Luglio 2018

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CRONACHE ITALIANE Roma

Famiglie meno sole con il progetto “A mani tese”

A partire dallo scorso gennaio un gruppo di operatori e operatrici di Casa Betania dà aiuto e sostegno ai genitori di bambini disabili. Per superare la solitudine e scoprire dentro di sé risorse ancora sconosciute

Antonella Patete

Dal 1993 Casa Betania, che nelle scorse settimane ha festeggiato il suo venticinquesimo compleanno, accoglie nella periferia Nord Ovest della Capitale bambini tra zero e nove anni con difficoltà familiari. E da 16 anni, accanto agli altri, vengono ospitati bambini con disabilità, spesso gravi, che non hanno famiglie su cui poter contare. Grazie alla cooperativa sociale L’accoglienza, a una rete coesa di famiglie e a un folto gruppo di volontari che negli anni si è aggregato intorno a Casa Betania e alle case di accoglienza satelliti che via via si sono aggiunte al nucleo originario, il progetto è cresciuto. Tanto che oggi si sono aggiunte Casa di Chala e di Andrea, Casa di Jessica e Mauro e Casa sull’albero, tutte dedicate a bambini con disabilità, spesso incontrati negli ospedali dove rimanevano in stato di ricovero non per motivi sanitari, ma solo perché non vi erano altri posti dove andare.

«Col tempo abbiamo imparato a stare insieme a questi bambini: a comprendere ogni gesto e ogni respiro, senza aver paura della disabilità», racconta Stefania Moroni, responsabile del progetto “A mani tese”, partito nel gennaio scorso per dare sostegno alle famiglie con figli disabili. Nella prima

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