Giugno 2018

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SPORT/1 Volare è libertà

Luisa, sulle ali del drone

Visore sugli occhi e radiocomando tra le mani, la 15enne salentina gareggia in giro per l’Italia nell’Fpv drone racing. Uno sport che richiede concentrazione e sangue freddo, ma regala emozioni adrenaliniche e permette di superare i limiti della disabilità

Manfredi Liparoti

Il suo nome di battaglia è LeoOnFire ed è anche il suo nickname su YouTube, dove pubblica i video con le sue evoluzioni. «L’ho scelto perché sono nata ad agosto e il Leone è un segno di fuoco, ma anche perché rispecchia il mio stato d’animo: mi sento infuocata, ho una grande carica dentro».

Alla sua terza intervista in pochi giorni, Luisa Rizzo ha una maturità sorprendente e risponde a suo agio a dispetto dei 15 anni di età. Sarà un po’ per il carattere, un po’ per la freddezza che richiede lo sport a cui dedica ogni momento che riesce a ritagliarsi: le corse con il drone.Attraverso un visore e un radiocomando, Luisa pilota il suo drone, gareggiando in giro per l’Italia. Si sposta con il padre, appassionato di modellismo e tecnologie, su un furgone in cui carica tutta l’attrezzatura necessaria per le competizioni e su cui sale con la sua sedia a ruote motorizzata. Luisa ha infatti un’atrofia muscolare spinale di tipo 2 ed è proprio a causa o grazie alla malattia – che comporta tra l’altro ipotonia e difficoltà di movimento – che ha scoperto quella che da una terapia riabilitativa fai da te è diventata la sua più grande passione. «Nel 2015 mio padre mi ha regalato il primo minidrone per farmi muovere di più le dita. Così ho iniziato a volare, poi ho scoperto che c’è pure uno sport, il drone racing, e ho voluto cimentarmi».

Luisa vive a San Pietro in Lama, nell’entroterra salentino a pochi chilometri da Lecce, e frequenta la seconda classe del Liceo linguistico. Studia quattro lingue, tra cui il cinese: «Mi ha sempre incuriosita». Tra lezioni e compiti, la scuola la impegna un bel po’ («Ci sono giorni in cui torno a casa alle sei del pomeriggio e devo ancora mettermi sui libri»), ma appena può va nel campo dietro casa e “vola”. «Come minimo mi alleno tre-quattro volte a settimana e, quando le condizioni meteorologiche non lo consentono, uso il simulatore».

Il drone racing è un vero e proprio sport, da poco riconosciuto anche dal Coni e dalla Federazione aeronautica internazionale. Si disputa con droni

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