Luglio 2018

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EDITORIALE di Luigi Sorrentini
Direttore Centrale Prestazioni Socio-Sanitarie, Inail

Auguri di buon lavoro al nuovo ministro per la disabilità

Ci auguriamo che il nuovo ministero possa garantire un effettivo passo avanti sul terreno dell’affermazione dei diritti delle persone disabili e dei loro congiunti

«Ci sono delle situazioni in cui le persone valgono più dei numeri: bisognerà farlo capire in Italia ai vari ministri dell’Economia e anche all’estero. Non si possono sempre mettere parametri, soprattutto quando si tratta di aiutare persone in difficoltà come i disabili gravi». Le prime dichiarazioni del neo ministro della Famiglia e disabilità, Lorenzo Fontana, promettono attenzione, impegno e finanche battaglia contro le limitazioni di spesa pubblica che tante volte hanno posto dei paletti alle pur legittime richieste di chi in prima persona, o per i propri congiunti, si trova a vivere una situazione complessa. Dobbiamo registrare, tuttavia, le reazioni non unanimi del mondo della disabilità, in primis le maggiori organizzazioni di settore a questa novità. A fronte dei molti che hanno espresso la loro soddisfazione, infatti, altrettanti hanno manifestato dubbi e preoccupazioni.

Tra i più ottimisti circa l’istituzione del nuovo dicastero, c’è sicuramente la Fand, una delle due principali federazioni delle organizzazioni dedicate alle persone con disabilità e i loro familiari, che ha espresso il suo apprezzamento attraverso la voce del suo presidente, Franco Bettoni. Bettoni ha definito la creazione del ministero della Famiglia e della disabilità un «segnale positivo», che incontra la richiesta più volte espressa dalla federazione di creare una figura di raccordo tra i vari ministeri in grado di fare sintesi tra i diversi ambiti delle politiche in materia di disabilità. Dubbi e perplessità sono stati manifestati, invece, dall’Anffas che, pur assicurando disponibilità e collaborazione con il ministro Fontana, giudica l’istituzione del dicastero «potenzialmente categorizzante» per un mondo che, invece, necessita l’elaborazione di politiche trasversali e inclusive. Un giudizio quest’ultimo condiviso anche dalla Fish che, per bocca del presidente nazionale del Comitato dei garanti Salvatore Nocera, esprime preoccupazione per un’eventuale perdita di centralità del ministero del Lavoro e delle politiche sociali (oggi welfare), dove fino a questo momento è stato incardinato l’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, che lo scorso anno ha approvato il secondo Programma di azione biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità.

L’Inail si dichiara sin da ora disponibile a una proficua collaborazione istituzionale, auspicando che l’azione del nuovo ministero per la Famiglia e la disabilità possa garantire un effettivo passo avanti sul terreno dell’affermazione dei diritti delle persone disabili e dei loro congiunti.

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