Giugno 2018

Visualizza la pagina 2 di SuperAbile Inail di Giugno 2018 in formato .pdf

Usa i tasti direzionali avanti e indietro della tastiera per sfogliare la rivista

Scarica la pagina in formato .pdf

Scarica l'intera rivista in formato .pdf

Scarica Adobe Reader per visualizzare le pagine in formato .pdf

EDITORIALE di Luigi Sorrentini Direttore Centrale Prestazioni Socio-Sanitarie, Inail

Arriva “Hannes”, la mano che funziona come fosse vera

La protesi poliarticolata è il frutto della collaborazione tra l’Inail e l’Istituto italiano di tecnologia. Permette di recuperare il 90% della funzionalità perduta e sarà disponibile dal 2019

Una mano poliarticolata a costi competitivi: lo scorso maggio l’Inail ha tagliato un nuovo e importante traguardo nel campo della protesica e della riabilitazione. Dopo quattro anni di studio e sperimentazione è stata finalmente presentata “Hannes”, una protesi miolettrica che rappresenta una grande promessa per le persone con amputazione dell’arto superiore: recuperare circa il 90% della funzionalità perduta grazie a un dispositivo indossabile, leggero ed estremamente flessibile, che non richiede l’intervento chirurgico.

“Hannes”, che prende il nome da Johannes Schmidl, il primo direttore tecnico del Centro protesi Inail di Vigorso di Budrio, da tutti conosciuto appunto come Hannes, è il frutto della collaborazione tra l’Inail e i ricercatori dell’Istituto italiano di tecnologia (Iit) di Genova. Segno che la condivisione di obiettivi e competenze tra istituti da sempre impegnati nella ricerca applicata rappresenta davvero la chiave di volta di un successo che ci gratifica, soprattutto, per le ricadute pratiche sulla vita degli infortunati. Grazie ad “Hannes”, che sarà disponibile a partire dal 2019, la vita di chi ha avuto la sfortuna di perdere una mano potrebbe davvero cambiare in meglio. Anche perché “Hannes” non è un arto bionico collegato ai tessuti e ai nervi del braccio umano, ma una mano protesica poliarticolata funzionante attraverso un sistema di controllo di tipo mioelettrico. Sfrutta cioè gli impulsi elettrici provenienti dalla contrazione dei muscoli della parte residua dell’arto ed è dotata di una batteria, che consente fino a un giorno e mezzo di utilizzo.

A sorprendere maggiormente però sono il numero e le tipologie di azioni che “Hannes” è in grado di compiere, dimostrandoci, se mai ce ne fosse bisogno, quanta strada è stata percorsa dai tempi in cui le protesi avevano unicamente una funzione estetica. Le dita possono replicare i gesti dell’arto umano: piegarsi e, quando la mano è a riposo, assumere una posizione naturale. In particolare la mano mioelettrica progettata dal Centro protesi Inail e da Iit è dotata di un pollice orientabile in tre diverse direzioni, che rendono possibili movimenti utili per la vita di tutti i giorni, come spostare oggetti pesanti o afferrare e manipolare oggetti di piccole dimensioni. E chi l’ha sperimentata assicura che ora riesce a fare davvero tante cose che prima era impossibile anche solo immaginare.

3