Giugno 2018

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L’ESPERTO RISPONDE numero verde 800/810810

Senza barriere

Nel caso di installazione di un montascale/servoscala in una scala condominiale esistente di larghezza utile 110 centimetri, c’è una normativa che imponga una larghezza minima utile della rampa per cui sia possibile l’installazione? Mi spiego meglio: esiste una normativa per cui bisogna lasciare libera una porzione di scala per la fruizione contemporanea di altri condomini normodotati? Oppure il montascale può occupare tutta o quasi tutta la larghezza della scala durante il suo utilizzo?

I meccanismi (nella norma indicati come servoscala) fanno riferimento a quanto indicato nel decreto ministeriale 236/89, art. 8.1.13 e, per quanto attiene alle loro caratteristiche tecniche, non esiste un’indicazione che vieti l’occupazione della totale larghezza della scala. Quello che è invece importante considerare in questa circostanza sono i temi più ampi del “godimento della cosa comune” e della realizzazione della “innovazione” (secondo Codice Civile: artt. 1102-1120 e norme specifiche legge 13/89 e decreto ministeriale 236/89), argomenti oggetto di un’ampia giurisprudenza di merito (sono diverse le sentenze sull’argomento).

Gli aspetti generali di cui tener conto per valutare la scelta tecnica più adatta da approntare sono: il principio di solidarietà condominiale nell’installazione del meccanismo che implica la necessità di contemperare gli interessi di tutti i condomini anche di quello con disabilità; il potere di disporre innovazioni sulle cose comuni senza che queste creino pregiudizio alla stabilità, alla sicurezza del fabbricato, alterino il decoro architettonico e rendano inservibili talune parti comuni all’uso o al godimento anche da parte di un solo condomino; la tollerabilità sulla dimensione dell’ingombro del meccanismo quando provoca una modesta riduzione nell’uso della cosa comune, tanto più nel caso di elementi richiudibili dopo l’uso.

Con questo quadro di riferimento la soluzione del servoscala richiudibile può essere in grado di salvaguardare gli interessi di ogni parte, giustificata dall’interesse del condomino con disabilità e tale da non arrecare un serio pregiudizio o grave sacrificio nell’utilizzo della cosa comune da parte degli altri condomini.

Assistenza sanitaria

Sono stato riconosciuto invalido civile con percentuale dell’80% e il mese prossimo devo effettuare la visita di revisione. Al momento della scadenza del verbale di invalidità e nell’attesa del relativo iter di verifica, ho diritto al mantenimento dell’esenzione del ticket in quanto invalido civile?

La legge 114 del 2014 prevede che il diritto all’esenzione del ticket sanitario sia mantenuta anche in attesa dell’esito della nuova visita medica che l’Inps deve effettuare per la proroga dell’invalidità. Infatti, nelle more dell’effettuazione delle visite eventuali di revisione e del relativo iter di verifica, i minorati civili e le persone con handicap in possesso di verbali in cui sia prevista rivedibilità, conservano tutti i diritti acquisti in materia di benefici, prestazioni e agevolazioni di qualsiasi natura e la convocazione a visita nei casi di verbali per i quali sia prevista la rivedibilità è di competenza dell’Inps.

Per coprire i tempi di attesa della visita, le Asl, qualora non lo avessero ancora fatto, devono adeguarsi alle circolari Inps prorogando di tre mesi la scadenza della precedente esenzione.

E questo avviene in automatico per le invalidità riconosciute dal 2016. Il problema rimane, purtroppo, per chi ha un’invalidità civile soggetta a revisione antecedente a tale data, in quanto non era prevista alcuna proroga. Le persone che si trovano in tale situazione, devono attivarsi presso i Cup delle Asl per chiedere formalmente la proroga dell’esenzione ticket di cui sono in godimento.

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