Luglio 2018

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ziale domestica, infatti, può fornire supporto alle persone fragili o con piccole non autosufficienze: può aiutare ad alzarsi dalla sedia, nella deambulazione, può gettare la spazzatura, può fare la spesa online (se collegata a Internet)», spiega Filippo Cavallo, ricercatore dell’Istituto di biorobotica toscano. «Abbiamo condotto una sperimentazione su 150 anziani tra Italia e Svezia tre anni fa. È da qui che siamo partiti per implementare l’intelligenza artificiale anche in campo sanitario, con comportamenti il più simile possibile a quelli dell’interazione umana».

Ma la ricerca non può essere fine a se stessa, specialmente quando viene fatta da enti pubblici: ecco allora che il trasferimento tecnologico, ovvero l’insieme di attività finalizzate a portare i risultati della ricerca sul mercato, vede la collaborazione di imprese e altri istituti, il deposito di brevetti, la nascita di spin-off e startup anche in campo di robotica sanitaria. Così come non ci può essere ricerca se non ci sono risorse pronte a sostenerla. «I fondi provengono da tre fonti principali: bandi competitivi che finanziano singoli progetti – indetti dalla Commissione europea (la parte più cospicua), dal ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca, dal ministero della Salute, da Fondazioni o altri enti pubblici o privati –; finanziamenti pubblici diretti per gli enti di ricerca, come l’Iit e il Cnr; fondi dell’industria per sostenere programmi di innovazione di prodotto o di processo», interviene Eugenio Guglielmelli, prorettore alla ricerca dell’Università Campus bio-medico di Roma.

Nessuno, comunque, sa con esattezza come sarà la robotica del futuro. Esiste però un crescente consenso, nella comunità scientifica e nelle aspettative della gente comune, che i robot della nuova generazione saranno soft, “soffici”, macchine leggere, versatili e resistenti allo stesso tempo, che si presteranno all’interazione fisica con le persone fragili, entrando in diretto contatto con loro, muovendosi con loro e sostenendole efficientemente e in sicurezza. Un po’ come sta già accadendo ora.

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