza del silenzio le tre opere dedicate al mondo della disabilità finaliste al premio L’anello debole 2018. Racconti carichi di forza, ma soprattutto di una profonda e ricercata normalità. Dalla sclerosi multipla, «compagna di viaggio ingombrante» di Simona, alla storia di «autismo e amore» di due gemelli monozigoti, passando per il delicato racconto di Laurent e Julie, nati con la sindrome di Down e innamorati da 25 anni.

Partito da un’intuizione del giornalista Giancarlo Santalmassi e dalla convinzione che, la forza della catena della comunicazione dipenda «dalla resistenza del suo anello debole», il riconoscimento è promosso dalla Comunità di Capodarco di Fermo e viene assegnato a giugno ai migliori video e audio cortometraggi (giornalistici e di fiction) che trattano tematiche a forte contenuto sociale. Quest’anno hanno partecipato 173 opere, provenienti da 15 Paesi; fra le 19 finaliste scelte da una giuria di qualità, tre storie hanno come filo conduttore la disabilità.

Per la categoria “Audio cortometraggi”, supera la selezione Io non ho paura, lavoro inedito di Elisabetta Ranieri e Giada Valdannini. Protagonista Simona, 43 anni e una diagnosi di sclerosi multipla primariamente progressiva, che le ha fatto perdere in appena quattro anni l’uso delle gambe e delle braccia. Ma lei non molla di un centimetro e non ha mai rinunciato alla sua autentica vocazione: viaggiare. Un medico le disse: «È meglio che rimanga a riposo e lontana dal caldo»; lei, per tutta risposta, ha preso ed è partita per il Brasile, prima tappa di una serie di viaggi. La sedia a rotelle è «un ostacolo ma non insormontabile». È la voce di una «girovaga di professione» ad accompagnare lo spettatore nel “viaggio” più difficile, con una chiara e rassicurante direzione finale: «Essere felice». Perché Simona non ha la minima intenzione «di darla vinta alla malattia».

Invece Gennaro e Maurizio sono i gemelli autistici raccontati ne La forza del silenzio di Salvatore Esposito, in concorso per la categoria “Cortometraggi della realtà”. «L’autismo è l’impensabile», confidano i genitori, aggiungendo: «Man mano, insieme, abbiamo percorso un sentiero e questo sentiero è diventato una strada. Oggi stiamo proponendo ad altre famiglie un’autostrada». Un documento affettuoso e profondo, a tratti pieno di smarrimento, con una comunicazione fatta «con gli occhi e con la mimica facciale». Un dialogo pieno di “carezze e morsi” in un continuo confronto fisico, che a volte misura forza, in altre, resistenza.

Il lavoro, la spesa, la vita di coppia, il tema di un figlio. Tenera e tenace è la quotidianità di Laurent e Julie, nati con la sindrome di Down e protagonisti del documentario Monsieur et madame Piccioli di Fabio Falzone, finalista della sezione “Cortometraggi di fiction”, che in punta di piedi fa entrare in una casa accogliente per condividere le piccole e grandi difficoltà di ogni giorno vissute da due innamorati, «uniti da una vita organizzata nei minimi dettagli e dalla lotta contro il tempo che passa».
[Sabrina Lupacchini]

Al Capodarco L’Altro Festival, il 22 giugno scorso, è stato assegnato il XII premio internazionale L’anello debole, istituito nel 2005 dalla Comunità di Capodarco (Fermo) per i migliori cortometraggi video e audio sui temi sociali e ambientali.In alto, da sinistra, alcune scene tratte da Io non ho paura e Monsieur et madame Piccioli. Sotto, un fotogramma de La forza del silenzio. Sono le tre opere dedicate al mondo della disabilità, finaliste quest’anno del premio.

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