Giugno 2018

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CULTURA

TELEVISIONE

Una piccola grande famiglia

Mamma, papà e cinque figli, di cui tre adottati. Tutti di bassa statura. Perché l’acondroplasia in tv evidentemente piace. Loro sono i 7 piccoli Johnston, la più numerosa famiglia al mondo che convive con una delle forme più comuni di nanismo, le cui avventure quotidiane sono appena andate in onda su Real Time. E come già succedeva con Bill e Jen e i loro due bambini adottivi ne Il nostro piccolo grande amore, nonostante l’altezza ridotta i Johnston sono come una qualsiasi altra famiglia americana alle prese con degli adolescenti.

Vivono tutti e sette in Georgia: Trent e Amber sono i genitori – molto più preoccupati dei primi appuntamenti e delle uscite serali dei loro “pargoli” piuttosto che della lunghezza dei loro arti –, poi ci sono Jonah, Anna, Elizabeth, Alex ed Emma, rispettivamente di 15, 14, 13 e 9 anni quando la serie è stata registrata (nel 2015). Jonah ed Elizabeth sono i figli biologici della coppia, Anna viene da un orfanotrofio in Russia, Alex ha lasciato la Corea del Sud per volare negli Stati Uniti mentre Emma, l’ultima arrivata, è stata abbandonata in Cina. E se il padre lavora come supervisore in un college, Amber invece è una mamma a tempo pieno, impegnata anche con l’associazione genitori-insegnanti e con le scout.

Ma quello che più colpisce di questo docu-reality, che alterna scene di quotidianità a interviste, sono l’assoluta naturalezza e serenità con cui tutta la famiglia vive, alle prese con i problemi di tutti i giorni, il ballo della scuola, le vacanze sulla neve, il parrucchiere o la patente. Merito probabilmente di Trent e Amber, cresciuti come tutti gli altri bambini dai loro rispettivi genitori. La madre, poi, era l’unica affetta da nanismo in famiglia; inoltre era la sorella maggiore, quindi abituata a comandare.

Un’immagine forte, positiva e moderna, quella che arriva dell’acondroplasia dagli Usa: su questo argomento, infatti, anche Piccole donne Los Angeles (trasmesso da Mtv8 e LeiTv) aveva già fatto vedere parecchio. [M.T.]

In Italia dei 7 piccoli Johnston sono stati trasmessi 18 episodi (visibili su dplay.com), mentre negli Stati Uniti 32 puntate suddivise in quattro serie. Per continuare a seguire le vicende dei membri di questa famiglia c’è la loro pagina Facebook.

 

Tre disabili protagonisti di un video musicale per milioni di youtuber

Quasi tre milioni e mezzo di visualizzazioni da febbraio: viaggia su numeri impressionanti il video del brano Born for greatness (Nati per la grandezza), tratto dal decimo disco Crooked Teeth degli statunitensi Papa Roach, gruppo alternative metal. Formatosi a Vacaville nel 1993, si è fatto conoscere al grande pubblico nel 2000 con l’album Infest, che vinse il triplo disco di platino in America. Per questo video la band ha scelto tre protagonisti con disabilità: un venditore di hotdog con spina bifida, Aaron “Wheelz” Fotheringham, che fa motocross in carrozzina; un’impiegata nata senza gambe (Jennifer Bricker), che è una ballerina di tessuti aerei; infine un addetto alle pulizie amputato a una gamba, Jean Sock, che si trasforma in breakdancer con le stampelle. Interessante che un gruppo con alle spalle oltre 18 milioni di dischi venduti, quasi la metà dei quali negli Usa, abbia voluto dare un ruolo di primo piano a questi interpreti che sottolineano con le loro performance le parole del ritornello: «No, noi non siamo senza nome, non siamo senza volto, noi siamo nati per la grandezza». [L.B.]

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