Giugno 2018

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ACCADE CHE...

MONDO INAIL

“Vite straordinarie” e la biografia di Antonio Maglio al Salone internazionale del libro

Ludwig van Beethoven compose la Nona Sinfonia quando era completamente sordo. Per creare l’alfabeto tattile che porta il suo nome Louis Braille si ispirò al sistema di scrittura notturna usato dai soldati per trasmettere informazioni in assenza di luce. La zoologa statunitense Temple Grandin è autistica, ma possiede un pensiero visivo talmente sviluppato da permetterle di progettare intere strutture per l’allevamento delle mucche. E, ancora, gli sportivi italiani Beatrice Vio e Alex Zanardi, insieme allo scienziato britannico Stephen Hawking. Sono alcune delle 22 biografie (di undici donne e altrettanti uomini) raccolte nell’albo illustrato Vite straordinarie. Storie di donne e uomini che hanno fatto la differenza, pubblicato da SuperAbile Inail e presentato il 14 maggio al Salone internazionale del libro di Torino.

Curato dalla giornalista Antonella Patete e illustrato dai ritratti di Corrado Virgili, il volume – che i lettori riceveranno allegato a questo numero – raccoglie le storie di persone con vari tipi di disabilità scritte dai giornalisti dell’agenzia di stampa Redattore sociale.

Insieme a questo libro ne è stato presentato un altro, sempre edit0 da Inail e scritto dal giornalista Luca Saitta, dal titolo Senza barriere. Antonio Maglio e il sogno delle Paralimpiadi, sulla parabola umana e professionale del direttore del Centro paraplegici “Villa Marina” di Ostia, a cui si deve l’intuizione che portò all’organizzazione dei primi Giochi paralimpici di Roma. «Il comune denominatore dei volumi? Le persone che hanno dedicato la propria vita ad abbattere le barriere della disabilità per loro stessi e anche per gli altri», ha detto la responsabile della Direzione regionale Piemonte Alessandra Lanza. E il dirigente Inail Mario Recupero ha rimarcato: «Il filo conduttore dei due libri è la straordinarietà».

Maglio «non è stato un personaggio, ma una persona dotata di grande passione, coraggio e moralità ineccepibile – ha raccontato la moglie Maria Stella –. La svolta della sua vita è avvenuta a Palestrina, in provincia di Roma, dove fu condotto a visitare alcuni giovanissimi paraplegici. Quando li vide distesi sui letti e senza alcuna prospettiva, comprese che bisognava fare assolutamente qualcosa per loro. È stato davvero un rivoluzionario: si è speso con tutte le proprie forze per riportare i giovani infortunati verso la vita, la rinascita e la normalità».

TEMPO LIBERO

A Gardaland percorsi per tutti

Un itinerario “su misura” e un servizio di accompagnamento fra le attrazioni di Gardaland, pensati per visitatori con disabilità motoria, sensoriale, intellettiva o relazionale e ragazzi con sindrome di Down. Si tratta di “Easy rider”, ideato dal parco dei divertimenti di Castelnuovo del Garda (Verona) insieme a ProgettoYeah! e cooperativa sociale Quid. Per usufruire del servizio per gruppi da quattro a dodici partecipanti, disponibile da aprile a luglio e nel mese di settembre al costo di cinque euro a persona, occorre prenotarsi almeno tre giorni prima chiamando il numero 045/6449777.

L’INDAGINE

Lavoratori disabili: per due manager su tre sono un’opportunità

Avere colleghi di lavoro con disabilità ha ricadute positive su tutti i dipendenti. Ne sono convinti i due terzi dei manager italiani (65%), che tra le motivazioni parlano di compiti distribuiti in modo più equo, postazioni migliorate e sviluppo di nuove forme organizzative come telelavoro e smartworking. È quanto emerge dallo studio I manager e la gestione dei lavoratori con disabilità, condotto da AstraRicerche, Prioritalia e Osservatorio Socialis su mille dirigenti aderenti alla federazione Manageritalia. Secondo l’indagine, l’82% degli intervistati non ha mai osservato fenomeni di esclusione. I dirigenti coinvolti ritengono quindi che l’assunzione di persone disabili sia parte del normale funzionamento aziendale, e per il 75% di loro servono momenti informativi e formativi di tutto il personale.

Ad Asti le persone con disabilità intellettiva sperimentano il volontariato.

Una sfida contro gli stereotipi: è essenzialmente questo il senso del progetto “Allarghiamo il cerchio”, promosso dall’assessorato comunale ai Servizi sociali. Grazie a una rete di 22 associazioni, 16 persone con disabilità cognitiva sono state introdotte al mondo del volontariato. Tra loro si segnalano le storie di Andrea e Simone: il primo ha la sindrome di Down e aiuta il Banco alimentare, il secondo ha un lieve ritardo mentale ma dà una mano agli scout.

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